PATRICK DENNIS.
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ZIA MAME.
Parte 2.
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Titolo originale: Auntie Mame. An Irreverent Escapade. 1955.
2009. ADELPHI EDIZIONI, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.

Versione digitale realizzata e curata da: Libero Giacomini.
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ZIA MAME.
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CAPITOLO 7.
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ZIA MAME AL CAMPUS.
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Secondo Selezione l'Indimenticabile aveva la fissa
del cursus accademico. Pur non potendo vantare
chiss quali studi - strano, vero? -, voleva a tutti i costi
che il suo orfanello frequentasse le scuole giuste, e
che si laureasse col massimo dei voti. E tale era il sacro
fuoco per i fasti universitari che per poter condividere
gli interessi del suo pupillo e assicurarsi di persona
che la sua carriera procedesse senza intoppi decise di
gettarsi a capofitto nella vita del campus.
Lo trovate straordinario? Bene, zia Mame - che
invece una laurea se l'era presa eccome - fece di
pi. Molto di pi.
Nell'estate del 1937 avevo compiuto diciotto anni.
Da quel momento in poi nessuno avrebbe pi
potuto sindacare su quel che facevo del mio tempo,
dei miei soldi e di me stesso.
Per sbrigare le formalit, che non erano poche,
Mr Babcock mi aveva convocato nel suo ufficetto allo
Studio Knickerbocker, dove mi aveva esposto la
situazione nei dettagli, mantenendo un tono asettico
e molto concreto. Molti di quei dettagli mi sfuggivano,
ma una cosa era chiara: mi potevo considerare
relativamente ricco. Da brava formichina,
lo Studio Knickerbocker aveva infatti investito la
mia eredit, fino all'ultimo centesimo, in titoli e
fondi tradizionali, cio sicuri - niente brividi, niente
rischi -, e durante la Depressione il mio gruzzoletto
era cresciuto e cresciuto fino a diventare, cito testualmente
Mr Babcock, una piccola fortuna.
Molto bene, aveva concluso freddamente il
suddetto non dubito che tu abbia colto l'essenziale.
Se ti servono chiarimenti, sono qui.
No, Mr Babcock, grazie.
All'atto della firma diventerai padrone del tuo
destino. Io non avr pi alcuna giurisdizione sul tuo
denaro. Certo spero, come tutti allo Studio Knickerbocker,
che continuerai ad avvalerti della nostra consulenza.
Immagino tu sia disposto a riconoscere che,
nonostante l'inquilino della Casa Bianca abbia cercato
di impedircelo, abbiamo curato piuttosto bene
i tuoi interessi. E io personalmente, nei limiti entro i
quali tua zia Mame me lo ha consentito, ho cercato
di farti da guida negli anni difficili dell'adolescenza.
Non so dire se ho fatto un buon lavoro, forse no.
Comunque, ora devi diventare imprenditore di te
stesso. Nella attuale situazione di mercato, ci che
possiedi ti rende qualcosina pi di ottomila dollari
l'anno. Che non sono precisamente spiccioli.
Mi par proprio di no. Non cercai nemmeno di
nascondere il lampo di esultanza che temo mi si leggesse
negli occhi.
E naturalmente, da questa somma puoi attingere
in qualsiasi momento.
Cio, devo solo chiedere?.
Certo. Devi solo farci pervenire una piccola richiesta
scritta.
Strappai un foglio dal blocco che aveva sul tavolo
e ci scrissi sopra: Prego darmi $ 5000 subito.
Distinti saluti, Patrick Dennis.
Ecco, Mr Babcock dissi passandogli il foglietto.
Le spalle gli crollarono, e il volto assunse l'espressione
di una totale disfatta. Oh, santo cielo gemette.
Io getto la spugna. Farai esattamente la fine
di quella pazza scialacquatrice di tua zia Mame. Del
resto, siete due gocce d'acqua. Un giorno vi ritroverete
in prigione per debiti, nel migliore dei casi, e
francamente non posso dire che sar l a piangere.
Il cassiere ti verser la somma che hai richiesto.
Adesso vttene. Che Dio ti aiuti, anche perch non so
chi altro possa farlo.
Ricapitolando, avevo diciott'anni, e potevo disporre
a mio piacimento del mio denaro, della mia libert
e della mia giovinezza. Quella mattina stessa
mi comprai una Packard decappottabile a sei cilindri,
che all'epoca ci si portava a casa per meno di
mille dollari, un grammofono nuovo, non so pi
quanti dischi, e un mucchio di vestiti. Ogni trimestre
lo Studio Knickerbocker mi spediva un assegno
di duemila dollari che, nonostante le fosche previsioni
di Mr Babcock, non riuscivo mai a spendere. E
in autunno cominciai l'universit.
Il reduce dal St. Boniface portava in dote all'universit
una spiccata propensione alla vita associata,
una netta preferenza per le ragazze della Bryn Mawr,
e una devozione canina alle tradizioni del campus.
Era il tipico marchio di fabbrica del St. Boniface, ma
siccome nel mio caso mi ci avevano mandato a calci
nel sedere, avevo deciso fin da subito di essere il meno
tipico possibile. Sul fronte opposto militavano le
matricole impegnate, ragazzi che spedivano manciate
di versi sciolti a pretenziose riviste letterarie,
predicavano una sorta di nuovo cristianesimo, e si accapigliavano
sul taglio registico che la filodrammatica
avrebbe dovuto adottare nei suoi allestimenti di Sofocle,
il tutto con la stessa aria pomposa, immatura e
affettata che hanno i loro emuli odierni. Non rientrando
in nessuno dei due schieramenti, sembravo
destinato a rimanere un battitore libero.
Quasi subito per mi scavai una mia nicchia, riuscendo
a trovare gli unici quattro ragazzi del campus
uguali a me: zero spirito di corpo e pareti degli
alloggi sgombre da gagliardetti o coppe, ma anche
da riproduzioni di Czanne o Rouault. Nelle nostre
stanze c'erano solo qualche mobile, varie bottiglie
di gin, lattine di birra, dischi, e numeri del New
Yorker. Per quel che ce ne importava la squadra di
football poteva vincere, perdere o anche sciogliersi
- e se devo dire la triste verit, per tre anni su quattro
fu presa pi o meno ininterrottamente a randellate.
Non vivevamo nell'attesa che la societ dei dibattiti
stabilisse se la Russia era un paradiso od un inferno.
Il laboratorio di teatro poteva tranquillamente
proporci un'Elettra in abiti contemporanei oppure
un Donne in costumi adamitici, tanto avremmo
declinato l'invito. Quanto ai nostri compagni socialmente
responsabili, organizzassero pure raduni, o
persino scioperi, bastava che non contassero sulla
nostra partecipazione, e quelli di orientamento pi
teologico salvassero pure tutte le anime che volevano,
a patto che lasciassero in pace le nostre. Noi tenevamo
la media alta per evitare seccature, ma a
parte questo i nostri interessi erano tutti, senza eccezioni,
esterni al campus.
Il nostro unico dio era Fred Astaire. Lui s era tutto
quello che avremmo voluto essere: lieve, soave,
disinvolto, chic, intelligente, adulto, spiritoso e saggio.
Guardavamo i suoi film fino a cavarci gli occhi,
ascoltavamo i suoi dischi fino a quando erano rigati
da buttar via, e finch il senso del ridicolo ce lo consentiva
tentavamo di vestirci come lui. Quando poi
le nostre giovani vite attraversavano un momento di
crisi, ci chiedevamo cosa avrebbe fatto Fred al nostro
posto, e ci regolavamo di conseguenza. Ci sentivamo
strafchi, ma ai giovani succede.
Ogni settimana mi caricavo in macchina quattro
aspiranti Fred Astaire e me li portavo a New York.
Appena sistemati - piuttosto comodamente - nelle
camere da letto loro assegnate in Washington Square,
i ragazzi cominciavano, a esclusivo beneficio della padrona
di casa, gli immancabili esercizi di levit, soavit,
disinvoltura e cos via. Zia Mame era strafelice.
Le piaceva avere gente intorno, specie gente giovane
ed allegra, e si dava parecchio da fare. Ci insegnava a
preparare cocktail da lei ritenuti in puro stile Fred
Astaire, ci rimediava quantit inverosimili di ragazze,
ci faceva invitare alle feste pi divertenti, ci intratteneva
con chiacchiere ultrasofisticate e ci garantiva
un costante afflusso dei suoi amici pi illustri, che si
esibivano solo per noi. I miei compagni la adoravano,
e grazie a quegli sfarzosi weekend finimmo per
costruirci una certa reputazione di tipi misteriosi,
scafati, mondani, e fra parentesi anche di studenti
piuttosto bravini.
In un secondo momento ci iscrivemmo in gruppo
allo stesso club. Non perch ci piacesse, o noi piacessimo
al club, ma perch le famiglie, i vestiti, le
conoscenze, il denaro e il curriculum scolastico che
potevamo vantare facevano di ciascuno di noi il socio
ideale. D'altra parte, l'iscrizione dava libero accesso
alla mensa pi esclusiva e alle ragazze pi carine
del campus. In sostanza, stare insieme conveniva
a tutti. Del resto si sa su cosa si fondano le amicizie
di giovent, sul disinteresse.
Verso la fine del prim'anno notai, in zia Mame,
un cambiamento quasi impercettibile. Un fine settimana
ero andato a Boston per vedere una ragazza
che avevo appena conosciuto, e tornando a casa la
domenica sera la trovai che camminava avanti e indietro
in camera mia, furiosa. Come osi? mi aggred
appena mi vide.
Come oso cosa?.
Come osi scappare a Boston senza dirmi una parola?
Io me ne sto qui a girarmi i pollici aspettando
te ed i tuoi amici, e tu non ti degni neppure di mandarmi
due righe per comunicarmi che non vieni!.
Ma di solito  il contrario, ti avverto quando vengo,
no?.
Senti, tutti i fine settimana che Dio manda in
terra la mia casa  a disposizione della tua ghenga.
Come faccio a immaginare quando cambiate idea?
Me ne sono rimasta qui sola come una scema, e anche
parecchio agitata, se vuoi saperlo, con un sacco
di gente divertentissima invitata apposta per te, che
intanto eri sparito chiss dove!.
Ma, zia Mame....
Non interrompermi! Questa casa non  un albergo,
e comunque non ospita giovani ingrati della
tua risma. Non  mia abitudine rinunciare alla vita
privata per mettermi al servizio di un nipote menefreghista,
che non si prende neppure il disturbo di
informarsi se sua zia  viva o morta. Ora, per il prossimo
fine settimana ho organizzato una festa fantastica,
e pretendo che tu e tutti i tuoi amici ci veniate.
Non sono ammessi n se n ma. E non pensare che
con questo l'incidente sia chiuso, perch non lo .
Ci detto, usc sbattendo la porta.
Per una come lei, che viveva alla giornata, era una
scena piuttosto strana, ma a poco a poco cominciai a
capire cosa stava succedendo. Il problema era che ormai
considerava i miei amici come se fossero amici
suoi. Le piacevano, la lusingavano, la divertivano, e le
davano una qualche speranza nell'eterna giovinezza.
Erano il suo pubblico, quello di fronte al quale si sentiva
tenuta ad esibire il suo spirito, il suo fascino, la sua
ricchezza, la sua eleganza. E ne aveva bisogno, cos
come loro avevano bisogno dei suoi posti letto, delle
sue cene, delle sue feste, dei suoi alcolici. Solo che lei
voleva qualcosa di pi, da loro, e cio che la facessero
sentire ancora giovane, bella e attraente.
Dal giorno di quella scenata, tutti i fine settimana
furono consacrati a zia Mame. Se non andavamo noi
a New York, veniva lei al campus, dove fra l'intelligencija
studentesca era estremamente popolare, e
molto richiesta. Ormai la mia presenza non era neppure
pi necessaria. Se non avevo voglia di farmi vedere
zia Mame invitava comunque Biff, Bill, Jack e
Alex, che a Washington Square si divertivano da pazzi
a incontrare persone famose, a fare gli scettici blu
alle feste, o a portare zia Mame allo Stork Club. E
fin che zia Mame, coi suoi zibellini, la sua Rolls, i
suoi vestiti esotici fu adottata dal campus, anzi ne divent
un vero vanto, quasi come il nuovo stadio.
Nel secondo anno mantenne un comportamento
impeccabile. Quando si tratteneva per il fine settimana
spiegava a tutti di essere venuta a trovare certi
suoi amici, che erano un assistente e sua moglie o il
professor Tal dei Tali e signora: a me ed ai miei amici
concedeva solo un aperitivo od una colazione
domenicali.
L'anno successivo cominci sulla stessa falsariga,
ma via via le sue visite al campus si diradarono, e le
nostre a New York si infittirono.
In quel periodo intrattenevo una burrascosa relazione
con Bubbles, una cameriera che mi aveva arpionato
tra una fetta di torta all'ananas e l'altra in
un ristorantucolo di Newark aperto tutta la notte, e
che appena avevo un attimo aspettavo in una stanza
del Robert Treat Htel. Per forza di cose, zia Mame
la vedevo molto meno, ma siccome i miei fidi le stavano
attaccati alle gonne mi era sembrato pi prudente
tenere nascosta Bubbles anche a loro.
Caro, mi disse zia Mame un giorno, verso la fine
di febbraio ormai non ti vedo praticamente
pi. Si pu sapere dove sparisci il sabato e la domenica?
Ho chiesto ai ragazzi, ma hanno fatto scena
muta.
Oh, ecco, dipende. Un po' qui e un po' l. Sai
com', no?.
No che non lo so, altrimenti non te l'avrei chiesto.
Lasciami indovinare. Hai una ragazza, vero?.
Avvampai.
Oh, caro, ma perch non la porti a casa? Come
si chiama? Dove studia? Non hai una sua foto?.
Ecco, veramente una foto di Bubbles ce l'avevo,
ma non del genere che si mostra senza problemi a
una devota parente. E se proprio devo essere sincero,
a una devota parente non avrei mostrato senza
problemi nemmeno la Bubbles in carne ed ossa.
Fortunatamente un secondo dopo zia Mame ritenne
fosse giunto il momento di insegnare la samba
ad Alex, e lasci cadere il discorso.
Per tutto l'anno la tresca con Bubbles mi tenne
occupato - tremendamente occupato -, ma non abbastanza
da impedirmi di notare che i rapporti fra zia
Mame ed i miei compagni di classe stavano facendo
un altro passo avanti. Per le vacanze di Pasqua me
ne ero portati dietro tre, sperando che avrebbero
distratto lei, consentendo a me di rifugiarmi a Newark,
nei voluttuosi incanti di Bubbles. In effetti le
cose erano andate secondo i piani. E tuttavia, prima
di sparire avevo fatto in tempo a constatare che ora
le davano tutti del tu, mentre Alex, che aveva un paio
d'anni pi di me, si permetteva addirittura qualche
vezzeggiativo. Quanto a lei, non avrei giurato che i
capelli avessero la stessa tinta di sempre.
Ma non era finita qui. Mentre Biffe Bill battevano le
strade di New York in caccia di fanciulline, Alex ronzava
prevalentemente intorno a Washington Square. A
dirla tutta, lui e zia Mame erano praticamente inseparabili.
Ballavano, giocavano a backgammon, mangiavano
fuori. Un paio di volte li sorpresi a sussurrare in
biblioteca, ricevendone in cambio occhiatacce quasi
risentite. La sera si dileguavano nel nulla - andavano a
cena, oppure a teatro, oppure in qualche club molto
piccolo e troppo elegante, lasciandoci a languire
nell'immensa casa vuota.
Indubbiamente Alex era il pi astairiano di tutti
noi. Era il pi alto, il pi ricco, il pi fine. Ma questo
era quanto, e non capivo bene perch zia Mame,
nata per il grande pubblico, sprecasse il suo tempo
prezioso con lui.
Mah, erano problemi suoi, che si arrangiasse, io
dovevo gi occuparmi di Bubbles. Ero rimasto invischiato
nella sua rete una gelida notte di gennaio,
quando avevo fatto tappa per un caff nel locale
dove lavorava. All'inizio mi era sembrata la persona
pi cara e pi dolce del mondo. Ero convinto
che mi amasse per quello che ero, senza chiedere
niente di pi. Ogni volta che le facevo un regalino
- una boccetta di profumo, una camicia da notte
nera, due paia di calze, una borsetta di coccodrillo
con le scarpe adatte - le venivano le lacrime agli
occhi. Ma col passare del tempo, forte dell'ascendente
che sapeva di avere, si era messa a pretendere
l'impossibile, e a insistere fino alla morte.
Dall'oggi al domani pareva che non potesse vivere senza
una certa giacca di volpe bianca. Per era una
giacca enorme, e per comprarla mi ero dovuto impegnare
i gemelli.
Scusa 'more, ma prima o poi sar ciccia, no?.
Un'altra volta mi comunic che le avevano rubato il
borsellino, e che non sapeva come pagare l'affitto.
E intorno a Pasqua i saldi da Lerner cominciarono a
interessarle meno di prima, o comunque molto meno
delle creazioni di Hattie Carnegie.
Giuro 'more, a volte mi sembra che ti scoccia di
farmi uscire coi tuoi amichetti fichi. E gi, dillo. Dillo
che ti vergogni di me.
Bubbles, per favore, piantala, cosa vuoi che mi vergogni
di te. Solo penso che con quei mamozzi ti annoieresti
a morte. Sono una manica di poppanti.
See, e tu cosa saresti, un ometto?.
Avevo solo vent'anni, ma vicino a una ragazza come
Bubbles si cresce in fretta. Avanti, cocca, mollala.
Andiamocene al Treat, che ti offro un paio di
bicchierini.
Occhei, occhei, andiamocene pure al Treat, ci
facciamo un paio di bicchieri, dopo andiamo di sopra
e ci facciamo un paio di cosa so io, 'ero? Newark,
Newark, sempre Newark! Ges santo, ti faccio la mia
fotografia, ti faccio: nascita a Newark, lavoro a Newark,
letto a Newark, probabilmente morte a Newark.
E sai cosa te ne sbatte a te, signor cuoredoro, 'ero?
Se non mi sbaglio - ma pu darsi che mi sbaglio, eh,
semmai dimmelo - non me lo hai neppure chiesto
di venire a New York, manco una volta, 'scolta, il traghetto
sono cinquanta centesimi, se e'hai il braccno
ce li metto io. Ma tu non vuoi, 'ero? Io vado bene a
Newark, ma portarmi allo Stalk, o come capperi si
chiama, col cacchio, vero? E manco in quella baracca
che c'ha tua zia, guarda che le ho viste le foto
sull'"Arpa Bazaar", cosa ti credi. Vuoi che ti scrivo
l'indirizzo? Washington Square. Ecco. See, ma Bubbles
mica  una che si porta dalla zia, Bubbles va bene
per farsi due ciocchi a Newark e basta, 'scolta, almeno
dillo che ti vergogni di me. E gi, dillo.
La cosa orrenda era che aveva ragione. Mi vergognavo
come un ladro. Non capivo perch mai mi fossi
cacciato in quella situazione. Bubbles era un'avida
puttanella da quattro soldi, che diceva di essere una
cameriera solo perch non aveva il coraggio di chiamare
col suo nome quello che faceva, e io ero un parassita
con la puzza sotto il naso, che diceva di essere
uno studente solo perch era troppo disonesto per
darsi del parassita e troppo onesto per accordare a
una mignotta lo status di amante. Invece Bubbles
era proprio questo, un'amante. In pi stava diventando
un'amante noiosa, tirannica, e mi costava una
fortuna.
E va bene, niente baldoria dalla zietta. Ma al Ballo
di fine anno mi ci porti, 'ero?.
Rimasi impietrito dall'orrore.
See, ti credevi che non lo sapevo. Il Ballo di fine
anno, quello dico. C'era tutto sul giornale. Tu sei al
terzo, o me lo sono sognato? E allora se sei cos fiero
di me, perch non mi ci porti? E gi, voglio andare
a tutte le feste della sera prima, e poi a quella grossa.
Non ci sono mai stata. Manca proprio, zero carbonella.
E gi, mi ci porti mi ci porti mi ci porti?.
Ma piccola, non ci vado neanch'io.  una roba
da bambini.
'scolta 'more, tu ci devi andare. E anch'io, manca
proprio. Quando papino  morto abbiamo perso
l'import-export e col cacchio che ho potuto studiare,
col cacchio che ho potuto farmi la mia strada.
Nel tempo, il defunto genitore di Bubbles mi era
stato dipinto a seconda dei casi come un importantissimo
avvocato, un importantissimo banchiere, un
importantissimo chirurgo, un importantissimo industriale.
Ma adesso ero troppo prostrato per tornare
sull'argomento.
Bubbles continu a frignare, a insistere, a scongiurare,
a fare la voce grossa. Dopo un'ora di lacrime
e minacce dovetti cedere.
Va bene, ma per l'amor di Dio smettila di piangere,
non lo sopporto. D'accordo, ti porto alla stramaledetta
festa.
Iup-piii! url Bubbles versando altre lacrime,
per di gioia.
Anche per quelli come noi, cui della scuola importava
molto poco, il Ballo era l'evento dell'anno.
Si teneva l'ultima settimana di maggio, e l'intero
college ci si presentava tirato a lucido. Chi aveva
una ragazza la invitava per tutto il fine settimana, e
chi non ce l'aveva si procurava la pi presentabile su
piazza. Era una tradizione. Per tre giorni l'universit
apriva le porte. Il venerd sera ogni club dava una
spettacolare festa danzante per i soci e le loro accompagnatrici,
e in tutte le stanze dei dormitori si
beveva liberamente, cos come liberamente si beveva
birra negli scatenati picnic del sabato. Sempre il
sabato, di pomeriggio, chi si reggeva ancora in piedi
poteva assistere alle regate - valeva la pena, erano
combattutissime. E la sera c'era il ballo di gala.
Mentre in sottofondo Fred Astaire proponeva una
sua soave versione di They Can't Take That Away
From Me, io e i miei amici ci mettemmo a discutere
della serata, di che tipo di festa organizzare da noi,
di chi fosse abbastanza Astaire per essere invitato e
chi no.
Che significa Bugsy  una palla? Va bene,  stato
con Brenda Frazier, ma a parte questo... disse Biff.
Se Brenda ha avuto sfiga non vedo perch dobbiamo
pagarla noi. Per vorrei essere chiaro, se viene
lui non vengo io si scald Jack.
Basta con 'ste cazzate, disse Bill alzando la voce
siamo qui per decidere tutt'altro, e cio se offrire
Martini o scotch, per quanti, e quanto ci costa. Tu
Pat che ne pensi?.
Chi, io? dissi arrossendo. Io non so neanche
se ci sar, ragazzi. Decidete come vi pare, non
contatemi.
Non sai se ci sarai? Cristo santo, ma neanche
Fred Astaire! url Biff.
Non sai se ci sarai? disse Bill con aria incredula.
E questa da dove salta fuori? Senti, se non trovi
nessuno da portare mi metto d'accordo io con la cugina
di Mollie, Gloria Upson. Sta ancora da Miss
Chapin, ma  uno schianto.
Credimi,  l'ultimo dei miei problemi dissi gelido.
Mi sa che non vengo e basta.
Mentre uscivo notai che Alex mi guardava come
se trovasse tutto quanto molto divertente.
Con l'usuale codardia che i maschi dispiegano
quando vogliono sbarazzarsi delle femmine, per togliermi
dai piedi Bubbles prima le provai tutte, tranne
un bel no in faccia. Cominciai con la Congiura del
Silenzio, cio per dieci giorni filati girai alla larga dal
bar di Newark. Bubbles non sembrava precisamente
turbata dalla mia sparizione, anche se il decimo giorno,
visto che in un momento di debolezza le avevo
dato il mio numero di telefono dell'universit, decise
di chiamarmi. Le risposi mantenendomi molto sul
vago, almeno fino a quando non mi chiese, 'scolta
'more, checc? Hai la bua? 'scolta, se non puoi venire
vengo io, cos ti faccio cara cara cara finch non ti
passa. Fine della storia. Quella sera stessa mi ripresentai
a Newark.
Poi provai a litigare. Provai, perch per quanto mi
comportassi nel pi esecrabile dei modi - me ne stavo
con un muso da qui a l, non dicevo una parola,
saltavo su per niente - Bubbles, che aveva una capacit
leggendaria di farsi scivolare tutto addosso,
rimaneva serena quanto la Gioconda. E nel frattempo
parlava sempre e solo del ballo, di cosa si sarebbe
messa, di chi ci avrebbe incontrato, di come avrebbe
fatto amicizia con le meglio debuttanti della stagione.
Io rabbrividivo. Non sapevo come uscirne,
ma di una cosa ero sicuro: Bubbles al ballo non ci
sarebbe venuta, almeno non con me.
All'inizio della settimana fatidica escogitai una soluzione.
Le avrei spedito un telegramma dicendole
che ero ricoverato con un qualche malanno altamente
infettivo, e mi sarei nascosto a Filadelfia fino
a che la buriana non fosse passata. Era un trucco fetente,
lo ammetto, ma vorrei ricordare che per parte
sua Bubbles, solo per presentarsi al debutto nel
tempio del sapere con gli abiti acconci, mi aveva appena
spillato cinque fogli da cento.
Il gioved sera ero in camera mia. Io sbattevo in
borsa il necessario per la latitanza, Fred Astaire cantava
Bojangles, e Alex se ne stava coricato sul divano
a bersi una Budweiser. Suon il telefono, e andai a
rispondere. Era zia Mame. Caro, vieni a casa per il
weekend?.
No, zia Mame. Siamo intesi che quando vengo te
lo faccio sapere, no?.
Certo, che stupida. Ma dove vai?.
Vado a Filadelfia dissi forte e chiaro.
Per tutto il weekend?.
Certo. Perch?.
Oh, niente, cos, curiosit. Dunque starai via da
scuola?.
Evidentemente.
Fino a domenica sera inclusa?.
Ma senti, zia Mame.... Temevo che i miei turpi
raggiri stessero per venire alla luce, e mi stavo innervosendo.
Che cavolo succede?.
Oh, be', niente, caro tub con quella sua finta
innocenza che mi faceva subito pensar male. Mi
stavo solo chiedendo cosa avesse in programma il
mio tesorino per il weekend. Sai, io probabilmente
me ne rester a casa con Marcel Proust.
Bene, salutalo da parte mia. C' qui Alex, vuoi
che te lo passi?.
Oh, no, e perch mai? Salutamelo, e digli che ci
vediamo presto. Bene, caro, divrtiti a Filadelfia.
Era stata una strana telefonata, ma zia Mame era
una donna strana. Alex mi guard a lungo con aria
truce, quindi mi comunic che andava a dormire.
Chi hai invitato al ballo? gli chiesi simulando
un improbabile interesse.
Oh, niente, una mi rispose chiudendo in fretta
la porta.
L'indomani mattina mi alzai alle otto. Avevo concepito
un testo di tale livello (ricoverato per difterite
- STOP - SPIACENTE PER BALLO - STOP - INUTILE
VENIRE - STOP - VISITE VIETATE - STOP) che
l'esenzione dall'ora d'inglese mi sembrava un atto
dovuto, e quanto a quella di Scultura italiana del Tre,
Quattro e Cinquecento, oh, be', la saltavano tutti. Ero
fermamente intenzionato a togliermi di torno prima
che qualcuno mi chiedesse dove stavo andando, e a
non farmi rivedere per tutto il weekend.
Quando finii di scrivere il telegramma con cui
marcavo visita, il grande orologio quadrato della
Western Union segnava le nove e mezzo. Questo significava
che potevo guidare con tutto comodo, e arrivare
a Filadelfia per pranzo. Girai l'angolo fischiettando
Piccolino, aprii la portiera della macchina, e il
motivetto mi mor sulle labbra. Sul sedile del passeggero
c'era Bubbles.
Sorpresa! strill. Eccomi qua, 'more. Non
m'aspettavi cos prima, 'ero?.
Ecco, Bubbles... mormorai.
'icio, sembra che hai visto un fantasma. E gi.
Baciolino?.
Mi infilai in macchina come in trance. Bubbles
continuava a cinguettare.
Sai 'more, il cuoco mi fa, dice, sei giovane una
volta sola, chippati tutto il weekend, cos mi sono
alzata con le galline e mi son messa sul primo treno,
che ho detto, gli faccio una sorpresa gli faccio.
In effetti dissi come un idiota.
E siccome che alla fermata dei taxi non ce n'era
manco mezzo avevo deciso di pedalare, ma poi ti
becco la tua macchina, riconosco la targa di New
York, e allora tanto vale mi ci sono seduta, 'scolta
'more, spero che non mi hai preso una fuite, primo
perch costa un botto, secondo perch tanto sto
dalla mia amica Mavis.
Intendi Mavis Hooper?.
Non ci potevo credere. Mavis Hooper era la puttana
numero uno in citt, figlia illegittima di quella
che un tempo era stata la puttana numero uno in
paese. E bench si dicesse che il suo vero padre fosse,
nientemeno, Woodrow Wilson, era una specie di
ebefrenica.
Non c'era molta scelta. Con lo stomaco che aveva
preso dimensioni e consistenza di un blocco di granito,
accompagnai Bubbles alla casetta in periferia
di Mavis senza neppure far finta di chiederle l'indirizzo,
e la aiutai a issare le valigie blu polvere nuove
di zecca su per i gradini consunti da generazioni di
studenti delle arti liberali.
'ndiamo 'more, vieni dentro a posare le chiappette
disse Bubbles.
No... non posso. Ho lezione di scultura
balbettai.
Occhei, sioressore. Allora mi do una pulita e poi
passo al campus, cos mangiamo insieme.
Oh, no, Bubbles, non pensarci neanche,  lontanissimo.
Vengo a prenderti io in macchina. A mezzogiorno
in punto.
Grande, 'more. Cos ci facciamo un bel giretto.
A dopo!.
Mi rimisi al volante senza neanche sapere dove
andavo. Mi girava la testa. Per qualche ora mi ero
sentito la reincarnazione di Machiavelli, ma dovevo
ammettere che Bubbles mi aveva dato una pista. E
pi mi avvicinavo al dormitorio, pi mi rendevo
conto di essermi messo all'angolo da solo. Se tornavo
da me, e partecipavo ai gavazzi, non avrei saputo
come giustificare Bubbles. E se invece sparivo per
due giorni, e magari di pi, Bubbles, che sapeva il
fatto suo, avrebbe trovato da sola il dormitorio, e
fatto una piazzata da tirar gi la mia cara, vecchia
Morgan House. Se invece mi sparavo un colpo...
No, ormai era deciso. L'unica soluzione era tornare
al dormitorio, raccattare qualche vestito, prendere
un bungalow da turisti e tenere Bubbles il pi possibile
lontana dalla scuola.
Intanto per colazione portai Bubbles in una tavola
calda ad una trentina di chilometri fuori citt, e al
ritorno, col pretesto del panorama, feci un giro di
peppe.
'more, hai visto l'ora? 'scolta,  meglio che rientriamo,
mi devo cambiare per l'aperitivo. E il ballo
del club?.
Club? Quale club? Io non ho un club.
Non hai un club? Ma se ti ho sentito con quest'orecchia
che eri socio....
Ah, quello dici. Dimesso. Dimesso due mesi fa.
Una banda di snob. Democrazia zero. Senti, Bubbles,
perch non ce ne andiamo a cena da qualche
parte noi due da soli?.
Occhei disse in tono petulante. Ma da quando
sono arrivata non ho ancora visto un tuo compagno
di scuola, uno dico.
C' un sacco di tempo.  solo venerd.
Diciamo che fino a tarda notte riuscii a tenerla a
bada. Poi: E la sfilata delle torce? E le debuttanti di
New York?.
Guarda, la sfilata  come vedere tanti bei fiammiferi
accesi nel buio. E quasi tutte le ragazze di New
York prima di domani non arrivano.  lontano, sai.
See, certo, quasi un'ora e mezza, se prendi il locale
disse tetra. Allora portami a vedere la tua stanza.
Sar la solita stanza da maschi, come se la vedessi.
Appunto, e le ragazze non possono entrare dissi
cogliendo la palla al balzo.
Mavis dice....
Adesso  tutto cambiato, ci stanno pi attenti.
Sono diventati molto severi.
Prima dell'una e mezzo non riuscii a liberarmi.
Poi me ne andai dritto alle Kosy Komfie Kabins e
passai una notte orribile, a maledire il giorno in cui
avevo messo piede a Newark.
Il mattino dopo passai a prendere Bubbles prestissimo.
Non volevo che andasse a ficcare il naso in
citt, e magari incontrasse qualcuno che conoscevo.
Scese i gradini di Mavis con un vestito di organza
verde chiaro, e un cappello di paglia. Piace? mi
chiese tutta civettuola. Mi sa che ti conviene che ti
piace, 'more. Siccome che i soldi che mi hai dato
non bastavano ho dovuto metterlo in conto.
Molto carino. Lo dissi senza pensarci, anche
perch stavo pensando a Mr Babcock, e allo Studio
Knickerbocker.
Viva. Abbiamo tutto per il grande picnic?.
Questa la sapevo. Sapevo che me l'avrebbe chiesto,
e mi ero portato dietro la risposta direttamente
dalla rosticceria, sotto forma di alcuni panini alla
mortadella e un cartone di birre Ballantine.
Senti, 'more, ma quand' che mi fai vedere i
tuoi amichetti? piagnucol.
Non posso dire che il picnic sia stato un succs fou.
Magari chiss, avrebbe anche potuto esserlo, se solo
Bubbles non si fosse seduta su un formicaio e io,
avendo dimenticato a casa l'apribottiglie, non mi
fossi squarciato la bocca bevendo da un collo spaccato.
In ogni caso arriv l'ora della regata, e Bubbles
non la tenevo pi.
'scolta, io la gara la voglio vedere attacc.
Non sapevo pi a che santo votarmi. Sulla pioggia
non potevo contare. Passai volutamente su alcuni
cocci di bottiglia, ma i pneumatici ne uscirono indenni,
e ci portarono vicino alla riva del fiume nel
momento di maggior ressa. Che bello, qualcuno era
arrivato con l'invenzione dell'anno, la pistola ad acqua.
E come strill Bubbles, quante gliene disse a
quei ragazzacci del Wellesley e del Vassart che nella
prima mezz'ora pensarono bene di sparare sul suo -
cio, veramente sul mio - vestito.
Dall'alto della sua organza inzuppata, Bubbles
guardava con spocchia le ragazze che avrebbe voluto
emulare - tutte in gonna e maglietta, dirndl e bluse,
se non addirittura in blue jeans. Non si sono sprecate,
eh? disse con una smorfia, 'scolta 'more, andiamo
l in fondo, quelli mi sembrano carini.
Seguii il suo indice, che puntava dritto su Biff, Bill
e Jack, impegnati in un giro di birre con uno sciame
di ragazzette niente male, probabilmente di Bennington.
Oh, non ti piacerebbero per niente, mi
affrettai a dire sono un branco di pischelli. A parte
che conosco un posto da dove la regata si vede molto
meglio.
Dici la partenza o l'arrivo?.
La partenza,  molto pi interessante.
E chi se ne frega della partenza, scusa?.
Oh, si vede anche l'arrivo, se vuoi. Andiamo.
La presi per un braccio e la trascinai fuori dalla folla.
In quel preciso momento ci sfrecci davanti la
Lincoln-Zephyr blu che era l'orgoglio e la gioia di
Alex, e ci ritrovammo sotto il tiro incrociato delle
pistole ad acqua. La macchina sgomm via, ma non
abbastanza in fretta da impedirmi di sentire una voce
argentina trillare: Oh, caro, ma  un'assoluta
pazzia! Mi fai sentire una bambina!.
Rimasi quasi paralizzato. Poi prevalse la ragione:
No,  impossibile.
Ohu, ma l'hai vista quella lurida stronza di Park
Avenue? Praticamente mi ha scaricato la cazza pistola
addosso! Che Dio se la porti, vorrei proprio
sapere....
Andiamo le dissi trascinandola via. Dai, che
perdiamo la regata.
Quella sera c'era un chiaro di luna stupefacente.
Passai a prendere Bubbles, ma siccome non era ancora
pronta mi accomodai nel tinello di casa Hooper.
Lo smoking mi tirava da tutte le parti, e me lo
sarei strappato volentieri di dosso. Un paio di matricole
suonarono il campanello e chiesero se Mavis
era in casa.
Stasera no, ragazzi rispose tutta allegra Mrs
Hooper.
Uno dei due mi intravide dalla porta. Dennis, arrotondi
come pianista? strill. Mi irrigidii.
Non dargli retta, sono ragazzi ridacchi Mrs
Hooper. Come si dice, i ragazzi non cambiano
mai, no? Del resto, me lo ricordo quando tu eri un
buon cliente.
Dopo un'attesa interminabile, Bubbles finalmente
comparve. Se nel pomeriggio in mezzo a tutte
quelle studentesse bianche e rosa si era gi fatta notare,
adesso avrebbe colpito anche un cieco. Era fasciata
in un lam d'oro trapunto di velluto rosso, e
aveva le braccia pi o meno coperte di bigiotteria.
La gola era serrata in un collare di perle sporchignattole,
e i capelli erano disposti in una torreggiante
acconciatura alla Pompadour che irrideva qualsiasi
legge di gravit fin qui nota. E anche sul trucco,
diciamo cos, non aveva lesinato.
Piace?.
Ecco, Bubbles, disse Mrs Hooper, pattinando
nella stanza sulle sue pianelle te le ho tenute in
frigo.
Con una certa grazia, Bubbles appunt sul davanti
di quell'abito gi abbastanza vistoso qualche chilometro
di orchidee rosso cupo, il cui valore ammontava
a cinquantasei dollari esatti - come scoprii
a fine mese, quando il fioraio pi esclusivo della citt
mi present il conto. Bubbles si butt sopra le
spalle la giacca di volpe bianca e raccolse una borsetta
da sera coi lustrini un po' malconcia.
'pposto, 'more. Mi sa che stasera ci divertiamo
un frego. Dove mangiamo, all'Inn?.
Non sarei passato a un chilometro dall'Inn neanche
per un milione di dollari in contanti. Oh, no,
Bubbles, in quella bettolaccia no. Ti rimpinzano come
un elefante!.
Femminuccia.
Pensavo di portarti in un certo posticino francese.
Molto intimo, e si mangia benissimo. Il posticino
francese era un'infame taverna di fianco alla statale,
che aveva l'unico vantaggio di trovarsi a distanza
di sicurezza, cio a una ventina di chilometri fuori
citt. A parte questo da Louie's - si chiamava cos
- cucinavano da schifo, anche se in effetti qualche
piatto aveva, per ragioni oscure, un nome francese,
tipo patate  la lyonnaise, zuppa du jour, filetto aux
champignons. Grazie al cielo quella sera eravamo
gli unici clienti.
Ordinai sei aperitivi uno dietro l'altro, mi assicurai
che ogni piatto ordinato fosse stato cotto nel vino, e
decisi di pasteggiare a champagne. Sapendo che
Bubbles reggeva malissimo l'alcol, mi cullavo nella
vana speranza che il pensiero del ballo scivolasse prima
nell'indifferenza, e poi addirittura nell'oblio.
Invece Bubbles continu a bere per tutta la cena con
una specie di cocciuta determinazione, arrivando a
ordinare una terza bottiglia di champagne, 'mappete
'more, questa s che  vita, anche se, non facciamoci
sentire, ma per tagliare quella bistecca dovevano
darci un'ascia, 'ero andiamo, sta diventando un
sacco tardi. Dobbiamo andare al ballo.
Oh, c' tempo. Prima di mezzanotte non ci trovi
un cane.
Ma 'more, sono gi le dieci e mezza, e sul giornale
dice che suona Glen Gray con i Casa Lorna.
Oh, la notte  ancora giovane. Mngiati i torroni,
sono un'antica specialit francese. Non ci credevo
neanch'io.
See, francesi 'sto cazzo. Guarda che a Newark
conosco due greci che lavorano nella fabbrica di
'ste porcherie. Se l'avevi vista anche tu non li davi
da mangiare manco al cane.
Almeno beviti un ultimo bicchiere di cognac.
Le stavo provando tutte, ma di farla ubriacare
non c'era verso. Nulla sembrava in grado di distoglierla
dal suo chiodo fisso.
E gi 'more, andiamo cominci a miagolare.
Arrivammo al ballo intorno a mezzanotte. Io mi
tenevo un passo dietro a Bubbles, in modo che nessuno
potesse pensare che fossimo insieme.
Con pardon, 'more. Vado a mettermi un po' di
lacca sul coiffeur.
Ne approfittai per correre a mia volta in bagno e
tracannare una bella gollata dalla fiaschetta che mi ero
portato dietro. Poi un'altra, e un'altra. Nella sua
gloria barbarica, Bubbles batteva impazientemente il
piedino per terra, 'mappete 'more, credevo che c'eri
cascato dentro. Che ci fai con gli occhiali da sole?.
Male agli occhi mormorai.
Tutto si pu dire, tranne che Bubbles, dal momento
in cui aveva messo piede nella sala, fosse passata
inosservata. Ballando cercavo di tenermi il pi
lontano possibile dalla zona dei cavalieri in cerca di
dama, che per non so come sembrava ci seguisse.
Ma i continui fischi lascivi che arrivavano da quella
parte suonavano irridenti, pi che ammirati.
A un certo punto sentii qualcuno dire: Ci scommetto
un cinque che quello  Pat Dennis. Lo presi
come un segnale, e volteggiai con Bubbles verso il
centro della pista. Vicino ai vestiti leggeri bianchi e
pastello delle altre ragazze, quello di Bubbles sembrava
un costume da burlesque.
'scolta, potevano anche sprecarsi un po' di pi
disse Bubbles con aria schifata. Mica mettersi la
prima cosa che han trovato.
Da dietro le lenti scure, la stanza sembrava avvolta
in una penombra niente affatto spiacevole. Mi girava
un filino la testa.
Dopo un paio di balli sentii una mano che mi batteva
sulla spalla. Posso?. La mano apparteneva a
Remington il Repellente, il ragazzo pi ricco della
scuola.
Ma con piacere risposi.
A dopo, 'more squitt Bubbles, allontanandosi
nel vortice della danza.
Appena libero mi tolsi gli occhiali scuri e guardai
meglio il salone. Era pieno zeppo. Nascosto fra gli
altri maschi soli studiai la scena con la massima attenzione.
Bubbles sar anche sembrata la Meretrice
di Babilonia, ma presso gli elementi meno rispettabili
del corpo studentesco riscuoteva un successo
enorme. E a parte qualche strafalcione ed un paio di
strilli, se la stava pure cavando piuttosto bene. Facevano
gli spiritosi, ma intanto le ronzavano intorno.
Un'altra mano mi afferr il braccio. Stavolta era
una pippa di matricola che aveva fatto l'impossibile
per entrare nel gruppo Fred Astaire.
Ciao dissi con pochissimo entusiasmo.
Ciao. Butta bene, eh?.
Gi. Cercavo di dargli meno corda possibile.
Senti, visto che qui sei di casa sicuramente sai
chi  quella strega che sta facendo impazzire tutti.
Non so di che colore fossi diventato. Dici quella
in rosso e oro?.
Ma no, non quella troietta. La donna del mistero,
laggi. La vedi? Ha addosso una roba nera
impalpabile.
Mi voltai verso un gruppo molto fitto di giovani
scalmanati, e verso la bella che stava allegramente
flirtacchiando con tutti quanti. Oh, mio Dio mi
scapp. Era zia Mame, con un abito da sera senza
spalline, un ventaglio, e tutti i diamanti in suo
possesso.
La pippa non mollava. Ma chi ?  venuta ieri
con quel tuo amico, Alex. Ne ha combinate di ogni,
e i poliziotti hanno detto che se non la piantava con
quella pistola ad acqua la sbattevano al fresco. Bel
bocconcino, eh? Come si chiama?.
Giuro su Dio che non l'ho mai vista prima dissi
nel tono pi neutro possibile.
Ero in una situazione disperata. Dovevo subito recuperare
Bubbles e portarmela via. Mi infilai gli occhiali
e partii alla carica. Il problema era che nel
frattempo Bubbles era diventata propriet privata di
tutti gli zozzoni risicati presenti alla festa. Eh, s, una
met abbondante dei nostri malsciacquatissimi atleti
aveva gi avuto almeno un assaggio di rosso e oro,
e ne reclamava rumorosamente un altro. Nell'attesa,
Bubbles stava di nuovo ballando con Remington
il Repellente. Mi intromisi senza tanti complimenti.
Vieni, Bubbles, bisogna che andiamo.
E perch, Cristo santo? url.
Non me lo chiedere, andiamo e basta.
Col cazzo e col pensiero.  una settimana che mi
sbatto in questo buco del culo di posto, e adesso che
comincio a divertirmi arrivi tu e mi porti via. No, no
e no!. Era ubriaca come una cucuzza, e urlava con
quanto fiato aveva in corpo. Intorno a noi, intanto,
si era raccolto un gruppo di focosi giovanotti, che
seguiva la scena con estremo interesse.
Bubbles, o vieni via immediatamente - in questo
istante - oppure....
Oppure cosa? Cosa mi hai portato a fare in questo
baraccone? Non me l'hai fatto vedere manco col
cannocchiale. Niente bella gente, niente aperitivi,
niente sfilata, niente cena al club. Mi sar messa s e
no met delle mie tualt. E adesso che comincio a
divertirmi arrivi qui e vuoi trascinarmi chiss dove.
Vai tu, se vuoi, io rimango. Rimango qui con Mr
Remington, che  un signore. Dico giusto?.
Giustissimo, bionda fece Remington strizzandole
un fianco.
Davvero, Bubbles?  deciso?. Cercavo di trattenere
un sospiro di sollievo.
Certo che  deciso.
Allora  un addio?.
Addio per sempre, 'more!. E si allontan,
avvinta a Remington il Repellente.
Abbandonai la pista nello stato d'animo di un
condannato che ha ricevuto la grazia mentre lo stavano
legando sulla sedia elettrica.
Ero un uomo libero. L'aveva detto Bubbles, addio
per sempre. Nessuno mi aveva visto con lei, e la mia
reputazione di piccolo Astaire era intatta. Felice come
un bambino, volevo solo andare in stanza, schiantarmi
sul letto e rimanerci a tempo indeterminato.
Per il momento i vestiti potevano anche restare al
bungalow. Dovevo soltanto capire perch mai zia
Mame fosse venuta al ballo, ma anche qui la spiegazione
mi sembrava quasi ovvia. Probabilmente si era
fermata per tenere compagnia ad un docente ed a sua
moglie, e di sicuro non aveva visto n me n Bubbles.
Questa era la cosa importante.
Ancora mezzo ubriaco andai in stanza, chiusi la
porta a chiave e mi spogliai. La Morgan House era
avvolta nel silenzio. Spensi la luce, e mentre il nostro
idolo interpretava The Way You Look Tonight tornai
a ripetermi che ormai ero libero, e che i conti di
Bubbles li avrebbe pagati Remington il Repellente:
fino a che, a un passo dall'euforia, scivolai nel sonno
dei giusti.
Alle quattro e mezzo, immerso in non so quale sogno,
sentii bussare insistentemente alla porta.
Chi ? biascicai.
Fammi entrare, fammi entrare, presto!. Dietro
la porta c'era una femmina, che sembrava avere parecchia
fretta.
Bubbles,  finita dissi con la voce impastata di
sonno.  inutile che strisci, adesso. Mi hai fatto
troppo male.
Mio Dio, apri, sono zia Mame! Fammi entrare!.
Saltai in piedi, travolsi una sedia, accesi la luce e
mi avventai sulla porta, sbattendo gli occhi come un
gufo. In pratica zia Mame rotol dentro. Aveva ancora
il vestito da sera, e una stola di ermellino buttata
in fretta e furia sulle spalle. Dio sia lodato disse
appoggiandosi contro la porta, col fiato grosso.
Chiudi a chiave, per favore ansim. Certo non
avrai niente da bere, vero?.
Senti, zia Mame, dissi trascinando ancora le parole
che accidente ci fai qui?.
Finch non ho bevuto non chiedere spiegazioni.
Svelto, una cosa qualsiasi.
Le versai quattro dita di scotch, lasciando che
stramazzasse sul divano. Grazie, tesorino, non sai
che conforto. Chi se lo immaginava che saresti tornato
cos presto da Filadelfia - era Filadelfia, vero?
Speravo soltanto che la porta non fosse chiusa a
chiave, cos potevo entrare e nascondermi qui per
un po'.
Nasconderti? dissi togliendomi i capelli dagli
occhi. Nasconderti da cosa?. Stavo riacquistando
un minimo di lucidit. La fissai piuttosto a lungo, e
notai che sfuggiva il mio sguardo. Mi dici cosa sei
venuta a fare qui? A leggere Proust?.
Per la prima volta da quando la conoscevo, zia
Mame sembrava davvero imbarazzata.  proprio
una bella stanza per uno studente, caro. D un senso
come di riposo.
Sar la centesima volta che la vedi. Non credo
che tu abbia fatto tutta questa strada conciata in
quel modo per il valore terapeutico delle mie combinazioni
cromatiche. Ti ho chiesto cosa diavolo ci
fai qui, a quest'ora di notte, vestita cos.
Zia Mame rabbrivid, guardando da un'altra parte.
Era a disagio, ma quando uno nasce mangiatore
di fuoco non rinuncia mai del tutto ai suoi talenti:
Gi che giochiamo a domandissima, di' un po',
questa lurida stanzetta non mi sembra precisamente
la Citt dell'Amore Fraterno. Cos', quella pianticella
scamuffa ti ricorda i parchi di Rittenhouse
Square?.
Sono tornato prima del previsto. Era vero, avevo
la coscienza a posto. E adesso, a costo di ripetermi,
ti chiedo di nuovo cosa ci fai qui.
Be', se questa  l'accoglienza che mi riserva il
mio unico consanguineo, preferisco andarmene
disse con aria altera.
Perfetto, dissi avvicinandomi alla porta buona
notte.
Oh, per favore, no piagnucol, rannicchiandosi
sul sof.
In corridoio c'era un baccano del diavolo. Si sentivano
passi pesanti su e gi per le scale, e il suono
familiare dei passepartout nelle serrature delle porte
pi lontane.
La fissai freddamente. Ormai ero del tutto lucido
e quasi - quasi - sobrio. Cominciai a mettere insieme
le tessere del mosaico di quegli ultimi tre giorni
- la strana telefonata di zia Mame, la voce della pistolera
nella macchina di Alex, la donna del mistero
con addosso quella cosa impalpabile. E adesso,
scandii col massimo distacco possibile visto che te
lo chiedo per la quarta volta, forse sarai cos gentile
da spiegarmi che cosa ci fai in alta uniforme nel
dormitorio maschile, alle quattro e mezzo del mattino,
nel weekend del Ballo, nell'anno del Signore
millenovecentoquaranta.
Io, io... Dammi ancora da bere, caro.
Solo dopo che mi avrai risposto. Insomma, me
lo dici o no cosa ci fai qui?.
Prese fiato, e me lo disse. Bene, se proprio lo
vuoi sapere ero nella stanza di Alex a sentire un po'
di musica, quand'ecco scoppia quel terribile putiferio
e a quanto pare tutta la squadra di guardiani
notturni si mette a perquisire i dormitori....
Per cercare cosa, gli spartiti?.
Se non mi interrompi, sono sicura che avrai tutte
le risposte che vuoi.
Ne sono certo. Continua.
Sembra che quell'orribile donnaccia, quella in
oro e rosso, mai visto niente di pi ordinario, si sia
infilata nel dormitorio con qualche disgustoso ragazzo.
Non so perch, ma non avevo pi le gambe.
E lo sa il cielo cosa stavano combinando, ma si pu
anche immaginare. Poi abbiamo sentito quelle urla
tremende e certe parole che non sto a ripeterti e i
guardiani notturni hanno cominciato a buttare
all'aria tutto.
E?.
E come intuirai non avevo nessuna voglia di farmi
trovare nella stanza di Alex a quest'ora del....
Ovvio che no.
Cos sono entrata qui aspettando che si calmassero
le acque. Speravo - voglio dire, pensavo - che
la stanza fosse vuota. Adesso sii buono, dammi da
bere.
Non hai risposto a tutte le mie domande. Che cosa
ci fai qui? Che cosa ci fai con quel vestito, in questo
campus, in questa citt, in questo Stato? Non dovevi
passare un weekend in solitudine con un buon
libro?.
Ecco... Ecco, caro, proprio all'ultimo momento il
professor Townsend e sua moglie mi hanno invitato
a stare da loro....
S, peccato che poi sei finita al Ballo con un ragazzo
che potrebbe essere tuo figlio.
No che non potrebbe, ti confondi, devi aver letto
di quella specie di scherzo di natura, quella bambina
peruviana. Ti ricordo che non ho molti anni
pi di te.
Solo venti o trenta urlai. A che razza di gioco
stai giocando, Mae West?.
Smettila!.
No che non la smetto! La smetter quando mi
avrai raccontato tutta la storia, cara la mia vivandiera,
e dall'inizio. Gioved mi hai telefonato solo per
capire se rimanevo qui, dunque se c'era il rischio
che ti beccassi a razzolare in giro con una banda di
ragazzi che hanno la met dei tuoi anni. Giusto?.
Non  vero. Volevo solo sapere come st....
Rispondi solo s o no. Volevi solo essere sicura
che non ti avrei scoperto, s o no?.
S, bestiolina, s.
 stata un'idea di Alex, vero?.
S. Stavolta aveva risposto alla prima. Quando
trovava qualcuno con cui spartire le colpe, era
felice.
Ed  vero o no che tu e Alex ci girate intorno
dall'inizio dell'anno?.
Se insisti a umiliarmi in questo modo, Patrick,
sar costretta a lasciare la tua stanza.
Prego. Far il possibile per non impedirtelo. A
giudicare dalle voci e dai rumori che arrivavano da
fuori, i guardiani erano alla porta. E visto che zia
Mame non accennava ad andarsene, continuai. 
tutta la primavera che tu e Alex vi fate piedino.
Questo  un colpo basso, e mi offendi. A me interessa
solo la sua mente.
Balle! Alex una mente non ce l'ha, e il primo a
dirtelo sarebbe lui.
E va bene, magari ho fatto un po' la scemetta
con lui. Mi divertiva.
E gi che c'eri hai pensato che sarebbe stato
troppo, troppo divertente intrufolarti qui e andartene
in giro con le altre allegre ragazze del college.
Si d il caso che sia anch'io una ragazza del
college.
Questo  vero: Smith College, Northampton,
Massachusetts, Summa cum laude. Classe 1917.
E allora? Ero anni avanti. Quando mi sono laureata
ero ancora in fasce.
Come no, una bimba. Non so se lo sai, ma l'anno
della tua laurea  lo stesso della nascita di Alex.
Forse s, lo sapevi, lo sapevi e hai pensato che fosse
una specie di legame tra di voi, o comunque la scusa
ideale per venire qui e scorrazzare per la citt armata
di pistola ad acqua.
Ma di che diavolo parli? disse poco convinta.
Di te, parlo, di una ragazza di quarantacin....
Quarantaquattro!.
Scusa,  vero, di una ragazza di quarantaquattro
anni, ricercata dalla polizia per avere infradiciato
mezzo campus con una pistola ad acqua.
Vorrei averla adesso, quella pistola sibil. Solo
caricata ad acido solforico.
Qualcuno buss insistentemente alla porta. Aprite.
Aprite subito. Ispezione.
Oh, mio Dio disse zia Mame in un soffio.
Placa i bollori, Lillian Russell dissi con aria perfida.
In fondo l'ora  indecente, ma tu sei pur sempre
la mia vecchia zia.
S?. Spalancai la porta.
Sulla soglia, con un'aria timidissima, c'era il vecchio
Casey, un guardiano di et non ben definita,
ma molto avanzata. Mi spiace disturbare, signorino
Dennis, dobbiamo perquisire tutto. Ordine del
rettore.
Prego dissi. Come pu vedere da s l'unica
donna qui dentro  mia zia Mame. Ieri sera non mi
sentivo bene, e visto che era ospite del professor
Townsend  venuta ad assistermi. Ora sto molto meglio,
per se vuole dare un'occhiata si accomodi.
Appena messo piede dentro, il vecchio Casey inarc
le enormi sopracciglia cespugliose, e si illumin.
Oh, santi numi, ma s che  Miss Dennis. L'ho
vista parecchio qui in giro, negli ultimi due anni. E
anche prima. Sospir, perso nelle reminiscenze.
Signore, se mi ricordo quando era una ragazzina,
e veniva a tutte le feste. Sar stato nel Quindici, o
nel Sedici. Era bella come una madonna, per pi
peperina.
Zia Mame biascic distrattamente una
spiacevolezza.
Signore santo, Miss Mame, che bei giorni, eh?
Ma il tempo non aspetta nessuno, vero? Immagino
che al ballo di quest'anno ci saranno le sue ragazze.
Zia Mame sussult.
Oh, no, Casey, mi affrettai a dire le due figlie
di Mrs Burnside sono sposate e vivono ad Akron, in
Ohio, con le loro bambine. Ormai Mrs Burnside 
nonna, vero, zia Mame?.
L'interessata annu, cupa.
Ma tu pensa disse la vecchia cornacchia. Be',
la ruota gira, no? Invecchiamo, cpita a tutti.
Comunque sono sicuro che la piccola canaglia che sto
cercando non la trovo nella stessa stanza di una signora
del bel mondo di New York. Ma se per caso
vedete una ragazzetta che risponde al nome di Bubbles
chiamatemi. Succede tutti gli anni - qualche
povero ragazzo un po' tonto si mette nei pasticci
con una di quelle puttanelle, chiedo scusa signora,
e poi succede il finimondo. Uno penserebbe che i
ragazzi non ci cascano, perch hanno studiato e tutto,
e invece... Mah. Bene, spero che si senta meglio,
signorino Dennis. Buona notte, signora, mi ha fatto
piacere rivederla dopo tutti questi anni. Mi ha fatto
quasi sentire giovane di nuovo. E saltell via.
Non avevo cuore di guardare zia Mame. Era accasciata
sul divano, stretta al suo bicchiere vuoto. Mi vestii
alla svelta e le dissi: Andiamo, ti riporto a casa.
Vuoi dire in albergo?.
Ah, non stai dai Townsend?.
No disse tranquilla.
 lo stesso, tanto ti avrei riportato comunque a
New York.
I miei vestiti. Non sembrava le importasse
molto.
Li prendo io luned. Ho varie altre cose anch'io
da recuperare in citt.
Le buttai la stola sulle spalle ed aprii la porta. Scendemmo
silenziosamente le scale.
Nella luce cruda del vestibolo Bubbles e Remington
il Repellente - lei con i capelli laccati che volavano
da tutte le parti e l'abito di lam piuttosto malridotto,
lui in maglietta e mutande - erano circondati
dall'intero corpo dei guardiani.
... questo tipo qui che manco lo conosco praticamente
ha cercato di rapirmi. Giuro su Dio, non ci
ho capito un cavolo, secondo me mi ha messo una
polverina nel bicchiere. L'unica cosa che mi ricordo
 che ero nella sua stanza e mi stava facendo delle
cose. Io non sono quel tipo....
La pianti, signorina, diceva il vecchio Casey
lavoro qui da cinquant'anni e ne ho viste, come
lei. Per quel che la riguarda, Mr Remington, il
rettore....
Penso che dovremmo uscire dalla porta di servizio,
si fa prima dissi con un certo nervosismo. Presi
il braccio di zia Mame ed accelerai il passo.
Eccolo! url Bubbles.  lui il signore che mi
ha portato qui.  lui. Si chiama Dennis, Patrick Dennis.
Pat, 'more, diglielo che sono venuta con te. 'more,
ti amo, mi spiace che ho fatto la cattiva al ballo.
Piccolo, non mi senti?.
Basta, signorina, disse Casey sta svegliando
tutti. Cosa vuole che ci faccia un ragazzo come Mr
Dennis, che  qui con la sua vecchia zia, con una bricconcella come lei?.
'more grid Bubbles. La porta ci si richiuse alle spalle.
Ah disse zia Mame, con un bagliore malvagio negli occhi. Ah, ah.
Tieni la bocca chiusa, e io far lo stesso dissi tranquillamente.
Tornammo a New York senza scambiare una parola.
...
.
...
CAPITOLO 8.
...
.
...
ZIA MAME E LA MIA INFELICE STORIA D'AMORE.
...
.
...
Nella vita dell'Indimenticabile arriva l'ovvio momento
in cui il pargolo finisce la scuola, trova l'amore
e convola a giuste nozze. E a quel punto cosa pu
mai fare la nostra zitella? Naturalmente vedersi
strappare l'unica ragione di vita  un brutto colpo,
ma nella circostanza la poverina si rivela, ancora una
volta, una ragazza sportiva. Senza pensare nemmeno
per un attimo a s, ingoia il rospo, e col sorriso sulle
labbra e la morte nel cuore va ad incontrare i genitori
della ragazza, in modo da assicurarsi che tutto proceda
nel migliore dei modi. Tipico suo, no?
Anche zia Mame sapeva essere tipica, pure troppo.
Quando fu il suo turno fece esattamente tutto quanto
si usa fare in casi del genere, e con una naturalezza
che rese anche lei indimenticabile - e a molti,
non solo a me. Del resto, queste cose o si fanno bene
o non si fanno, no? E zia Mame le fece alla grande.
Alla fine del mio ultimo anno di college ero un
po' cresciuto. Fred Astaire non era pi il mio idolo.
Mi ero persino fatto notare dal rettore. Ed ero
innamorato.
Amore, giovent, bellezza. Gloria Upson era tutte
e tre queste cose insieme. Era molto giovane, appena
diciannove anni. Era molto bella - magra, ma sinuosa,
biondo miele, con quel labbro inferiore cos
petulante, oh, mio Dio. Le scrivevo tutti i giorni, le
telefonavo tutte le sere e passavo tutti i sabati e tutte
le domeniche con lei. La settimana in cui ci avrebbero
consegnato il diploma le chiesi se voleva
sposarmi.
Oh, angelo, certo che s mi rispose in un sussurro,
strofinandosi appena contro la tappezzeria
del sedile. Mi piacerebbe moltissimo, lo sai, ma come
si fa? Di cosa vivremo? Tu non hai neanche un
lavoro, e dopo la laurea....
Oh, qualche soldo da parte ce l'ho. Non milioni,
ma ci possiamo contare, almeno fino a quando non
mi sistemo. Ci basteranno, vedrai.
Angelo, sospir Gloria  meraviglioso. Se 
cos come dici, non vedo perch no. Pap ci dar
non solo la sua benedizione, ma anche una mano.
Non ci serve, una mano.
Senti, stupidino, se ce la offre ti pregherei di
non rifiutare. Capisco che i soldi non fanno la felicit,
ma vedi angelo, fino a quando non camminerai
sulle tue gambe non voglio assolutamente esserti di
peso.
Insomma era tutto deciso. Non mi restava che ritirare
il diploma, presentarmi a Upson pre, comprare
una licenza di matrimonio e un anello.
Il colloquio col mio futuro suocero era stato fissato
per una sera di giugno piuttosto calda. Allo scopo,
Gloria e la sua famiglia mi avevano invitato a cena
in quel canyon di vegetazione moribonda, monossido
di carbonio e architetture scadenti che risponde
al nome di Park Avenue. Gli Upson avevano
realizzato il sogno di qualsiasi famiglia americana,
cio non erano ricchi, ma benestanti s. Avevano
due di tutto: due case, una in Park Avenue e l'altra
nel Connecticut; due macchine, una Buick berlina
e una Ford giardinetta; due figli, un maschio e una
femmina; due domestici, maschio e femmina pure
loro; due club, uno in citt e uno in campagna; e
due interessi, il denaro e la posizione sociale.
La signora Upson aveva anche un doppio visone e
un doppio mento. Pure il signor Upson aveva un
doppio mento, due passioni - il golf e gli affari - e
due bestie nere, Roosevelt e gli ebrei.
Cenammo in un bagno di sudore a una tavola
quasi Chippendale, e Mrs Upson ripet per ben tre
volte: Di solito a quest'epoca siamo gi in campagna,
ma quest'anno c' una tale umidit che non
me la sono sentita di partire troppo presto. Dopo
un dessert sovrabbondante e quasi incommestibile,
del quale facevano parte in ordine sparso frutta,
brandy, amaretti, noci, gelato e caramello caldo, la
signora Upson domand pudicamente licenza per
se medesima e per Gloria, giustificandosi con un
So che voi ragazzi avete qualcosa da dirvi.
Andiamo nel mio studio, Dennis? aggiunse suo
marito.
Con un brivido, e schiarendomi la gola, mi apprestai
virilmente a seguirlo. Attraversammo il salone,
dove Gloria e sua madre simularono un improvviso
e rapinoso interesse per alcuni arretrati di Town
and Country, e ci addentrammo nel regno privato
di Mr Upson. Il quale, appena entrato, si chiuse
immediatamente la porta alle spalle.
Allora, signor Dennis? attacc, dopo avermi offerto
invano un sigaro.
Allora, ecco, signor Upson, Gloria e io ci frequentiamo
ormai da sei mesi, ci vogliamo bene, e
vorremmo sposarci. Cio, se lei non ha niente in
contrario.
Be', Dennis, non  che ci conosciamo cos bene,
no? Voglio dire, a sentire Gloria lei sembrerebbe un
ragazzo a posto. Un bel tipetto, come dite voi ragazzi,
per anche primo della classe, educato, eccetera.
Il fatto  che una moglie costa, e a Gloria la mia signora
e io abbiamo sempre dato il meglio, anche
perch la mia piccina non accetterebbe nulla di meno.
Ha avuto i migliori vestiti, e ha frequentato le
scuole e le persone migliori. Non  nata per lavare i
panni e cucinare in un monolocale, mia moglie e io
non vogliamo neppure pensarci. A Doris si spezzerebbe
il cuore. A proposito, lei che lavoro fa?.
Da l in avanti la discussione tocc il denaro, gli
aspetti pi spirituali degli amori di giovent, il mio
ambiente, zia Mame, le scuole che avevo frequentato,
il denaro, le mie convinzioni religiose e politiche,
il mio regime assicurativo, e il denaro.
Bene, Dennis, disse Mr Upson concludendo
un'oretta buona di interrogatorio in tutta onest
mi sento di dire una cosa che non molti uomini nella
mia posizione potrebbero dire: sono lieto e orgoglioso
di darti in sposa la mia bambina. S, ti trovo
un ragazzo con la testa sulle spalle. Vieni da un
buon ambiente, hai un'ottima educazione, e anche
qualche soldarello - tutte cose che la mia piccola
Gloria si aspetta e si merita. Dopodich mi spinse
con la sua manona nel salone, dove Gloria mi vol
felice tra le braccia, mentre Mrs Upson versava qualche
lacrima non richiesta, schioccandomi un bacio
molto bavoso. Eravamo fidanzati.
Ebbro d'amore e di felicit me la feci a piedi da
casa Upson fino a Washington Square. Salii i gradini
tre alla volta e trovai zia Mame, reclina nel suo
immane letto dorato, che infilzava spilli su una mappa
militare dell'Europa.
Sei tu, tesorino?.
S, zia Mame, risposi mettendo il naso dentro
sei sveglia?.
Certo che no, caro. Lo sai che ho questo vezzo di
dormire seduta, con una mappa in grembo e tutte
le luci accese. Fa talmente Napoleone....
Entrai in punta di piedi nella stanza e andai a sedermi
sul bordo del letto. Zia Mame, mi sono fidanzato.
E sto per sposarmi.
I Balcani precipitarono sulle lenzuola, gli occhiali
da lettura di tartaruga scivolarono sulla punta del
naso. Sposarti? strill zia Mame. Tu? Ma se sei
ancora un bambino!.
Ho ventidue anni, una laurea, qualche soldo, e
sono innamorato.
Ma caro, come si dice,  un fulmine a ciel sereno.
E chi sarebbe questa ragazza?. Fece una pausa,
e cambi leggermente tono. Non Miss Bubbles,
vero?.
Ma no! L'ho conosciuta a Natale. Si chiama Gloria
Upson.
Be', Patrick, quant' vero Iddio... Stai parlando
sul serio, caro?.
Mai stato cos serio in vita mia. Ci sposiamo appena
possibile. Prima che parta per il servizio
militare.
Ma caro, chi  questa ragazza? Perch non me
ne hai mai parlato? E com'? Non hai una foto?.
Andai in camera a prendere la foto, a dire il vero
piuttosto scialba, che mi aveva dato Gloria. Santo
cielo, ma  stupenda! disse zia Mame. Certo, la
bocca ha una piega un po' cat....
Zia Mame!.
Oh, caro, dipende di sicuro dalla fotografia.
Credimi, se hai intenzioni serie, e se sei davvero innamorato,
sono la donna pi felice del mondo. Spero
solo che tu sia sicuro.
Come di chiamarmi Patrick.  tutto deciso. Stasera
ho parlato con suo padre.
Caro, ma avresti dovuto dirmelo. Bisogna che
vada a conoscerli.
E perch?.
Ma come perch, perch si usa. La famiglia dello
sposo va sempre a conoscere quella della sposa. E
ti ricordo che la tua famiglia sono io.
Mi sembra un'assurdit.
Certo che lo , caro. Oh, non dimenticher mai
la sfilza di genitori che il mio povero pap ha dovuto
ricevere, quando la fidanzata ero io.
Qui  un po' diverso dissi con una punta di
rabbia.
Ne sono certa, tesorino, e tuttavia conoscerli mi
tocca. Non voglio che la tua famiglia d'acquisto
pensi che la tua unica consanguinea  una vecchia
eremita che non sa neanche da che parte sta girata.
Passami quella carta da lettera, che gli scrivo subito.
Come hai detto che si chiamano?.
Di zia Mame certo non mi vergognavo, eppure
l'idea che incontrasse gli Upson un po' mi inquietava.
Trascorse l'intero pomeriggio della visita a provare
vestiti, uno dopo l'altro. Senti, caro, sii sincero.
 la mia prima volta da consuocera, e voglio che
tu sia fiero di me. Non intendo mettermi la prima
cosa che cpita, ma neppure esagerare, sarebbe fuori
luogo. Com' questa signora Upjohn?.
Upson. Si chiama Upson.
Upson. Gi. Che tipo di cose si mette?.
Oh... vestiti.
S, immaginavo che non mi si presentasse con
un bel grembiule di foglie di banano. Caro, hai capito
benissimo cosa voglio sapere.  una donna
chic?.
Abbastanza. Ma  un po' passatella. Non ha una
figura come la tua.
Senti, caro, tub zia Mame pensavo di mettermi
quella cosina di Schiaparelli, ma sai,  dell'anno
scorso, non va bene. Se no ci sarebbe quell'altro,
quello lavanda, ma  tutto un velo, fa troppo ragazzina,
e qui ci vuole una presenza matronale, no? Ci sarebbe
quello bianco di crpe, ma si schiatta di caldo.
Voglio sperare che stasera non userai questo linguaggio
ringhiai.
Senti, caro, come puoi anche solo pensare che
dopo tre udienze papali e un ricevimento a Buckingham
Palace non sappia come ci si comporta?.
Scusa, ma vedi, il fatto  che gli Upson non sono
come noi.
Be', allora metto il nero. Il nero va sempre bene.
Purtroppo. Se no quello blu marin.
Alle nove spaccate zia Mame, in vari toni sovrapposti
di bruno, cappellino elegantissimo ma irreprensibile,
e un magnifico collier di perle, prese delicatamente
posto in macchina: e partimmo alla volta
di casa Upson. Su, apriamo bottega fu il suo
unico commento.
La serata pass in fretta, e riusc piuttosto bene.
Zia Mame trascorse gran parte del tempo debitamente
insediata su una poltrona Luigi XIV, intrattenendoci
sul caldo, l'umidit, su come il clima newyorkese
cambiasse ogni anno, e poi ancora sulla bellezza
di Gloria, la mia seriet, e i chiari segnali di
un'imminente entrata in guerra dell'America.
Qui le lanciai un'occhiata inequivocabile, che significava
lascia perdere la politica. Zia Mame la colse
al volo, e precis subito di trovare disdicevole
che, con l'Europa in guerra, dovessimo rinunciare a
una luna di miele oltreoceano.
Avevo sorpreso Mrs Upson che guardava di sottecchi,
ma con aria di decisa approvazione, il cappello,
i vestiti e i gioielli di zia Mame; e quando lasci
la stanza per andare a prendere le foto di Gloria
bambina, vidi altrettanto distintamente zia Mame
perlustrare palmo a palmo il salone, piuttosto convenzionale,
di Park Avenue. La vidi sorridere mentre
accarezzava con lo sguardo un paesaggio Ottocento
- e soprattutto la sua cornice, molto massiccia -,
scuotere leggermente la testa incrociando un ritratto
a olio di Mrs Upson eseguito intorno al 1927,
giochicchiare con la frangia di un paralume, e infine
sogghignare al cospetto dell'orologio Tiffany appoggiato
sul caminetto. A quel punto mi schiarii rumorosamente
la gola. Lei sobbalz e rivolse subito
l'attenzione, con tutta la graziosit di cui era capace,
a Mr Upson, che stava dicendo: ... va benissimo
per passarci qualche giorno, ma non ci vivrei mai.
Quei francesi fiutano gli americani lontano un miglio,
e come possono li rapinano. Quanto agli inglesi,
non alzerei un dito per aiutare quei....
Devo ammettere che, nonostante la sua franco-anglofilia
viscerale, zia Mame mantenne un contegno
ammirevole. Per l'intera serata fu l'immagine
stessa della Vera Signora, sciogliendosi un po', ma
solo un po', al terzo whisky. Anche allora, comunque,
tenne la lingua a freno, limitandosi a qualche
storiella divertente e molto censurata, e concluse la
sua esibizione con un invito a cena per il fine settimana
successivo cui sembrava tenere pi di ogni altra
cosa al mondo.
Accidenti, ma sono proprio i giorni in cui staremo
facendo i preparativi per la campagna gemette
Mrs Upson, evidentemente combattuta fra il senso
del dovere e la voglia di vedere con i suoi occhi
quella che era pur sempre una delle case pi celebri
di New York.
Ragione di pi pervenire. Pensate al sollievo del
personale, qui indic con un gesto decine di domestici
invisibili che non dovr pensare a cosa prepararvi
per cena. Oh, vi prego, venite concluse col
capino un po' piegato da una parte ed un sorriso ammaliante.
Nulla di strutturato, sapete. Una cenetta
un po' elegante, ma in famiglia. Fissiamo per gioved?.
E su queste parole si alz, dirigendosi con molto
contegno verso la porta.
Patrick, caro ragazzo, non preoccuparti per me,
la strada la ritrovo anche da sola. Voi due piccioncini
vorrete rimanervene un po' in pace, no? Certo a
pensarci prima avrei preso la Rolls, ma un taxi andr
benissimo.
Non se ne parla! trill Mrs Upson, sovreccitata
dall'inattesa prossimit con una stella di prima
grandezza del Greenwich Village. Suo nipote ha
l'ordine tassativo di accompagnarla, non transigo.
Domani del resto Gloria ha una seduta fotografica -
per i giornali, sa - e non deve sembrare che abbia
fatto le ore piccole.
Tua zia  una favola mi sussurr Gloria accompagnandomi
alla porta. Avevo letto un sacco di cose
su di lei, ma incontrarla di persona, parlarci... E
che smeraldo!.
A questo punto la Societ della mutua ammirazione
prese affettuosamente commiato.
Allora? chiesi appena in macchina, vedendo
che zia Mame si era tolta il cappello e aveva allentato
la cintura.
Cristo, sono in un bagno di sudore. Dunque, per
i miei gusti comprano un cicinino troppo da Altman
- ai piani pi cari, intendiamoci -, ma li trovo
carini. Molto. E Gloria  stupenda. Per il resto del
viaggio rimase chiusa in un silenzio per lei del tutto
inusuale.
Il giorno della supposta cenetta in famiglia Gloria
e io facemmo colazione insieme, e poi andammo da
Cartier, dove in meno di quindici minuti ebbi modo
di farmi una cultura sui diamanti. Reso cieco e sordo
dall'amore vidi Gloria respingere in sequenza
tre panni di velluto che avevano la riprovevole peculiarit
di contenere solitari, e finalmente sorridere
rapita alla vista della propria mano tesa, e in particolare
del diamante grosso come una noce che le
ornava l'anulare. S,  lui disse in tono ultimativo.
In un evidente stato di alterazione firmai un assegno
che grossomodo equivaleva alla mia rendita dei
dodici mesi successivi. Gloria mi salut con un bacio
e si allontan lungo la Quinta Strada, col diamante
che sfolgorava nel sole.
Al rientro in Washington Square trovai la casa sottosopra.
Le stanze erano un trionfo di orchidee
bianche, e Ito stava sistemando l'ultima candela,
bianca anch'essa, nel candelabro del soggiorno. Il
lungo tavolo veneziano della sala da pranzo era apparecchiato
per otto, e due strani personaggi in livrea
blu si aggiravano un po' a disagio.
Salii immediatamente in camera di zia Mame, che
trovai sul letto, sepolta sotto una pila di vecchi romanzi
di Edith Wharton.
Che diavolo succede?.
In che senso, mio adorato?.
Lo sai benissimo in che senso. Chi hai invitato, e
chi sono quei due figuri travestiti da
maggiordomo?.
Be', caro, stasera vengono gli Upson, spero non
te ne sia scordato.
Ovvio che non me ne sono scordato, ma vorrei
sapere per chi sono i posti in pi, che diavolo ci fanno
quelle corone funebri in giro per casa, e chi sono
quei due attaccapanni in polpe.
Ma Patrick, caro, ho solo cercato di rendere la
serata un po' pi piacevole. Insomma, se davvero
questi Upson sono cos importanti, la tua povera
vecchia zia deve cercare di non sfigurare, no?.
Falla con qualcun altro, la svampita. Chi hai
invitato?.
Senti, ragazzino, con me la villania non attacca.
Fra l'altro  un terreno sul quale volendo ti straccio,
lo sai.
Quello che mi piacerebbe sapere, Vittoria, Maest,
 chi avete invitato al nostro desco stasera.
Vi ringrazio per le parole cortesi che avete voluto
rivolgermi. Mi giungono gradite, ancorch tardive
disse zia Mame con un birignao intollerabile.
Ho invitato i miei amici pi cari, cio Vera Charles
e il signor Basil Fitz-Hugh. Ho cercato anche i Guggenheim,
ma non potevano.
I Guggenheim?.
S, i Guggenheim. Sono una famiglia piuttosto
in vista, credo che prima di prendere congedo da
questa terra ne sentirai parlare. Ed essendo una povera
vedova, ho chiesto al principe Henri-Ren de la
Tour di farmi da cavaliere. Sempre che tu non abbia
niente in contrario, beninteso.
E i maggiordomi?.
Oh, loro. Sono due giovani attori molto dotati
che hanno lavorato nell'ultima commedia di Vera.
 stata lei a propormeli, dice che danno un tocco di
originalit.
Stammi bene a sentire. Tu e Vera lo troverete divertente,
ma per me  la cosa pi seria del mondo.
Se vi siete messe d'accordo per mandare all'aria il
mio fid....
Ma Patrick, caro, caro ragazzo, disse zia Mame
con un sorriso radioso io ho solo cercato di organizzare
tutto come si deve. Dando anche una mano
a quei poveri ragazzi, certo. Forse non lo sai, ma per
gli attori l'estate  una stagione pessima, e io per
una replica secca li pago molto pi del minimo sindacale.
Gli ho persino lavato e stirato i costumi a
mie spese.
Se mi fai una sola delle tue carognate....
Ma sei uscito di senno, caro? Perch mai dovrei
rovinare la tua felicit? Al contrario, voglio assicurartela.
 evidente che gli Upson ci tengono molto
ai soldi, e io voglio sem-pli-ce-men-te fargli capire
che anche noi non stiamo in mezzo a una strada,
ecco.
Ero sfinito e me ne andai a fare un bagno, sperando
di placare l'ansia.
Fu una serata memorabile. A parte gli Upson, gli
altri arrivarono in leggero antcipo, come si fossero
messi d'accordo. In azzurro pallido, con tutti o quasi
i diamanti disponibili addosso, zia Mame faceva la
sua figura. Vera invece era in bianco, colore che come
 noto non sfina, e ingann l'attesa dicendo peste
e corna, nell'ordine, di Ina Claire, Gertrude Lawrence
e delle Schubert. L'onorevole Basil si era presentato
con la divisa del reggimento britannico di
appartenenza, le Coldstream Guards, mentre il
principe de la Tour, in abito da sera estivo, era una
specie di condensato di Francia. Solo pi tardi mi ricordai
che Mr Upson non faceva differenza tra francesi
e inglesi, li odiava entrambi. I due presunti famuli
si comportarono in modo al tempo stesso scenografico
e discreto, mentre Mrs Upson tocc letteralmente
il cielo con un dito scoprendo che la sua
attrice preferita - Signora Charles, ho visto tutte le
sue commedie due volte! - era intima di zia Mame.
Accipicchia, vi vedo sistemati proprio bene
continuava a dire Mr Upson.
Zia Mame aveva deciso di pasteggiare a champagne,
e al momento dei complimenti per il piccione
tartufato riusc persino ad arrossire. Un amore.
Oh, caro, non siate sciocco.  proprio una cosa da
niente, davvero, un piccolo picnic. Sapete, oggi met
della servit si  presa il giorno libero....
Avrei voluto sprofondare, ma gli altri sembravano
trovare tutto quanto normalissimo.
Un paio di volte beccai Mrs Upson che ispezionava
la casa con gli occhi lucidi, ma proprio quando
stavo per proporle una visita guidata cominciarono
i saluti. Gloria, col diamante che mandava barbagli,
mi diede un bacio della buona notte ancora pi caldo
del solito, e sulla porta, di fronte ai maggiordomi
sull'attenti, Mrs Upson sussurr all'orecchio di zia
Mame qualcosa a proposito del Connecticut.
Allora, sospir la zia appena ci lasciarono soli
come se l' cavata il vecchio ronzino?.
Bene, zia Mame, proprio bene. Dicevo sul serio,
anche se non riuscivo ancora a crederci. Per
era successo. Le usanze tribali erano state rispettate,
ed erano state gettate le basi per un rapporto pi
amichevole.
Qualche giorno dopo dovevamo partire per il
weekend dagli Upson. Zia Mame, che di solito affrontava
qualsiasi tragitto in macchina come se si
trattasse del giro del mondo, sembrava stranamente
apatica, e non si decideva a fare i bagagli. Pensavo
di prendere giusto una cappelliera e di sbatterci
dentro un paio di quelle cosine scozzesi da estate, e
magari una gonna lunga da contadina per la sera.
Che ne dici, tesoro? fece sollevando il suo sguardo
pi innocente da una mappa militare del Sahara occidentale.
Senti, caro, per quanto bastardo sia, quel
Rommel sa il suo mestiere.
Praticamente gliela strappai di mano. Sentimi
tu, Molly Pitcher, ruggii non so cosa ti sei messa
in testa, ma quello che so  che non ti presenterai
dagli Upson con una busta e travestita da piccola
mungitrice.
E va bene, tesoro, se vuoi far colpo ci spariamo
tutte le cartucce. Mi porto la Rolls, Ito, la cameriera,
e un baule di vestiti.
Non ho detto che gli Upson ti volevano far sfilare
in passerella. Non sono i tipi.
No?.
Se hai in mente uno dei tuoi soliti trucchi,
dimmelo.
Ma Patrick, caro, rispose con la sua aria pi
candida la tua felicit mi sta immensamente a cuore,
lo sai.  l'unico scopo della mia vita. Scusa, ma se
non fosse per questa gita dagli Upson - e ci vengo
solo per te, chiaro - a quest'ora me ne starei gi a
Fire Island, con alcuni fra i ragazzi pi divertenti
che....
Ecco, ti pregherei di non nominarla neanche,
Fire Island.
Ma cosa pretendi, che finga di essere quella che
non sono?.
In poche parole, s.
Molto bene, impacchetta le mie piume, chiama
la Rolls, tira fuori la scatola dei gioielli, peccato che
abbia gi messo via lo zibellino....
Ma santo cielo, non puoi comportarti come una
persona normale?.
Ti piacerei se lo facessi?.
Possibile tu debba sempre recitare? O ti presenti
vestita da forosetta, o ti porti dietro una carrettata di
diamanti, manco fossi la regina di Saba? Non ti passa
per la testa che vorrei fare buona impressione sulla
famiglia di Gloria?.
E a te non passa per la testa che la famiglia di
Gloria potrebbe avere un qualche interesse a fare
buona impressione su di me?.
Vogliono che li consideri persone carine, questo
 ovvio.
Ma chi l'avrebbe mai detto.
Ascoltami, parliamoci chiaro. Per me questa 
una cosa molto importante. Intendo sposare
Gloria....
Anche se non  la donna giusta? chiese piatta.
Questo, se non ti spiace, lascialo decidere a me.
Ti chiedo solo di venire e di comportarti come una
persona normale. Le altre due volte lo hai fatto, e
agli Upson sei piaciuta moltissimo....
Accidenti, ho svoltato l'estate!.
Se ti comporti come ti sei comportata fin qui andr
tutto bene. Ma non c' nessun bisogno che sappiano
del Chu Chin Chow, e neppure dei frocetti che
vedi a Fire Island....
Ti rendo noto che i gusti sessuali delle persone
che frequento non dipendono da me.
... e neppure di un sacco di altre cose di cui in
genere i comuni mortali vengono tenuti
all'oscuro.
Senti, e credi ci sia bisogno che sappiano quello
che penso di te, e cio che sei diventato un baciapile
borghesotto snob da quattro soldi fra i pi fessi
della costa orientale, o credi che ci arrivino da soli?.
Su queste parole, prese la sua mappa e usc
sbattendo la porta.
Durante il viaggio in macchina fino al Connecticut
non parlammo quasi. Ma ad un certo punto le
dissi che quel vestito di lino le stava molto bene.
Grazie, caro, mi rispose acida avrei tanto voluto
comprare un abituccio oltremare con una spruzzatina
di bianco, e magari un grappolo di ciliegie
sul petto, ma sai, di questi tempi il reparto donna di
Best and Company  talmente affollato....
Zia Mame, non hai niente contro le mie nozze
con Gloria, vero? le chiesi con tutta la calma
possibile.
Non lo so, rispose guardando fisso davanti a s
proprio non lo so. Adesso stai un po' buono e lasciami
vedere cosa combina il generale Montgomery.
E sprofond ostentatamente nella lettura del
Time, restando in silenzio fino all'arrivo a
Mountebank.
Dopo una mezz'oretta passata ad imboccare strade
sbagliate, tutte con nomi molto strani, riuscimmo
finalmente a trovare Larkspur Lane.
Carino, vero? dissi per dire qualcosa.
Adorabile fece zia Mame mettendo via il
Time.
Proseguendo, arrivammo a un cancello fatto con
ruote di conestoga bianche. C'erano anche una lanterna
coloniale appesa ad un palo e un cartello con la
scritta:

UPSON DOWNS.

Ma guarda che spiritosi disse zia Mame.
Stammi a sentire. Se solo....
Patrick, non mi mettere in bocca cose che non
ho detto, mi interruppe zia Mame sgranando gli
occhi, l'immagine stessa dell'innocenza brutalizzata.
Volevo solo dire che  molto, ma molto divertente,
davvero. Mi piacerebbe solo sapere chi di loro
ha avuto questa pensata.
Mentre imboccavamo il viale scrutai a lungo e
con estrema attenzione il suo volto, senza tuttavia
giungere a una conclusione definitiva.
La casa era una costruzione bassa, di pietra, e sul
davanti aveva una staccionata, comodissima per legarci
il cavallo. La porta d'ingresso, sovrastata da
due lanterne, ostentava una fila di campanelli da
slitta. Ma che amo-re tub zia Mame. Perbacco,
neanche su "Better Homes and Gardens". Il suo
volto rimaneva del tutto imperscrutabile.
Iuu-hu! url Mrs Upson attraversando la soglia
di casa con lo sprint di un velocista che taglia il filo
di lana.
Ma buon gior-no! strill a sua volta zia Mame.
Sentite, a-doro questa casa.  la pi carina che ho
visto in tutta la mia vita.
S, noi ce la godiamo molto disse Mrs Upson
con una smorfia. Il corpo principale risale a prima
della Rivoluzione. Come potete immaginare per
era troppo piccola, cos abbiamo aggiunto le due ali
per i ragazzi, ma ora che Boyd  sposato e Gloria
praticamente fuori casa ci vogliono i pattini per andare
da una parte all'altra.
Oh, dica quello che le pare, tesoro,  una meraviglia
fece zia Mame con un sorriso che pi fasullo
non si poteva.
E naturalmente Mountebank  protetta.
Da chi?.
Da... oh, lo sapete bene disse Mrs Upson arrossendo,
o come se.
Mentre un domestico di colore prendeva in carico
i nostri bagagli, seguimmo Mrs Upson lungo il
corridoio. Era dipinto di verde, e abbellito da una
pendola rustica, diverse stampe di Currier e Ives e
un tappeto all'uncinetto.
Oooh squitt zia Mame quando il tappeto le
scivol da sotto il piede, costringendola ad aggrapparsi
al corrimano.
Fate attenzione trill Mrs Upson. Ci manca
solo che vi rompiate una gamba. Anche se vi confesso
che l'assicurazione di Claude copre tutto.
Ma che previdenti comment zia Mame sollevando
il ditino come una soubrette da operetta.
Avrei pensato di sistemarvi nell'ala degli ospiti
disse Mrs Upson ansimando su per una scaletta
piuttosto angusta.
Divino! comment zia Mame. Le mollai a tradimento
un pizzicotto nella schiena, strappandole un
Ahia!.
Qualcosa non va, cara? chiese Mrs Upson.
Oh, assolutamente no, stavo pensando a quanti
stivali calzati da valorosi generali della Rivoluzione
avranno calpestato questi augusti gradini prima di
noi.
Gi. Dunque, questa  la vostra stanza, mentre la
tua, Patrick,  questa qui. Nel caso vi sentiste soli
avete un salottino in comune ridacchi.
Carino! gracid zia Mame. La mia camera 
cos femminile, e quella di Patrick cos maschile. Ci
scommetto che non  stata scelta per caso.
In effetti... ecco, ho chiesto ai decoratori di
Altman....
Altman? Avrei detto Sloane. Puro Sloane.
Accipicchia, ma non ti si pu nascondere nulla,
Mame. Hai ragione, sotto  Sloane, e sopra Altman.
Oh, scusa, posso darti del tu, vero? E tu anche devi
darmelo, naturalmente.
Dammi quello che vuoi, Doris, basta che prima
o poi mi dai qualcosa da mettere sotto i denti. Ah,
ah, ah.
In pratica le due signore si gettarono l'una nelle
braccia dell'altra, ridacchiando come collegiali, una
scena orripilante.
Adesso, svelti, andate a rinfrescarvi un po'. Io e
Claude vi aspettiamo gi in terrazza con un bel daiquiri.
Gloria  ancora al club con le sue amiche, ma
sta arrivando. Insomma, sbrigatevi. Ah, non state a
vestirvi eleganti per la serata, ricordatevi che siamo
in campagna. E sfrecci via.
Oh, tesoro, disse zia Mame non  un amore
qui? Guarda solo la mia stanza. Pura provincia francese,
curata fino nei particolari. E pensa che cari, mi
hanno persino procurato qualcosa da leggere. Ma
guarda, "Selezione", e addirittura II canto di Bernadette.
Ho sempre desiderato leggerlo. E c' anche il
"Vogue" di marzo.
Se solo ti azzardi....
Caro, ma si pu sapere cosa ti prende? Tutto
quello che vedo mi piace, e Doris  una vera amicona.
E poi hai visto quanto le piaccio, dai, mi ha persino
chiesto di darle del tu, eccetera. Guarda, sar
un'ospite talmente perfetta che anche Claude passer
presto al tu, scommetto. Oh, quanto  tenera
questa cosa del tu in famiglia.
Ero cos furioso che non riuscivo a spiccicare parola,
ma d'altra parte mi rendevo conto che zia Mame
stava avendo un successone. Si tratteneva, e faceva
tutto quello che le avevo chiesto, se non di pi.
Mentre mi stavo spalmando la schiuma da barba
la sentii raspare alla porta. Un attimo dopo aveva
gi messo dentro la testa. Santo cielo, sussurr
ma che bagno virile ti hanno dato, tesoro. Non come
il mio. Tutti questi asciugamani ruvidi e scuri -
gi che c'erano potevano ricamarci sopra un "Lui".
Oh, e guarda quella stampa con le anatre. Il mio 
tutto rosa, e ci sono solo stampe di levrieri....
Ahia ruggii.
Oh, tesoro, ti ho fatto tagliare?.
Si pu sapere cosa ti frulla per la testa? Togliti
immediatamente quel nastro dai capelli.
Ma Patrick, era in omaggio con la boccetta di abbronzante,
e ho visto che Doris ne ha uno proprio
uguale. Trovo che stia benissimo con tutti questi falpal.
Si era messa un abito rosa molto vaporoso,
cui aveva aggiunto a caso qualche chilo di pietre non
preziose, ma anche non abbastanza brutte per meritare
un commento.
Non sono perfetta per Mountebank, caro?.
Come no risposi tamponandomi la ferita.
Tesoro, concluse zia Mame baciandomi sul collo
datti una mossa. Ti aspetto nel salottino. Mi
piazzo su una di quelle comodissime poltrone e mi
leggo qualche pagina di Oliver Wiswell. C' qualcosa
in questo posto che mi fa sentire dentro una pagina
di storia.
Il piano di sotto, ossia la sezione Sloane della casa,
era una copia conforme di quello di sopra: molto
caratteristico, molto campagnolo, molto coloniale.
C'erano lanterne da diligenza, lanterne di latta,
abat-jour, lampade ricavate da zangole, macinini da
caff e barattoli da farmacia. Alle pareti si alternavano
scaldini, vecchi mantici, treppiedi di ottone,
capolavori del ricamo, fumetti incorniciati, stampe di
caccia, mappe ingiallite e lindi dagherrotipi. Mrs
Upson, nervosa, si era sistemata in terrazza su una
sedia di ferro battuto. I rumori che il padrone di casa
produceva preparando da bere per gli ospiti coprivano
addirittura i Tenero... Caratteristico... Geniale...
di zia Mame.
In tuta verdina, e con ai piedi un paio di rumorosissimi
sandali messicani, Mr Upson pi che un essere
umano sembrava un orso ammaestrato. Si avvent
sulla mano di zia Mame, e a me appoggi una
zampona paterna sulle spalle. Bene, bene, grugn
eccoci tutti qui. E vista l'ora, quello che ci vuole 
un celebre daiquiri Upson.
Slurp fece zia Mame.
Eh, s, ho un mio piccolo segreto. L'ho imparato
a Cuba quest'inverno. In un posticino dove andavamo
sempre - come si chiamava, Doris, Casa Uan? S,
mi pare proprio Uan - il barista, Uan appunto, ci ha
detto di non metterci mai lo zucchero. E aveva ragione,
in un buon daiquiri non ci va nemmeno un
granello di zucchero.
Ma davvero? fece zia Mame.
Giuro, neanche un granello. Volete sapere il segreto
di Uan?.
Oh, non so cosa darei. Sempre che si possa
divulgare.
Bene, Uan usa solo miele filtrato.
Ma cosa mi dice, miele filtrato.
Proprio. Miele filtrato, e un rum molto chiaro.
Non capisco dove sia finita Gloria intervenne
Mrs Upson, appoggiandomi una mano grassoccia
sul ginocchio. Ma non preoccuparti, sar un
bellissimo....
... e poi il ghiaccio va triturato molto fine.
Sembra un lavorone.
Ehi, Bertha, strill Mr Upson metti in forno
quei canap al chutney!.
... e va shakerato molto bene. Non due bottarelle,
il daiquiri non  roba da finocchi. Per farlo venire
bene bisogna metterci un po' di olio di gomito. A
proposito, signora Dennis, visto che siamo enfamille,
non potremmo darci del tu? Non vuoi chiamarmi
Dado?.
Dado? Ma credevo che si... che ti chiamassi
Claude.
Oh, solo Doris mi chiama Claude, per tutti gli altri
sono Dado. Tu comunque chiamami Dado.
Bene, Dado, senz'altro, disse zia Mame vezzosissima
a patto che anche tu mi chiami col mio
soprannome.
Che sarebbe? chiese Mr Upson mescendo il
daiquiri.
Coccola.
Il daiquiri mi and di traverso. Dovetti persino
scusarmi.
In quel momento arriv Gloria. Era abbronzata,
irresistibile, e si era preparata tutta una serie di scuse
piuttosto intorcinate per giustificare il ritardo. Alle
sette ci raggiunse un'altra coppia, gli Abbott, o
Cabbott, o Mabbot, non ho mai capito. Lui faceva
non so quale lavoro in banca, mentre lei si occupava
di pianificazione familiare. Entrambi amavano Parigi,
ed erano stati in un albergo che a quanto pare si
chiamava il Crayon. Durante la cena, micidiale, zia
Mame intrattenne l'allegra brigata con una sfilza di
aneddoti sull'estate in cui aveva guidato il suo gruppo
di Coccinelle in una gita allo Yosemite. Era la
prima volta che la sentivo raccontare quelle storie, e
a quanto mi risultava le Coccinelle neanche sapeva
cosa fossero. Per s per no feci finta di niente, e risi
insieme agli altri. Comunque zia Mame fu di gran
lunga la protagonista della serata, e solo pi tardi, a
letto, realizzai che quella stessa estate in cui sosteneva
di avere preso la testa delle Coccinelle l'aveva in
realt trascorsa in tourne col Chu Chin Chow.
Il sabato zia Mame si alz ostentatamente alle sette,
e pass gran parte della mattinata in giardino,
cogliendo molte pi rose di quelle che potevano
trovare posto nei vasi di casa Upson. In tutta sincerit
stava andando un po' fuori parte, o meglio calcava
troppo sul lato georgico della faccenda, ma nessuno
trovava niente da obiettare, anzi, il signore e la
signora Upson erano ai suoi piedi. A colazione zia
Mame ci raccont quanto si fosse divertita a Buffalo
nei giorni del suo debutto in societ - che caso strano
erano gli stessi del Chu Chin Chow, e a questo
punto anche delle Coccinelle. Quindi trascin Mrs
Upson in una discussione molto tecnica su alcune
questioni genealogiche, nel corso della quale appresi
con un certo stupore di discendere per via diretta
da Carlo Magno.
Nel pomeriggio ci separammo; Mr Upson si diresse
al campo da golf, mentre Mrs Upson e zia Mame
- Doris e Coccola, ormai - partivano alla volta di un
mercatino di campagna. Quanto a Gloria, mi port
ad amoreggiare nelle frasche.
Oh, tesoro, non  stupendo qui, lontano da tutta
quella gentaglia di New York? mi sussurr, gli
occhi pi verdi e lucenti che mai.
La strinsi fra le braccia, dandole un bacio senza
fine.
Angelo, mi disse, rimettendosi a sedere vedi
tutta quella terra oltre il muro di pietra?.
M-mmm.
Sai che  tutta in vendita? Tutta, dico, sessanta
ettari.
Davvero? Dammi un altro bacio.
Oh, no, mi gratti. Scommetto che devi raderti il
doppio degli uomini normali. Comunque, pensavo
che potremmo comprarla noi e venire a vivere qui.
Non sarebbe un sogno? Pensa, proprio attaccati a
mamma e pap.
Ma dovremmo fare avanti e indietro tutti i
giorni.
Ma no, in citt possiamo prendere solo un pied--terre,
e per il resto vivere qui, a Mountebank. Fra
parentesi pap  molto preoccupato che compri
qualcun altro. Qualcuno di buffo, magari.
Di buffo?.
Ma s, dai, di poco carino.
Cavolo, Gloria, qui la terra deve costare un occhio
della testa.
Be', non te la tirano dietro, chiaro, ma  una terra
magnifica, e del resto qui abita solo gente di un
certo tipo. Scusa, guarda come piace a tua zia. Sono
sicura che se glielo chiedessi nel modo giusto - o
addirittura se glielo chiedessi io - ci farebbe un bellissimo
regalo di nozze. Quella collina, e forse anche
una casetta, magari di vetro, molto moderna.
No, aspetta un secondo dissi mettendomi a sedere.
Non ho alcuna intenzione di spremere come
un limone zia Mame.  sempre stata fin troppo generosa
con me, adesso basta. A parte il fatto che
qualche soldo ce l'ho anch'io, e non vedo perch
andarne a chiedere in giro.
Ma angelo, disse Gloria con un broncio graziosissimo
allora a che servono i soldi? In fondo lei 
sola al mondo, e tu sei il suo unico erede. O no?.
Cambiai rapidamente discorso. Piuttosto, credo
dovremmo cercarci un posto in citt, e fissare la data.
Che ne diresti di met del mese prossimo?.
Di met del mese prossimo per cosa? Per
sposarci?.
Certo, per cos'altro?.
Ma non si pu assolutamente.
Perch no?.
Ad esempio perch non ho niente da mettermi.
Non ho vestiti.
E quello che indossi cos'?.
Non fare lo stupidino, sai cosa intendo. Intendo
veri vestiti - biancheria, abiti, completi, cappotti,
cappelli, insomma le cose che servono per
sposarsi.
Credevo che per sposarsi servissero un marito e
un certificato Wassermann negativo.
Oh, smettila. Non possiamo assolutamente sposarci.
Jane  nel Maine, Pammy a Nantucket, e BJ. e
Frannie sono tutte e due a....
Ma io non voglio sposare Jane e Pammy, e neanche
BJ. e Frannie, io voglio sposare te. Se anche tutte
le tue amiche stessero facendo una vacanza di studio
all'inferno non me ne importerebbe nulla di
nulla. Perch non scappiamo da qualche parte e ci
sposiamo e basta?.
Perch il mio povero pap morirebbe di crepacuore,
ecco perch. Non me lo perdonerebbe mai.
E la mamma? Fin da quando ero alta cos non ha sognato
altro per me che uno splendido matrimonio
nella chiesa del Divino Ristoro, con paggi e damigelle,
e la bambina di Boyd - oh, aspetta solo di vederla,
la piccola Deborah,  un tale cherub... -, be'
insomma la bambina di Boyd a reggere lo strascico,
e poi la grande festa al circolo, e poi....
Stai dicendo che dovremo reclutare sei fessacchiotti
e affittargli dei vestiti che gli staranno da cani
e....
Ma amore,  il bello del matrimonio!.
Credevo che il bello venisse dopo.
Lo sai cosa intendo. Chi diavolo vorrebbe sposarsi
senza feste e danze e regali e foto sui giornali?
Tutti fanno cos.
Tutti?.
Tutti quelli che conosco io. Le persone carine.
Certo non pretenderai di trascinarmi in municipio
davanti a una folla di sconosciuti e....
Adesso che Ziegfeld  morto, non so chi altro
possa allestire una produzione del genere.
Oh, pensavo che potremmo annunciarlo ai primi
di settembre, quando tutti tornano dalle vacanze,
fare le feste ed i ricevimenti in autunno, sposarci
dopo Capodanno, e poi magari andarcene in viaggio
di nozze a Palm Beach, o in un posto del
genere.
Ho capito dissi freddamente.
Senti, angelo, non prenderla cos.  molto meno
tempo di quello che pensi, e avrai un sacco da fare.
Ti ricordo solo che dobbiamo trovare un appartamento,
e non intendo il primo buco che cpita,
intendo un posto molto carino con un suo stile,
molti mobili, molti tappeti e uno straccio di cameriera.
Sono cose che non si possono improvvisare. O
si fanno bene o non si fanno.
Ma certo dissi accendendomi una sigaretta.
Su, adesso piantala, piccolino. Alla lunga vedrai
che mi darai ragione. Oddio, sono quasi le quattro,
e ho promesso a Mary Elizabeth che avremmo giocato
a tennis con lei. Corri, vatti a cambiare!.
Quella sera gli Upson avevano invitato a una serata
danzante un folto gruppo di giovani, meno giovani
e anziani, oltre ai pi decrepiti di tutti, i Giovani
Sposi. Molto prima del tramonto allegre comitive di
suburbani in abito da sera gi risalivano rumorosamente
il vialetto, mentre Mr Upson spiegava a
chiunque fosse disposto ad ascoltarlo come si prepara
il vero daiquiri. Quando zia Mame ordin un
whisky liscio devo dire che ci rimase parecchio male.
In compenso le voci sul fascino della zia dovevano
aver raggiunto anche gli angoli pi protetti di
Mountebank, e avevo la sensazione che i convenuti
pendessero letteralmente dalle sue labbra. Fra l'altro
l'interessata era in gran forma, e parlava con tenerezza
della giara dipinta a mano che aveva comprato
a un'asta quel pomeriggio. E adesso Doris
mi insegner come ricavarne una bella lampada
diceva ad un pubblico incantato.
Con un vestito bianco lunghissimo, e coperta di
zaffiri, zia Mame era proprio uno splendore. Avevo
idea che quella sera diversi signori che non ballavano
da anni ne avrebbero improvvisamente avuto
una gran voglia. Del resto zia Mame stava dando il
meglio. Volteggiava dall'uno all'altro, cinguettando
dello scarabeo giapponese, della difficolt di un certo
colpo di golf, della fillossera, delle scuole di campagna,
del problema della servit e - almeno fin
quando non si becc un'occhiataccia dal sottoscritto -
della necessit di legalizzare la prostituzione.
Intorno ai daiquiri di Mr Upson si era radunata
una piccola folla, che impediva sia di muoversi sia di
seguire fino in fondo la conversazione.
 fantastica, e avr al massimo....
"Ehi, seor," mi fa, perch  cos che parla Uan
"tu seguro niente succhero, eh, solamente miele.
Seguro te viene una roba...".
Mousseline de soie, devi chiedere, e da McCutcheon
la mettono, dunque, al metro, se non
sbaglio....
Ma io ho sempre pensato che Gloria volesse....
E allora il caddy negro ha detto "Io giuro giuro
mai visto pallina di guel golore, mai".
Ma Gloria,  un anello stupendo. Come dicevo a
tua madre, "Devi pensare che non perdi una figlia,
acquisti un figlio". Senza contare che  un ragazzo
talmente carino....
 il pi notevole esemplare femminile che abbia
mai frequentato Mountebank dai tempi in cui la regina
Maria....
S, il problema  che ai buffet io di solito mi
attrippo....
Il segreto  tutto l: agitare, agitare ed agitare. Il
daiquiri non  una cosa da....
Mezzo pompelmo e un cracker. E per cena....
Ma certo che sono veri. Guarda, dei suoi gioielli
so tutto, erano pubblicati sull'ultimo "Town and
Country". Lo sanno tutti che....
Harris, si chiamavano Harris, e con quel nome
uno pu esserlo od anche no. Be', lui aveva un'aria a
posto, ma quando Alice ha visto lei, cosa vuoi che ti
dica, ha venduto immediatamente a noi, e per la
met di quello che avrebbe preso da quei due
rabbini....
E allora F.D.R. ha detto "Ma Eleanor, come faccio
a sapere che tu...".
Lui non parla tanto, ma sua zia 
perfettamente....
Al culmine della festa, zia Mame sal improvvisamente
su una sedia: Silenzio! Tutti quanti, un attimo
di silenzio, per favore!. Lo ottenne all'istante.
Avevo i brividi, o forse sudavo, non lo so neanch'io.
Tutti voi sapete benissimo che cosa stanno combinando
questi due ragazzi, dunque la notizia non
c'. Per mi sono spremuta a lungo il cervello per
cercare un piccolo regalo di fidanzamento giusto
per una ragazza meravigliosa come Gloria, e finalmente
credo di averlo trovato. Si sfil l'elaborata
collana di zaffiri che portava, salt gi dalla sedia, e
and ad allacciarla al collo di Gloria. Ecco, tesoro,
mi fa piacere l'abbia tu. Sta meglio a una ragazza
giovane.
Il gesto suscit un maremoto di brusii e sussurri.
Gloria, fuori di s dalla felicit, rimase senza parole.
Ripeteva solo Oh, oh, nient'altro.
Mame! url Mrs Upson. Non puoi, non devi!
Oh, Mame, ma  meravigliosa! Senti, Gloria, fino a
quando pap non l'avr assicurata lascia che mamma
te la leghi bene bene col filo interdentale. Pensa
se la perdessi!.
Ero sbalordito. Felice, e colmo di gratitudine. Ma
nella luce aranciata del tramonto quegli zaffiri non
sembravano, come dire, del tutto intonati al vestito
verde ed agli occhi verdi di Gloria.
Nel suo genere era tutto giusto: serata giusta, cena
giusta, orchestra giusta. Dopo essermi lisciato
gran parte delle signore sedute al lungo tavolo, avevo
ballato tutta la sera con Gloria, che mi si stringeva
addosso come non aveva mai fatto.  la sera pi
bella della mia vita mi aveva sussurrato a un certo
punto. Ma zia Mame continuava a rubarle la scena.
Aveva cominciato a ballare alle nove e mezzo e non
si era fermata un minuto. A un certo punto ritenni
di doverla salvare dall'ennesima prodezza ginnica
del mio futuro suocero.
Posso? gli chiesi.
Oh, voi giovani arroganti vi prendete sempre il
meglio, vero? Vero, Coccola? gorgogli lui, con un
pizzicotto d'addio alla sua schiena nuda.
Ahia! Dado, mi uccidi!.
Non dovevo intromettermi, zia?.
Non dovevi? Se aspettavi ancora un attimo trovavi
un'invalida. Mai saputo che la musica si potesse
usare per giocarci a rugby. Vuoi che ti spieghi come
si prepara il daiquiri tale e quale a quello di Juan?
Dunque, care amiche, prendete un po' di miele....
Ti supplico, so tutto le risposi ridendo. Ma
davvero ti stai divertendo?.
Scioccone! Ti ho mai raccontato di quando Mr
Abbott ha fatto la quattordici in un colpo solo? Un
par tre! No? Allora senti qui. Dunque, quella volta
Abbott aveva un caddy negro....
Ascolta, zia Mame, davvero. Che tu ti diverta o
no, per me sei la persona pi straordinaria dell'intero
Stato del Connecticut....
Se non sei in grado di dire qualcosa di carino,
taci.
Guarda che non scherzo. Sei la fine del mondo,
e io ti venero, non sono mai stato cos fiero di qualcuno
in vita mia.
Ma non ci vuol niente, caro. Basta un po' di miele
ed olio di gomito. Oh, santo cielo, arriva Max
Schmeling per il quarto round.
Posso? chiese Mr Abbott, o come diavolo si
chiamava.
Spero che per te non sia troppo noioso, disse
l'indomani mattina Mrs Upson, passando a zia Mame
le pagine sul giardinaggio dello Herald Tribune
ma da noi la domenica si passa in famiglia. Al mattino
Claude, caschi il mondo, si fa le sue diciotto buche.
Oh, io gliel'ho detto un milione di volte che
dovrebbe andare in chiesa, ma lui sai cosa mi risponde?
"Con Dio ci parlo gi abbastanza fra un colpo
e l'altro". Non  orribile?.
Orribile? rispose zia Mame. Ma cara, ....
Comunque, ti dicevo, qui a Upson Downs la domenica
 una giornata molto tranquilla, da vecchietti.
Ce ne stiamo un po' qui, poi di solito arriva
Boyd - il nostro ragazzo - con Emily, e ci facciamo
due chiacchiere in santa pace. A te non piace il gin
rummy, vero?.
Mi piace? Ma se lo adoro.
Fantastico! Allora tiro fuori il tavolo e gli score e
ci facciamo una partitina mentre....
Ah, il gin in quel senso disse zia Mame, un po'
perplessa.
Uh,  vero, c' chi la domenica non gioca a carte.
Il passatempo del diavolo, no?.
Guarda, vanno benissimo queste pagine sul giardinaggio,
non vorrei scombussolarmi troppo, visto
che arriva Floyd.
Boyd.
Ma certo. Boyd ed Emily.
La domenica si trascin pi o meno cos. Gloria
dorm fino all'ora di pranzo, e trascorse il pomeriggio
in camera sua scrivendo della sua felicit alle
amiche che vivevano lontano. Mrs Upson port zia
Mame da una certa signora che aveva la pi importante
collezione di vetri da latte di tutta Mountebank,
e io, abbastanza sudato e molto annoiato, me
ne restai seduto in veranda.
Alle cinque del pomeriggio ci ritrovammo in terrazza,
dove Mr Upson, rubizzo e rinvigorito dalla
partita di golf, prepar un daiquiri per tutti, reintroducendoci
ai segreti della sua preparazione.
Questa volta, tuttavia, zia Mame fu irremovibile, e si
fece portare un whisky liscio, mentre io chiesi una
birra. Il tempo di sedersi, e arriv una Ford decappottabile
con dentro Boyd Upson, sua moglie Emily
e la loro figlioletta, Deborah.
Iuu-uh! trill Mrs Upson. Boydino, iuu-uh,
Emily!.
Con uno scalpiccio di piedini Deborah, una treenne
piuttosto graziosa, ci raggiunse di corsa.
A-more! Vieni da nonna, Debbie, gattino, dai un
bacino a nonna. Non trovi ridicolo che io sia gi
nonna? disse Mrs Upson strizzando l'occhio a zia
Mame.
Ridicolo? rispose zia Mame. Be',
veramente....
Grazie al cielo la sua risposta fu soffocata dall'arrivo
di Boyd e signora. Boyd era il tipico giovane repubblicano
del Connecticut, alto, biondo, bello,
con i muscoli originari rapidamente degenerati in
grasso. Sua moglie, Emily, era identica alle mogli
che affollano ogni veranda di ogni country club fra
Bar Harbor e Santa Barbara - una ragazza alta e
piuttosto sgradevole cui avevano raddrizzato i denti,
insegnato qualche passo di danza, e impartito
un'educazione di base nel solito circito di scuole
compiacenti. Partiva come fuoriserie, ma al momento
era in rimessa, dato l'evidente stato di
gravidanza.
Allora, ragazzo, come va? disse in tono affettuoso
Mr Upson. Ed Emily, come sta la mia
mammina?.
Benone, pa', uno sfarzo strill Boyd. Nel corso
del pomeriggio avrei scoperto che la sua cultura, in
fatto di gergo, era ferma agli anni Venti. Ogni sua
battuta era infatti introdotta da reperti quali cribbio,
capperi, perbacco, santi numi, santa polenta,
santa pazienza, e cos via.
Debbie, lascia stare le perle di nonna. Non  un
angelo?.
Del Paradiso rispose zia Mame, stringendosi un
po' la gonna.
Come sta? mi chiese Emily, porgendomi una
mano molle. Deborah, se continui a comportarti
come una sioux ce ne andiamo subito a casa, eh?
Boyd, occupatene un po' tu. Non ha fatto la nanna
oggi pomeriggio, quindi  un po' stanchina.
Crispino, ciccia, cosa ci posso fare? esplose
Boyd.
Senti, non posso tenermela tutto il tempo
addosso....
Non  che hai avuto altre nausee, Emily?.
No, no, per abbiamo litigato a morte con quella
maledetta cameriera. Ormai non  lei che lavora
per noi, siamo noi che lavoriamo per lei. Guardi,
continu fissando negli occhi zia Mame con questi
negri non si fa pi vita. Chiedono la luna. Si figuri
che la mia vorrebbe lavorare dieci ore al giorno in
tutto, e pretenderebbe anche la domenica libera. Io
dico.... Ma qui intervenne la suocera.
Ssst! Ti sentono, cara. Mame, vuoi tenerla un
po' tu?.
Non  che muo... gemette zia Mame mentre
Debbie le veniva deposta in braccio. Un attimo dopo,
la piccoletta era gi appesa ad uno dei suoi orecchini.
Ahia! Mollali subito, maled... Oh, ecco, questi
non devi toccarli concluse strangolando Debbie
con lo sguardo.
Deborah, intervenne Emily se continui a fare
la peste ti sistemo io, eh? Boyd, vuoi fare qualcosa?.
Rosso, rosso sussurr la piccola afferrando la
spilla scarlatta che ornava il bavero di zia Mame.
Voio!.
Mollala subito, piccolo... tesoro disse zia Mame.
Le piaci, Mame cara, io lo capisco subito comment
Mrs Upson.
Vedendo arrivare il cane zia Mame depose Deborah
a terra, in modo che giocassero insieme. E nel
farlo scopr che la piccina le aveva lasciato in grembo
una grossa macchia umida.
Boyd, per favore, non voglio che quel setter schifoso
lecchi Deborah. Chiss dove  andato a strofinare
il muso! gemette Emily.
Lavorando a stretto contatto, solleone e birra erano
riusciti a farmi venire un mal di testa dell'accidente,
ragion per cui della conversazione ricordo
solo che era molto rumorosa. Parlavano tutti insieme,
pi o meno del nulla. Zia Mame si scolava un
whisky dopo l'altro, ma come darle torto.
Alle sette di sera un famiglio port fuori un armamentario
in ferro presumibilmente connesso con la
cena, e la piccola Deborah venne esortata da tutti a
schiacciare un pisolino sul letto di nonna. Naturalmente
non ne voleva sapere, e il suo fermo rifiuto
diede la stura ad un fitto susseguirsi di ingiunzioni,
ordini e minacce, che sfoci in un guardie e ladri di
gruppo, con Deborah che strillava e il cane che abbaiava
isterico. Questo fino a quando, passando nelle
vicinanze della poltrona di zia Mame, la piccina
inciamp, atterrando sull'erba con un tonfo morbido.
Avrei giurato che si fosse trovata sulla strada un
certo piedino, ma la principale indiziata era in prima
fila nei soccorsi. Risultato, Deborah venne messa
a riposo, diciamo cos, per il resto della serata.
Quando le acque si furono calmate Mr Upson si
present in scena con uno smisurato cappello da
cuoco e un enorme grembiule di tela, sul quale erano
ricamati motti arguti del tipo Chi sporca lava,
Tanto va lo chef al lardo..., O mangi la mia minestra,
o quella  la finestra.
Fa scena, eh? trill Mrs Upson.
Uno spettacolo, s disse zia Mame.
La domenica sera Claude vuole cucinare, non ci
sono santi. Gli ho comprato il ncessaire per il barbecue
da Hammacher-Schlemmer, e ci gioca come
un bambino.
Vedo.
Capperi, pa'. Bisogna che ti fotografi vestito cos.
Con la cartolina facciamo il botto, a Natale.
Quello che dovresti fare, Boyd,  una foto di
Coccola e me ai fuochi. Perch tu adesso aiuti Dado,
vero Coccola?.
S? disse zia Mame senza scomporsi.
S, ci puoi scommettere le mutande. Senza di te
la carne in tavola non ci arriva. Prtati qui il bicchiere
e dammi il tuo appoggio immorale. Ha, ha,
ha.
Spero che le bistecche ti riescano come il daiquiri
disse zia Mame con aria civettuola, preparando
due robuste dosi di scotch.
Soda, Mame? chiese premurosa Mrs Upson.
No, grazie, Doris disse zia Mame avviandosi gi
per il prato, in direzione del barbecue e di Mr Upson.
La cortina fumogena era talmente densa che ci
nascondeva i due alla vista, anche se sentivamo distintamente
zia Mame tossire e schiarirsi la gola. A
un certo punto la vedemmo anche riemergere, con
gli occhi rossi come cipolle, fare rifornimento, e tornare
impavida verso le fiamme, portando con s altri
due bicchieri di whisky belli pieni.
Per preparare bistecche ben cotte - cio, nell'accezione
di Mr Upson, carbonizzate e coperte di cenere
fuori e completamente crude, oltre che gelide,
dentro - ci volle un'eternit. Alla fine ce ne tocc
una a testa, e la prima constatazione fu che una
mente criminale sapeva come sperperare venti dollari
di ottimo manzo. La seconda, che forse il fumo
e lo scotch avevano sopraffatto Mr Upson.
Seduti intorno al tavolo di vetro e ferro addentammo
con una certa determinazione le bistecche,
biascicando complimenti gutturali e poco sentiti.
Durante il fiero pasto, Mr Upson trangugi un altro
paio di bicchieri, tanto che la sua signora fu costretta
a chiedergli: Claude, sei sicuro?. Per il resto, cenammo
in religioso silenzio. Emily accus diversi,
fastidiosi disturbi gastrici - lo credo -, mentre la
quiete venne alla fine rotta da Boyd, che aveva la deplorevole
abitudine di parlare con la bocca piena.
Cribbio, pa', sai la propriet qui dietro? Venerd
stavo facendo un giro sulla 507 con Charlie Haddock,
e sai cosa mi ha detto? Che la vogliono vendere
a certi tizi del New Jersey, di Summit mi pare. Lui
si chiama Bernstein, e di nome fa A-bra-ham.
Oh, no sospir Mrs Upson.
Bernstein? esclam Mr Upson sbattendo la forchetta
sul tavolo.
State parlando dei Bernstein di Summit? disse
zia Mame. Li conosco molto bene. Lui  un editor,
lei una specialista di Rimbaud. Sono una coppia deliziosa,
con due bambini che si chiamano....
Alt! Qui c' poco da scherzare esclam Mr
Upson.
Non sto scherzando. I Bernstein sono amici dei
Co....
 impossibile, Boyd. Qui ci sono vincoli ben precisi,
lo sai.
Qui, ma l no. L non  Mountebank.
Oh, pap, non  spaventoso? intervenne Gloria.
Non lo permetter le rispose Mr Upson. Li
caccer via, a costo di aspettarli in strada col
fucile....
Dado, intervenne zia Mame cosa ti prende?
Sono persone squisite. Lei  una bruna simpaticissima,
e anche la miglior cuoca....
Che sia bruna non ho dubbi. Sar la solita labbruta
bisunta cafona....
Ma guarda che ti sbagli. Sylvia  divina, davvero,
e Abe ad Harvard era in classe con Samuel....
Ma davvero li conosci?.
Certo! Abe fa un lavoro magnifico da....
Ma sono ebrei.
Ovvio che sono ebrei. Lei  parente non ricordo
come di Rabbi Wise, e....
Ma ti vuoi cacciare in quella testa dura che sono
ebrei? E che stanno per venire a vivere vicino a
me?.
Claude, per favore prov a dire Mrs Upson.
Ma s, Dado, certo che ho sentito cosa diceva
Floyd - Boyd -, che stanno per comprare il terreno
qui a fianco. Oh, ti piaceranno moltissimo. Sono
una delle giovani coppie pi divertenti che....
Ehi, finch si scherza si scherza, ma se tu davvero
pensi che io voglia una banda di rabbini che mi
scarica la merda nel prato....
Dado, ma di che parli? Ti sto dicendo che sono
amici miei. Sono le persone pi perbene al
mondo.
Ma sta' zitta!.
Claude! disse Mrs Upson.
Un momento dissi facendo per alzarmi.
Ti prego, pap, ha i cinque minuti fece Gloria.
Non mi importa cos'ha, non gli permetto di rivolgersi
in quel modo a mia zia.
Boyd, rugg Mr Upson vediamo di mettere insieme
una ronda, un gruppo di vigilantes, cos teniamo
quei giudei e tutta la loro fetida razza alla larga
da qui....
Ma non sarai cos ingenuo da pensare che gli
ebrei siano una razza, vero? intervenne zia Mame.
Qualsiasi antropologo....
Non mi rompere con l'antropologia. Finch avr
vita combatter ogni schifoso nasuto che cerchi
di mettere piede sulla terra dei bianchi. E
perdio....
Fammi capire, mi stai dicendo che il Connecticut
 roba tua? Cosa saresti, una specie di divinit
che si arroga il diritto di decidere chi pu comprare
la terra e chi no?.
Mame, la casa di un uomo  il suo regno. Magari
ti suoner antiquato, ma  vero. E non ho lavorato
come una bestia tutta la vita a costruirmi questo
posticino per farmelo insozzare da una ghenga di
usurai che pretende....
Claude, disse zia Mame con gli occhi ridotti a
una fessura, e la voce pi metallica che le avessi mai
sentito ti ho gi detto tre volte che gli schifosi rabbini
di cui parli sono amici miei. Li conosco da un
sacco di tempo. Sono persone interessanti, intelligenti,
e colte. Prima di giudicarli, aspetta di
conoscerli.
Ah, ma davvero? Adesso la fai facile, ma vorrei
vederti se venissero a vivere vicino alla tua bella casa
di Washington Square. Cosa faresti, eh?.
Gli direi, "Benvenuti in Washington Square, Sylvia,
e finch non vi siete sistemati venite pure a cena
da me...".
Merda!.
Claude! disse Mrs Upson.
'fanculo, Doris, lasciami parlare!. Si gir verso
zia Mame. Tu te ne stai seduta l a fare i tuoi discorsi
da "New Republic" del cazzo, mentre un povero
cristiano si trova di fronte a un serio....
Vorrei che non usassi la parola cristiano a sproposito
disse zia Mame molto secca.
Ecco, vedi, Mame... prov a interloquire Mrs
Upson.
Per favore, non potremmo cambiare discorso?
disse Gloria.
Ma s, parliamo d'altro. Non so, di negri? fece
zia Mame.
Non ti intromettere, piccina fece Mr Upson.
E tu, stanimi bene a sentire, io ci sono stato a cena
da te, l'ho vista la tua lussuosa casa europea, e sar
anche un ottuso assicuratore che non pensa in grande
come te e Franklin Delano Rosenfeld, ma non
mi pare che a tavola ci fossero giudei. Se non sbaglio
c'erano un nobile inglese ed un principe francese
ed una famosa attrice!.
Suppongo sarebbe crudele aggiornarti sul fatto
che quella Vera Charles per cui tu e Doris stravedete
in realt si chiama Rachel Kollinsky, ed  figlia di
un attorucolo ebreo.
Impossibile! esal Mrs Upson.
Affari tuoi rugg suo marito. Comunque gli
attori non contano, sono una razza a parte. Ma se si
tratta di avere ebrei sul pianerottolo, praticamente
in casa....
Claude, disse zia Mame con tutta calma ti rendi
conto che in questo stesso momento, in Germania,
c' un pazzo che si chiama Adolf Hitler e dice
le stesse cose che dici tu?.
Non provarti a buttarla in politica. I sinistrorsi li
fiuto a un chilometro di distanza.
S, sono una devota del presidente Roosevelt. E
allora?.
Io parlavo di ebrei, e non mi sembra che sugli
ebrei Hitler abbia delle idee cos sballate, anzi.
Non parla sul serio, vero? intervenni. Li sta
massacrando.
Non ho detto che vorrei massacrarli.
Credevo di s, visto che ti ho sentito parlare solo
di fucili, ronde e vigilantes disse zia Mame gelida.
Cristo santo, sai cosa? Forse hai ragione.
Scusa, ma quanti ebrei conosci, Claude?.
Non ti preoccupare, li conosco bene. Sgomitano,
vogliono comandare, alzano la voce....
Come la stai alzando tu?.
'fanculo! Io parlo di una banda di rabbini che
vuole trasferirsi qui, fianco a fianco con persone civili,
decenti.
E per civilt e per decenza intendi questo?. Zia
Mame prese un attimo fiato, come faceva quando
stava per dire qualcosa di serio. Avrei voluto morire,
ma al tempo stesso ero ammirato.
Claude, ho conosciuto, e conosco, decine di
ebrei, e purtroppo anche parecchi gentili che di loro
dicono le stesse cose che dici tu. Conosco quegli
insulti, dal primo all'ultimo. Come sono gli ebrei?
Ah, s, malvagi, avari, avidi, rumorosi, volgari, pacchiani,
dispotici. Ma devo ancora incontrarne uno
solo, dal pi miserabile ambulante della Prima strada
al pi ricco filantropo della Quinta, che ti batta,
su questo terreno.
Mame! ansim Mrs Upson.
Cristo santo, non intendo stare in casa mia a farmi
insultare un minuto di pi. Vttene via, torna a
Rabbinopoli e sbattiti tutti i rabbini che vuoi....
Chiudi quella boccaccia dissi saltando su dalla
sedia.
Mr Upson stramazz sulla sua con due occhi cos,
mentre Boyd si alzava, fulminandomi con lo sguardo.
Gloria si mise a urlare.
Ri... riprenditi l'anello e vttene! Vai a sposarti
un'ebreuccia, se ti piacciono tanto. Sarai molto pi
contento cos. Tanto non sei come noi, e non lo sarai
mai!.
Gloria....
Cara Gloria, Patrick non se ne rende ancora
conto, disse zia Mame alzandosi da tavola ma dovesse
vivere cent'anni, nessuno gli far mai un complimento
migliore. Ti ringrazio da parte sua. Ora
spero che mi scuserete. Patrick, vieni anche tu o devo
farmi chiamare un autista cristiano - anzi ariano,
se possibile?. 
No, no, vengo anch'io.
Partimmo a tutta velocit, lasciando che il vento
sulla faccia ci rinfrescasse le idee. Dopo un po' zia
Mame disse: Patrick, come sai, tutti gli anni spendo
parecchio in beneficenza. E per parecchio intendo parecchio.
Mmm.
Bene, che ne diresti se offrissi un bel po' pi di
quello che offrono Abe e Sylvia, comprassi quella
propriet e ci facessi costruire un ostello per i rifugiati ebrei?.
Direi che mi sembra un'idea fantastica.
Bene. Ci speravo.
Le baracche del Connecticut erano gi lontane, e l'anello di brillanti che avevo in mano mandava una luce fredda.
...
.
...
CAPITOLO 9.
...
.
...
ZIA MAME E LA CHIAMATA ALLE ARMI.
...
.
...
Nel crepuscolo della vita, all'Indimenticabile rimangono
solo la casa, il giardino e il gatto. Il frugoletto
 cresciuto, si  sistemato, e tutti le dicono che
l'ha tirato su bene, ma proprio bene. L'Indimenticabile
ha i suoi amici, i suoi passatempi, persino i
suoi affari, e tutto lascia pensare che le vada bene
cos. E invece no. Tant', le mancano i dolci passettini
sul parquet, e allora cosa fa? Si prende in casa
due frugoletti e ricomincia tutto daccapo.
Il colpo di scena dovrebbe lasciare il lettore di
stucco, ma certo non lascia di stucco me. Zia Mame
non si sarebbe mai scomodata per cos poco, e infatti
di frugoletti se ne prese in casa sei, e non solo,
gli sopravvisse.
Dopo la restituzione dell'anello il mio cuore era
ufficialmente infranto, bench in realt sospetto
non fosse neppure incrinato. Ma dopo un passo
drastico come la rottura di un fidanzamento, per ristabilire
l'equilibrio ce ne vuole uno altrettanto drastico.
Nel mio caso, decisi di andare in guerra. L'Europa
c'era gi, e per l'America sembrava questione
di minuti. Riportai l'anello a Cartier e il giorno stesso
mi arruolai nel Field Service. Due settimane dopo,
mentre zia Mame piangeva a Washington Square,
ero su una nave diretta in Nordafrica.
Forse non bisognerebbe dirlo, che uno in guerra si
 divertito, ma per me  stato cos. La vita nei servizi di
sussistenza era per met noiosa e per met emozionante.
Mi ha dato modo di vedere un sacco di facce
nuove, e posti nuovi. Tranne che in rare occasioni
non era richiesto n di scattare sull'attenti n di salutare
al cappello, e pericoli veri non ne ho mai corsi.
Quando c'era da lavorare si lavorava duro, ti sparavano
addosso e ti toccava mangiare galletta e carne in
scatola. E quando c'era da divertirsi, ci si divertiva altrettanto
duro, cio ci si piazzava allo Shepheard's
Htel e si flirtava con Queen Farida al Turf Club.
Zia Mame mi scriveva quasi tutti i giorni. All'inizio
erano lunghe epistole su un unico argomento, quanto
si sentisse sola e inutile. Il che mi rattristava, e mi faceva
anche sentire un po' in colpa. Ma a dicembre, dopo
Pearl Harbor, il tono della corrispondenza cambi di
colpo. Ora zia Mame mi parlava solo delle sue nuove
attivit, e sentendola improvvisamente pi bellicosa di
Alessandro Magno cominciai a temere il peggio.
All'El Morocco ho venduto pi buoni io di
chiunque altro scriveva in una lettera. La settimana
prossima mi danno l'Iridium Room per vedere
se riesco a convincere i pesci grossi. Di solito pi soldi
spendono e meno buoni comprano, ma col patriottismo
li incastro, vedrai. Oppure: Ieri notte,
durante il nostro primo oscuramento, ho pattugliato
Washington Square. Accidenti, con le luci spente
ti rendi conto che sopra New York ci sono le stelle!.
Oppure ancora: Ho battuto il record cittadino
di arrotolamento bende, per adesso basta, ho
cose pi importanti da fare. Le Volontarie mi hanno
chiamato a far parte del comitato, anzi a presiederlo.
E: Sono furiosa, affranta, mi viene da piangere.
Il corpo delle Ausiliarie mi ha scartato! Il sergente
al reclutamento sostiene che sono troppo vecchia!
Be', meno male, pensa se fossi in giro da quando
quella vecchia lesbica aveva diciott'anni.
Aveva pi divise di un generale a quattro stelle. Occupava
posizioni di spicco in ogni comitato di amazzoni
newyorkesi, e aveva trasformato casa sua in una
specie di centro di coordinamento. Con tutto questo,
trovava il tempo di comprarmi un sacco di cose.
Tonnellate di delikatessen viaggiarono al mio sguito dall'Africa
all'Italia: biscotti e caviale, praline e pt, scatolette
di pollo, aragosta, granchi e tartarughe. E nel
caso qualcuno temesse che zia Mame fosse diventata
troppo pragmatica, niente paura, sull'etichetta di
certi barattoli di fragole si leggeva: Far marinare
nello champagne, con fette di lime sottilissime. Conservare
in frigorifero. Deliziose col fagiano. Un'altra
volta mi arriv una cassa che conteneva esclusivamente
boccette di non ricordo pi quale medicinale,
con due diverse prescrizioni, Un cucchiaio prima
dei pasti e Applicare sull'area irritata prima di coricarsi.
Persino io rimasi un po' sconcertato, almeno
fino a quando non diedi una sniffata al liquido e
scoprii che si trattava di banale whisky comprato coi
buoni, ma astutamente occultato per aggirare le restrizioni
delle poste americane.
Col passare dei mesi, tuttavia, mi sembrava che la
ragazza si stesse facendo un tantino irrequieta. Nel
1944, una lettera mi raggiunse nel greto di un fiume
in secca proprio sotto Montecassino.

Adorato Patrick,
non so perch negli ultimi tempi mi sono sentita
tanto triste, ma  cos. Questa casa vuota, quest'atroce
solitudine anche in mezzo alla folla. Naturalmente
il mio lavoro non mi lascia un attimo libero, ma 
talmente, talmente impersonale. So bene che una
donna si realizza solo con la maternit, e...

Furono le ultime parole che lessi. Ci fu un tremendo
sibilo, seguito da un'esplosione. Mi risvegliai
in un ospedale inglese di Caserta, e vicino a me
c'era un infermiere molto malinconico che continuava
a ripetermi: La gamba per fortuna te l'abbiamo
salvata, ragazzo mio. Ti va un'Ovomaltina?.
In maggio la nave ospedale approd a New York.
Ringraziai i dottori e le infermiere che mi avevano
accudito durante la crociera transoceanica, declinai
l'invito di un'ambulanza della Croce Rossa, e zoppicai
via dal molo. Poi, fingendomi pi malconcio di
quanto in realt fossi, riuscii a infilarmi su un taxi
scassatissimo e mi feci portare a Washington Square.
Arrivai davanti al portone nel preciso istante in cui
zia Mame ne usciva, in un abito grigio che la rendeva
particolarmente eterea.
Tesoro! url. Tesoro mio!. Mi gett le braccia
al collo e scoppi in lacrime. Quindi mi trascin
nel soggiorno deserto, e prepar due gin cubani
molto carichi. Alleluia! url, lanciando una copia
di Stendhal dall'altra parte della stanza. Stavo per
andare all'ospedale - sai, leggo Il rosso e il nero ai nostri
ragazzi -, ma adesso che sei tornato, adesso che sei
tornato, mi sento finalmente pronta per la pi grande
sfida che abbia mai dovuto affrontare. Oh, tesoro,
 davvero un segno del destino. Con te al mio
fianco - gamba gigia e tutto - sento che finalmente
posso smettere di vivacchiare nelle retrovie. S, sento
che sono pronta per il fronte.
In che senso? Vuoi arruolarti?.
Oh, Patrick,  appena successa una cosa fantastica.
Cio, atroce in assoluto, ma fantastica per me.
S, con te vicino potr intraprendere la missione cui
ogni figlia di Eva  chiamata.
Ma si pu sapere di che parli?.
 una notizia fresca di stamattina. Dunque, a
quanto pare, a Southampton c'era una certa signora
Armbruster - vedova anche lei, ma secoli pi vecchia
di me - che si era presa in carico sei adorabili profughini
inglesi per tutto il tempo della guerra. E
proprio oggi il mio comandante delle Volontarie mi
ha chiamato per comunicarmi che la povera Mrs Armbruster
 schiattata. Non  meraviglioso?.
S, certo. Ma che male ti aveva fatto?.
Oh, niente, tesoro, era una santa. Il fatto  che il
mio comandante mi ha chiesto se per caso non volevo
prendermi uno... o magari anche due... di loro,
e io certo che avrei voluto, ma non osavo. Per,
adesso che tu sei qui, e mi fiss con gli occhi lucidi
so che posso offrire a tutti e sei non solo una madre,
ma anche un padre.
Calma, calma, stai a sentire... provai a dire.
Troppo tardi, si era gi attaccata al telefono.
Quando voleva zia Mame era un fulmine, e nel giro
di dieci giorni aveva gi affittato una casa a Long
Island, spedito tutta la servit - tranne Ito, che in
quanto giapponese avrebbe destato qualche sospetto -
a fabbricare bombe e proiettili, chiuso la casa in
citt, e comprato qualche baule di vestiti da campagna
e una giardinetta usata, per circa il doppio di
quello che le sarebbe costata nuova. Quindi si era
dimessa da tutti i suoi incarichi paramilitari per dedicarsi
a tempo pieno al suo nuovo ruolo. Quanto a
me, non ero neppure riuscito a dirle che non intendevo
allevare sei marmocchi: prima che mi desse
modo di farlo, la giardinetta con Ito alla guida aveva
gi imboccato il viale d'accesso di quella che, per
tutto il periodo dell'incarico, sarebbe stata la nostra
residenza.
Al solito, zia Mame non aveva fatto le cose a met.
La casa che aveva affittato faceva colpo, devo ammetterlo.
Si chiamava Peabods Tavern, ed era
un'autentica locanda prerivoluzionaria di una ventina
di stanze. Non  che avesse un'atmosfera - era atmosfera,
quintessenza di atmosfera. Vicino alla porta
d'ingresso cinque targhe ricordavano i trattati siglati
all'interno, la venerabile et e l'altrettanto notevole
stato di conservazione della struttura, e altre
notizie di rilevante interesse storico. Dal punto di vista
paesaggistico era un posto incredibile. Il prato
sembrava un gigantesco green.
Dopo averci ricordato per quattro volte che la sua
famiglia viveva l da dieci generazioni, Miss Peabody
in persona ci aveva autorizzato a superare la doppia
porta. Era una vecchietta magrolina, di uno snobismo
devastante. Dopo un minuto scarso di convenevoli
ci aveva rivelato di appartenere a una serie di sodalizi
pallosissimi, tipo le Figlie della Rivoluzione, le
Dame delle Colonie e le Discendenti del Mayflower.
Quindi aveva ripercorso per nostra edificazione tutti
i principali eventi storici di cui quelle mura erano
state teatro negli ultimi due o trecento anni, ci aveva
descritto il pellegrinaggio di cui la casa ogni primavera
era fatta oggetto da parte di un gruppo di
cultori del passato, e aveva trascinato davanti a noi,
con una certa fatica, un immane album pieno di foto
delle stanze pubblicate su Antiques, House
and Garden, Country Life e in altre sedi non
meno prestigiose.
A seguire, Miss Peabody ci aveva servito una colazione
tanto leggera quanto perfida, quindi ci aveva
accompagnato a fare un giro delle stanze, richiamando
di volta in volta la nostra attenzione sulla
tappezzeria Revere autentica, sulle autentiche sedie
Windsor, sui ritratti di vari Peabody ahim estinti
tutti eseguiti da Copley, e infine sulle travi originali
del soffitto e sui listelli del parquet, originali anch'essi.
Toccava ogni cosa, dalle pentole di rame ai
boccali di peltro, come fosse una reliquia della santa
croce. Intanto zia Mame, nella parte della perfetta
gentildonna di campagna - cio coperta di tweed
da capo a piedi, e con tanto di bastone - continuava
a fingere interesse, ma si produceva in una terrificante
sequenza di sbadigli.
Dopo averci sbalordito per due ore secche, Miss
Peabody ci aveva consegnato un inventario dei beni
che ci venivano affidati, dal quale risultava che il valore
degli arredi era di poco inferiore ai centosettantamila
dollari. Quindi aveva ripetuto per la quarta
volta che prima di allora non le era neanche venuto
in mente di affittare la casa, ma siccome zia
Mame era la signora che era, e le tasse di guerra anche,
aveva deciso di fare un'eccezione. E, fra parentesi,
di spillare a zia Mame cinquecento, dicasi cinquecento,
bigliettoni al mese.
Non  un posto un po' delicato per una banda
di ragazzini? avevo provato a chiedere.
L'occhiata di zia Mame poteva solo significare: sei
impazzito? Ma Miss Peabody era talmente presa a
mostrarci un lampadario di vetro soffiato che non
aveva sentito niente. Bene, Mrs Burnside, io allora
me ne andrei aveva detto infilandosi i guanti.
Non posso dirle quanto mi renda felice poter offrire
a due veri conoscitori l'opportunit di vivere qui.
Zum-zu. Su questo si era infilata in macchina, e
arrivederci.
Un attimo dopo, zia Mame si era tolta la giacca di
tweed, si era asciugata la fronte, aveva preparato
due bicchieri belli forti, e percorreva in lungo e in
largo le enormi stanze della locanda. Oh, caro, non
adori anche tu questo posticino di carattere? Certo
non  al livello di casa Upson, ma antico lo , e anche
autentico, e accogliente. Non vedo l'ora di andare
all'emporio, comprare qualche secchio di vernice
e ridipingere tutto in sublimi toni pastello - insomma
di rifarla da cima a fondo. Sai, oggi gli psicologi
danno un sacco di importanza alla terapia
del colore. E pensa che balsamo per quelle creaturine
sconvolte dalla guerra, per i loro nervi scossi,
entrare in queste vecchie stanze, cos riposanti.
Come la prender Miss Peabody?.
Non ne ho la minima idea, del resto non gliel'ho
ancora detto mi rispose scrollando la cenere
in una coppa Worcester.
Non gliel'hai detto?.
Ho pensato che sarebbe molto pi divertente
farle una sorpresa.
E pensi che Miss Peabody abbia il tuo stesso concetto
di divertimento?.
Patrick, sei sempre cos rigido. Vedo che neppure
la guerra ti ha ammorbidito.
Di solito non  che la guerra ammorbidisca.
Be', se solo tu... Oh, santo cielo, disse gettando
un'occhiata all'orologio se vogliamo arrivare a
Southampton in tempo per prendere i piccini dobbiamo
volare. Ho detto a Miss Pringle che saremmo
stati l alle tre in punto, e lei e i bambini si saranno
gi preparati. Bisogna che siamo di ritorno per l'ora
del t. Ah, dobbiamo assolutamente abituarci a
prendere il t tutti i giorni.  fondamentale che
questi piccoli britannici, strappati alla loro terra,
non perdano il contatto con le tradizioni. Abbandonare
un comportamento acquisito durante gli anni
della formazione  un fatto molto negativo dal punto
di vista psicologico.
Erano quasi le quattro quando arrivammo alla trista
magione della defunta Mrs Armbruster. Da lontano
era imponente, ma avvicinandosi prendeva
un'aria cupa e derelitta. Mi sembrava abbastanza
strano che una santa del nostro tempo, un faro della
nostra societ, avesse lasciato andare cos in malora
la casa in cui viveva, ma forse, chiss, c'era stata costretta
dalla guerra. Sul prato un gruppo di ragazzini
giocavano a rincorrersi; e sul sentiero camminava
avanti e indietro una donna con l'aria disperata.
Allo-! trill zia Mame. Lei  Miss Pringle?
Sono venuta a prendere i ragazzi!.
Dio sia lodato! Non ci credo che posso andarmene
rispose la donna.
Mia cara, la capisco. Per i piccini deve essere stato
terribile rimanere cos a lungo in questa casa di
dolore dopo la, uh, la dipartita della povera signora
Armbruster.
Oh, la signora  stata fortunata disse Miss Pringle,
anche se zia Mame si era gi distratta. Bene, forse 
venuto il momento di radunarli. Ragazzi, venite qui e
saltate a bordo grid. Nessuno le diede retta. Santo
cielo, sbuff per una volta mi sarebbe piaciuto
che questi mocciosi viziati mi avessero risposto alla
prima. Ehi, Edmund, smettila di saltare la cavallina,
raduna la banda e vieni qui. Albert, tu ccupati di
Margaret Rose. No, non ho detto di buttarla per terra,
ho detto... Gladys! Che ti pigli un colpo!.
Guarda guarda, comment zia Mame a quanto
pare qui c' una donna che non ama i piccini, e
che non sa da che parte prenderli. Che tristezza.
Bisogna che le inculchi qualche elementare principio
di psicologia infantile.
Magari prima di cominciare il corso aspetta che
sia riuscita ad infilarli in macchina.
Oh, ma che tesorini. Bianchi e rosa come tutti
gli inglesi. Prodigi della Yardley tub zia Mame.
Zia Mame era miope, e troppo vanitosa per portare
gli occhiali; ma ai miei occhietti di falco non era
sfuggito che creme e saponi Yardley non dovevano
pi essere gli stessi, se davano quei risultati. Di fatto,
ci avevano consegnato i tipici ragazzini tarchiati,
ginocchiuti e scheletrici delle periferie londinesi, e a
quanto pare neppure il quinquennio con la santa
era stato un toccasana.
In un modo o nell'altro Miss Pringle era riuscita a
metterli tutti e sei in fila davanti alla macchina. Con
un sorriso estremamente compiaciuto, zia Mame li
arring in un tono da nonnina delle fiabe: Buon
pomeriggio, miei piccoli cuginetti inglesi. Mi chiamo
Mame Burnside, ma voi dovrete chiamarmi sempre
e solo zia Mame.
Chiavarmi disse il pi vecchio in puro cockney.
E tutti gli altri scoppiarono a ridere.
Zia Mame non se l'aspettava, ma decise di ridere
anche lei. In fondo una bella risata, disse rivolta a
me  sempre la miglior medicina. E questo prosegu
con un gesto ampio  mio nipote, appena
tornato dal fronte, dove  stato ferito combattendo
al fianco delle forze britanniche.
Qualcuno si lasci scappare un rumore poco
cortese.
Ora, prosegu zia Mame dal momento che
dovremo vivere insieme fino a che la luce torner a
rischiarare questo nostro mondo....
Che due palle, ancora 'sta solfa disse la ragazzina
pi grande.
Come stavo dicendo, riprese zia Mame, a voce
leggermente pi alta dal momento che per qualche
tempo vivremo insieme, mi piacerebbe sapere i
vostri nomi. Il tuo, ad esempio fece rivolta in tono
molto affabile al ragazzo pi grande.
Per te sono Jack lo Squartatore, pupa rispose
quello mostrando a tutti una fila di denti guasti. Gli
altri erano a lacrime.
Come va, Jack?.
Macch Jack, intervenne Miss Pringle si chiama
Edmund Jenkins, e credo sia l'individuo di sesso
maschile pi abietto mai apparso sul pianeta.
Jack o Edmund, va bene lo stesso disse zia Mame
radiosa. E tu, come ti chiami? fece rivolta ad una ragazzina
molto sviluppata.
Lady Iris Mountbutten, vostra grazia ghign
lei.
Miss Pringle perse la calma. Fece un passo avanti e
moll un ceffone alla ragazza. Gladys Martin, brutta
carogna, cerca di comportarti come si deve!.
Miss Pringle, per favore, disse zia Mame se la
bambina preferisce che la chiami Iris, per me va bene.
E tu? chiese alla ragazzina successiva.
Diglielo senza fare la scema le ingiunse Miss
Pringle.
Enid Litde, zia.
Oh, ma che dolce. Sei proprio una bambina
adorabile.
Gladys/Iris sghignazz con aria perfida.
Io mi chiamerebbi Albert, zia, intervenne una
vocetta e questa qui  la mia sorellina Margaret
Rose. Albert era un delinquentello raggrinzito e
adenoideo, mentre la sua sorellina, la pi giovane
del gruppo, era una frugoletta di circa sei anni con
due occhi enormi.
Felice di conoscervi disse zia Mame con l'aria
pi gentile che le avessi mai visto. Gi so che Margaret
Rose diventer la nostra principessina.
Ma se  una stronzetta schifosa.
Zia Mame si volt verso chi aveva parlato. Ehi, tu,
s, tu con quei bei capelli rossi, non ti piace la nostra
principessina?.
Nah.
Be', prova a dirmi come ti chiami.
Nah.
Lui sarebbe Ginger sugger Albert.
Lieta di conoscerti, Ginger. Qua la mano disse
zia Mame porgendogli la sua.
Nah.
Bene, se non vuoi non darmela. Ora che ne dite
di andare tutti insieme a prenderci un t nella nostra
nuova casa?.
Per qualche minuto ci fu una specie di inferno,
poi i ragazzi ammucchiarono i bagagli nella giardinetta,
e immediatamente dopo ci si inzepparono loro.
Miss Pringle si sistem davanti, vicino a zia Mame,
e io dietro, vicino a Gladys/Iris, con gli altri ragazzi
uno sull'altro intorno a noi. Giuro che per tutto il
viaggio Gladys cerc di farmi piedino.
Attraversando Quogue arrivammo a un passo da
una rissa generalizzata, ma zia Mame riusc a evitare
lo scoppio delle ostilit gridando: Cantiamo! Che
cosa vi piacerebbe cantare?.
Vieni mia bella vieni, vieni l fra l'ortica erutt
Edmund. Ti mostrer la fi.... Miss Pringle si volt
di scatto pronta a colpire, ma di nuovo zia Mame
riusc a placare gli animi. Edmund, mi sa che non
la conosco.
Io s confessai.
Alla fine optammo per Begin the Beguine. Era stata
una richiesta di Gladys, che durante l'esecuzione mi
sussurr: Questa canzone mi mette sempre un certo
friccico, non so se mi spiego.
Per le sei eravamo alla Peabods Tavern. Ito aveva
disposto i fiori nei vasi secondo i dettami
dell'estetica giapponese, ma dopo un quarto d'ora di
permanenza dei ragazzi nella casa era chiaro che
avrebbe potuto risparmiarsi la fatica.
Dunque, ragazzi, attacc zia Mame con una
punta di nervosismo nella voce per prima cosa direi
che dobbiamo dividerci le stanze. In questa bella,
vecchia casa ce ne sono un sacco. Innanzitutto, vi
piace questa casa?.
Nah rispose Ginger.
Bene, Ginger, imparerai ad apprezzarla disse
zia Mame, diplomatica. Era una locanda, sai, al
tempo in cui questo grande Paese era in guerra
con... insomma, una volta era una taverna molto famosa.
Ora direi che possiamo proprio sceglierci le
stanze. Prese a salire imperiosamente i gradini,
seguita dalla ragazzaglia che rumoreggiava. Prima le
signore. Gladys, dove ti piacerebbe dormire?.
Con lui rispose Gladys indicandomi.
Purtroppo, temo che nella stanza di Patrick ci sia
un letto solo, sai.
Pazienza rispose Gladys strizzandomi l'occhio.
Bene o male riuscimmo a distribuire le stanze del
secondo e del terzo piano. Ora, disse zia Mame
se per favore disfate le valigie e vi lavate, possiamo
prendere il t tutti insieme in biblioteca. Patrick,
vieni con me. E anche lei, Miss Pringle, lasciamo
che i tesorini si ambientino. Miss Pringle e io la seguimmo
di sotto. Dunque, Miss Pringle, per lei
avrei riservato una stanza al piano terra, per farla
stare un po' in pace una volta ogni tanto. Ma non
ha portato dentro le valigie?.
Ovvio che no.
Ma, Miss Pringle, non....
Mrs Burnside, ero sicura di aver capito che si sarebbe
occupata lei di tutto. Io torno a New York.
Ma, Miss Pringle, io pensavo che sarebbe rimasta
in veste di supervisore, un po' come faceva con
Mrs Armbruster. Il suo stipendio sarebbe....
Mi ascolti bene, mia cara. Non passerei un'altra
notte sotto lo stesso tetto con questi assassini neanche
per un milione di dollari.
Ma Miss Pringle, disse zia Mame un po' confusa
chi si occuper di lavarli, di vestirli, e roba del
genere? Io ero convinta che....
Io no. Mi stia a sentire, Mrs Burnside. Capisco il
suo atteggiamento.  molto patriottico e molto altruista.
Il mondo libero, tutti fratelli, lo so a memoria.
Un anno fa la pensavo anch'io come lei. Ero appena
uscita dalla Hunter - una rispettabile psicologa
di ventun anni. Mi guardi adesso, guardi i miei capelli:
grigi. Sa quante ragazze mi hanno preceduto?
Sedici, io sono la diciassettesima in cinque anni.
Quella prima di me ha avuto un crollo psichico, dovrebbe
vedere in che stato . Comunque, per quanto
mi riguarda otto mesi con questi mostri bastano e
avanzano. E non c' neanche bisogno che mi accompagni
alla stazione, mi ha pagato lo stipendio, va
bene cos. Mi spiace che non sapesse a cosa andava
incontro, mi spiace davvero, ma stanotte sar a New
York dovessi andarci a piedi. Sa cosa le dico, andrei a
piedi fino in Texas, pur di non vedere mai pi
quelli disse indicando col pollice le scale. Buona
giornata e buona fortuna, spero solo che non finisca
sottoterra come Mrs Armbruster. E prese la porta.
Cos rimanemmo soli, noi due, Ito e quei sei piccoli
selvaggi che urlavano a squarciagola. E che odiavano
il t. Non la voglio quella tazza di moccio disse
Edmund pretendendo un bicchiere di Coca. La
stufa della cucina, che naturalmente era un pezzo
d'antiquariato, aveva subito preso in antipatia sia Ito
sia zia Mame. Dopo essersi bruciata, la zia aveva bruciato
anche la minestra, e si era tagliata preparando
un panino. Poi aveva commesso un gravissimo errore,
e cio aveva dato ai ragazzini quelle stesse arance
che per giorni avrebbero continuato a stillare gocce
di succo e semi dalle travi d'epoca di Miss Peabody.
Spaventato a morte, e troppo sconvolto per rendersi
utile, Ito si era barricato in cucina. Alla fine zia Mame
e io ci ritrovammo a fare i piatti.
Ora vai di l e gioca un po', caro. Un'oretta direi,
e poi tutti a nanna fece zia Mame tentando di
sembrare allegra.
Sei sicura di farcela? dissi tetro asciugando le
inestimabili porcellane di Miss Peabody.
Ma certo che ce la faccio, col tuo aiuto. E sai cosa?
Sono proprio contenta che quell'essere, quella
Pringle, si sia tolta dai piedi. I bambini non sapeva
proprio prenderli. Vanno guidati, non comandati a
bacchetta. Questo sempre, figrati quando sono reduci
da un'esperienza traumatica. Tu pensa quello
che hanno sofferto, le bombe, il terrore, il senso di
insicurezza. Essere strappati al proprio nido e sbattuti
in una terra straniera, per poi finire nelle mani
di un manipolo di mercenari come Miss Pringle,
gente che ha in testa solo lo stipendio. Oh, vedrai, la
mia amorevole comprensione e la mia guida dolce
ma ferma faranno miracoli. Dopo una pausa, aggiunse:
Naturalmente c' bisogno di un uomo in
casa, specie se quell'uomo ha combattuto con gli inglesi,
il che ne fa un eroe, agli occhi dei piccini.
Comunque alle brutte ho portato un interessantissimo
libro di pedagogia. Bisogna che tu lo legga stasera
stessa, non c' un minuto da perdere.
Poco ma sicuro. In soggiorno i piccini avevano cominciato
a giocare, e come avrei imparato nel giro
di un paio di giorni i giochi che si svolgono in silenzio
sono quelli pi pericolosi. Entrando nella stanza
in punta di piedi trovammo le ragazze allineate contro
la parete, le mani sui fianchi, tutte una mossetta
oscena, coi ragazzi che gli sfilavano davanti studiandole
molto attentamente.
A cosa giocate, Albert caro?.
Al ponte di Waterloo, zia rispose Albert con
aria furbastra.
E come funziona?.
Le ragazze sono le prostitute, e noi le
scegliamo.
Zia Mame rimase a bocca aperta, letteralmente.
Per te bastano due penny, zietta? le disse Edmund
con un ghigno viscido.
Guarda che finisci male! lo assalii.
Patrick, per favore. Non dimenticarti in che stato
di nervi sono questi bambini disse zia Mame.
Dunque, ragazzi, credo che con questo gioco possiamo
fermarci qui.  ora di andare a dormire, e abbiamo
tutti quanti bisogno di riposo, cos da essere
pronti per tutte le cose belle che ci aspettano domani.
Adesso Patrick e io vi aiuteremo a spogliarvi.
Sono abbastanza grandi per spogliarsi da soli
borbottai.
La prima sera  importante mi sibil zia Mame.
Aiuta noi a stabilire una relazione intima, e loro a
fissare una figura materna, e paterna.
Quando salimmo al piano di sopra si cre subito
parecchia confusione circa chi dovesse spogliare
chi. Edmund, che aveva quindici anni ed era molto
pi sviluppato di quanto sarebbe stato auspicabile,
voleva solo zia Mame, e Gladys solo me. Gli facemmo
capire che non era aria. Cominciai da Albert.
Credo fosse quello che mi stava pi sulle scatole, anche
se era una bella lotta. Per era anche il pi manovrabile,
perch in quanto verme leccaculo sbruffone
e codardo era sempre pronto a guadagnarsi
qualche punto. Mentre lo trascinavo nella vasca da
bagno abbrancai anche Ginger, il ragazzino di otto
anni pi cupo, triste e negativo che avessi mai incontrato.
E feci per prendere anche Edmund.
Toccami e sfondo i muri a urla ringhi.
Non c' problema, vai a letto da solo.
Forse ci vado, forse non ci vado.
Secondo me forse ci vai dissi agguantandolo
per la spalla.
Toglimi quella manaccia dalla spalla e succhiami
'sto cazzo disse cercando di sgusciarmi via.
Okay, Edmund gli dissi. Guarda qui, niente
mani!. Presi la rincorsa e gli mollai un calcio nel
sedere da farlo volare per tutta la stanza. Purtroppo
avevo usato la gamba sbagliata, ma il gioco valeva la
candela. Edmund si infil sparato sotto le coperte.
A mezzanotte guadagnai finalmente il letto, dove
mi dedicai alla lettura del Bambino nel ventesimo secolo.
Avevo appena attaccato un capitolo altamente
istruttivo - Masturbazione: peccato o sintomo? -
quando sentii grattare alla porta.
Chi ?.
Io. Gladys.
Cosa vuoi?.
Ho freddo.
L'armadio  pieno di coperte.
E su, che cazzo, rincoglionito d'uno spilungone,
sbattimi a letto e dammi una bella ripassata gorgogli
Gladys in modo molto poco attraente.
Se non te ne torni subito in camera ti scaldo il
fondoschiena al punto che non ti ci potrai sedere
per un anno.
Sadico ridacchi, allontanandosi in punta di
piedi.
Non ho mai passato un'estate del genere in tutta
la mia vita. Se avesse conosciuto quei suoi piccoli
compatrioti, Churchill si sarebbe immediatamente
alleato con Hitler. Gladys, a tredici anni, era una
ninfomane esibizionista. Edmund, a quindici, era
un delinquente matricolato, con un problema di
alitosi e un altro, piuttosto grave, di priapismo. Perch
non si accoppiassero tra loro sfuggiva alla mia
comprensione, ma certo sarebbe stata la soluzione
migliore. Il fatto era che Edmund aveva un debole
per zia Mame, e Gladys per me.
Enid, anni undici, era cleptomane, e ogni volta
che spariva qualcosa per trovarla bastava andare in
camera sua. Ginger era un figlio illegittimo, e la
smentita vivente della vecchia teoria secondo la quale
i figli dell'amore sono pi amabili degli altri. Non
gli ho mai sentito pronunciare la parola s, neanche
una volta. Di Albert, dieci anni, posso dire solo che
era spregevole, mentre la sua sorellina Margaret Rose,
forse il meglio fico del bigoncio, faceva pip a letto
tutte le notti, e non c'era verso di farla smettere.
Zia Mame continuava a fare affidamento sulle sue
armi segrete e sulla sua psicologia. A sentir lei io
non me ne accorgevo, ma i ragazzi stavano facendo
grandi progressi. Mah. L'unica certezza era che i tesori
di Miss Peabody sparivano talmente in fretta
che non me ne rendevo neanche conto. Il ritratto di
un certo colonnello Peabody dipinto da Sully venne
usato come bersaglio per le freccette. L'inestimabile
ritratto di una certa Miss Chastity Peabody si ritrov
abbellito da un bel paio di mustacchi e da un
barbone patriarcale. Ogni sera calcolavo sull'inventario
l'ammontare dei danni; nel loro giorno di gloria
i ragazzi erano riusciti a causarne per quarantamila
dollari, in quello meno fortunato per miseri
trecento. Per quanto ricca fosse zia Mame, mi si gelava
il sangue nelle vene. Neanche gli esperimenti
con la terapia del colore sembravano ottenere i risultati
sperati. Nel corso dell'estate le tappezzerie
d'epoca vennero ridipinte una decina di volte. In
una prima fase zia Mame aveva cercato di introdurre
i ragazzi ai segreti della bellezza, lasciando che
fossero loro a scegliere i colori. Ma alla fine si era
capito che il colore non faceva alcuna differenza:
sulle pareti dipinte di chiaro i ragazzi scarabocchiavano
oscenit a matita, su quelle scure usavano il
gesso. Tagliarono tutte, e dico tutte, le gomme della
giardinetta, e zia Mame, che per ragioni patriottiche
rifuggiva da qualsiasi cosa fosse anche lontanamente
sospettabile di mercato nero, fu costretta a
spendere una fortuna in un treno di pneumatici
nuovi. Il meraviglioso giardino di Miss Peabody venne
letteralmente sventrato. Una alla volta, le finestre
di vetro soffiato andarono a farsi benedire. Come
per effetto di un sortilegio le sedie Chippendale,
la cassapanca di quercia e i letti a baldacchino si
sfaldarono. Nel tentativo di strapparla alle pagine di
Silver Screen, e di indirizzare la sua attenzione
verso qualcosa di pi formativo e duraturo, zia
Mame decise di mandare Gladys a lezione di piano,
almeno fino alla sera in cui la stessa Gladys decise di
improvvisare un recital, sedette alla spinetta di Miss
Peabody e attacc il primo accordo di That Old Black
Magic con un impeto tale da far saltare tutti i tasti.
Fine delle riserve su Silver Screen.
Ma la perdita pi dolorosa fu quella di Ito. Bench
provassero, e talvolta manifestassero apertamente,
una certa simpatia per Hitler, i ragazzi consideravano
quell'anima buona e inoffensiva il loro
nemico numero uno. Lo chiamavano ammiraglio,
oppure Togo, e tentavano in tutti i modi di trasformare
la sua vita in un incubo. Una volta lo trovai
ammanettato nelle vecchie stanze degli schiavi, sopra
la cucina. Un'altra volta i ragazzi gli versarono
nel sukiyaki il cemento che si erano procurati nel
capanno degli attrezzi. Ma l'ultima goccia fu spalmare
i gradini sul retro di margarina. Ito ci scivol
sopra, e si ruppe la gamba in tre punti. Mi ricordo
ancora la corsa in giardinetta fino all'ospedale di
Port Jefferson, con Ito e zia Mame che ululavano sul
sedile posteriore. Me la ricordo anche perch fu
l'inizio di un'assenza durata sei mesi, e di un'incessante
processione di fantesche. Ricordo un'Ofelia,
una Celia, una Delia; Jessie, Bessie e Tessie fecero una
velocissima comparsata; Mary, Margaret, Maude,
Madeleine e Maureen varcarono la soglia di Miss
Peabody per uscirne dopo una frazione di secondo.
L'ultima della serie, Anna, resistette una settimana,
e al momento di andarsene, prima di farsi accompagnare
alla stazione, ritenne di dover dispensare a zia
Mame qualche parola di conforto: Li chiuda in casa,
apra il gas, e se ne vada.
Come ovvio, la colonia estiva di Long Island aveva
fatto ponti d'oro a zia Mame. A giugno eravamo invitati
a cena quasi ogni sera. Molto gentilmente una
grande dame ci aveva addirittura procurato l'accesso
a uno stabilimento balneare, ma dopo un solo giorno
in spiaggia coi ragazzi zia Mame aveva ricevuto
una lettera dal Comitato dei Soci che cominciava
cos: Voi e vostro nipote sarete sempre i benvenuti,
ma per quanto riguarda i ragazzi.... Non mettemmo
pi piede in spiaggia. Alcune giovani matrone
arrivarono persino a mandare i loro pargoletti a giocare
coi nostri - una volta. Entro luglio zia Mame e
io eravamo diventati, nell'intero territorio della
contea, due intoccabili.
Una settimana dopo averci rilasciato la tessera, la
biblioteca locale ce l'aveva revocata. I ragazzi si erano
consolati facendo a pezzi tutti i documenti storici
rilegati in cuoio che la biblioteca di Miss Peabody
ospitava. Nessuno di loro andava pazzo per la lettura,
e anche quelli che zia Mame chiamava gli incanti
di Tespi, e su cui molto contava, si erano rivelati
uno spreco di denaro. Una sera zia Mame li
aveva spediti in massa a vedere What a Life nel teatrino
del luogo; alla fine del primo atto erano gi di ritorno,
banditi per sempre dal locale. Analogo embargo
venne dichiarato dalla drogheria, dalla gelateria,
dal ristorante, dal campo sportivo, dalla pizzeria
e dal bordello. Ai ragazzi piacevano i film, ma
era un amore non corrisposto. Restituendomi i soldi
dei biglietti, il padrone del cinema mi aveva detto:
Non crediate che non capisca cosa state cercando
di fare, lo capisco e lo ammiro. Ma io devo pur
mangiare. Guardate le mie poltrone, quelle canaglie
le hanno fatte a striscioline. E finch non finisce
la guerra non posso neanche sostituirle.
A parte le spese per il vitto, l'alloggio, i vestiti, e le
riparazioni degli infiniti danni, zia Mame spendeva
una fortuna in dottori. Siccome si era fissata che i ragazzi
dovevano tornare in Inghilterra nelle migliori
condizioni possibili, ogni sabato faceva venire un medico
apposta da Stony Brook per una visita di controllo.
Si chiamava Potter, e aveva una visione dei ragazzi
molto pi realistica rispetto a zia Mame: Che
diamine, ripeteva ogni volta non hanno niente di
grave; un bel giro sulla sedia elettrica e passa tutto.
Un altro paio di biglietti da mille se ne and per
le loro orrende boccucce. Per accompagnarli dal
dentista, e rimanere in ascolto delle loro grida di
terrore, era un privilegio cui non avrei rinunciato
per nulla al mondo. Il dentista riusc a portare a termine
l'incarico, ma subito dopo decise di ritirarsi a
vita privata: a quarantun anni era un uomo amareggiato,
finito, un vecchio.
Aspettavo l'inizio della scuola come avrei aspettato
la resurrezione dei morti. E alla fine l'alba di quel
giorno meraviglioso arriv. Sempre ammesso che
uno dei ragazzi non si fosse beccato un raffreddore,
o fosse stato sospeso per aver commesso qualche orribile
atrocit, avremmo avuto sette ore al giorno di
requie per cinque giorni alla settimana. Dovevamo
solo svegliare i bambini, preparare colazione e merende,
accompagnare tutti quanti a scuola, rassettare,
fare i letti, pulire i bagni, rimuovere dalle pareti
le oscenit di pi recente fattura, lavare, spolverare,
ordinare la spesa, supplicare il macellaio, controllare
la lavanderia, e poi saremmo stati liberi. Questo
finch durava la bella stagione, perch poi avrei dovuto
anche svuotare la caldaia - d'epoca -, buttare
la cenere, alimentare dodici caminetti, spalare la
neve, riparare per quanto possibile il mobilio di
Miss Peabody. Ma tant', continuavo a ripetermi
che non ero mai stato cos bene in vita mia, anche
se non  che ci credessi pi di tanto.
In un modo o nell'altro, comunque, l'inverno
pass. Ginger venne sospeso per tre volte. Enid,
beccata a rubare da Woolworth, torn a casa scortata
da un poliziotto. Margaret Rose si prese
un'infezione ai reni piuttosto seria e per simpatia
Albert pens bene di farsi venire una tonsillite.
Con vero piacere portammo entrambi in ospedale,
dove ad Albert vennero estirpate tonsille ed adenoidi
- meglio che niente. Un'altra volta Enid tent
di colpire a morte Ginger con le forbicine da
unghie di zia Mame, riuscendo solo a infliggergli
ferite lievi. Un comitato civico scrisse una lettera
contro Gladys in cui si parlava di adescamento sulla
Main Street, e non ho ragione di dubitare che
l'accusa, respinta con sdegno da zia Mame, fosse
assolutamente fondata. In marzo Edmund mise
nei guai una ragazza del posto, il cui padre minacci
di ucciderlo. Per parte mia non capivo perch
impedire a un genitore di dare libero sfogo alle
proprie emozioni, ma zia Mame prefer pagare. E
pagava, pagava, pagava.
Adesso ho imparato che i bambini danno comunque
un sacco di preoccupazioni, ma credo che anche
allora, se avessimo visto nei nostri almeno il barlume
di una qualit, una qualsiasi, saremmo passati
sopra alle difficolt. Purtroppo non ne avevano. Zia
Mame si preoccupava dalla mattina alla sera di loro
fingendo per pura bont d'animo di adorarli. Io no.
Io li odiavo dal profondo del cuore, e non mi importava
che si vedesse. Eravamo letteralmente prigionieri
in quella casa, e dopo sei mesi cominciavamo
a prendercela l'uno con l'altro, e a battibeccare
per i motivi pi futili, o anche senza motivo.
La domenica di Pasqua nell'aria c'era odore di
primavera, e in casa un puzzo ammorbante di gigli,
marmellata e classe all'ultima ora. I bambini si erano
divertiti da pazzi fracassandosi a vicenda sulla testa
le uova di cioccolata, e mandando in frantumi le
ultime porcellane di Miss Peabody. Come ogni domenica
c'era anche il dottor Potter, che aveva deciso
di fermarsi. Zia Mame, che nel frattempo era diventata
una cuoca di prim'ordine, aveva preparato
una cena straordinaria - o meglio, che sarebbe stata
tale se Margaret Rose, arrivati al dolce, non avesse
vomitato.
Il dottor Potter la visit di nuovo e decise di metterla
a letto. Probabilmente non  nulla, disse
ma tenetela a riposo per un paio di giorni. Ha una
gola che non mi piace per niente. E non mi piace
neanche il resto. Se peggiora chiamatemi, le do una
dose di cianuro. Quindi guard zia Mame con aria
pensierosa. In realt dovrei occuparmi di lei, Mrs
Burnside, non di loro.  lei che ha una pessima cera
-  magra, nervosa, stanca, sottopeso. Faccia in modo
che questi ragazzi non la uccidano.
Dopo aver sistemato Margaret Rose sotto le pezze,
aver lavato i piatti e aver spedito i ragazzi di sopra
pregandoli di giocare in silenzio, se ci riuscivano,
zia Mame, il dottore e io andammo in sala da pranzo,
a berci un whisky che ci sembr ambrosia.
Dottor Potter, pensa che prima o poi Hitler si arrender?
sospir zia Mame. Sa, non sono neanche
sicura che me ne importerebbe molto, se vedessi
un'altra via d'uscita da questa situazione... materna.
So di dire una cosa contro natura, orripilante,
ma per quanto abbia provato a farmi piacere questi
ragazzacci, non ci sono riuscita. Se solo qualcosa....
Un'esplosione squass l'edificio. Venni scaraventato
gi dalla sedia e addosso agli altri, in una specie
di groviglio umano.
Mio Dio, i bambini! url zia Mame. Scatt in
piedi e si precipit su per le scale, seguita dal dottore,
e persino da me.
La grande sala giochi al secondo piano era in rovina.
Tutti i vetri delle finestre erano rotti, il soffitto
pendeva in grottesche stalattiti, e una parete era
crollata. Oh, no disse zia Mame con un filo di voce.
I bambini! Presto, aiutatemi, devono essere sepolti
sotto le macerie. Si butt a terra e cominci a
scavare fra le montagne di detriti. Mentre provavo a
spostare un'enorme scaglia di intonaco, sentii una
risatina arrivare da dietro. Feci il giro e vidi i sei delinquenti,
non solo sani e salvi, ma anche in preda ad
un riso convulso.
Mi avventai su Edmund, che per il dottore aveva
gi preso per il collo.
Che diavolo  successo? stava urlando. Nessuna
risposta. Che cosa avete combinato? Ditemelo, o vi
rompo le ossa a una a una. Silenzio.
Se lo dico per poi non mi date la colpa a me vero?.
Era Albert, naturalmente. Lo presi per le spalle
e gli diedi una bella sgrullata.
Ci puoi giurare che lo dici. Lo dici immediatamente,
se no ti arresto lo sviluppo.
Ahia, mi fai male prov a frignare.
Se non mi dici cosa  successo ti faccio male davvero
urlai.
Stavamo solo provando a fare una bomba carta.
Una bomba carta? Con cosa?.
Con della roba che abbiamo trovato nel
capanno.
Intendi dinamite, esplosivi, roba cos?.
Non  stata un'idea mia piagnucol Albert. Io
ce l'avevo detto agli altri. Ci avevo detto....
Zia Mame si ergeva fra le macerie. Era coperta di
sporco, fuliggine e frammenti di intonaco. Improvvisamente
cominci a ridere e rise, rise fino alle lacrime.
Non ce la faccio pi...  troppo diver... e
non  neanche casa mia,  casa di Miss Peabody e
dei suoi antenati...  la cosa pi divertente che mi
sia mai.... Si torceva, dal ridere. E la ciliegina 
che... che avremmo potuto finire tutti... all'altro
mondo. Adesso era piegata in due, e si dava grandi
pacche sulle ginocchia.
I bambini ridacchiavano anche loro, ma nervosi.
Zitti! latrai. Filate in camera. Con voi faccio i
conti dopo. Erano troppo spaventati per rispondere.
Ma caro, non vedi il lato.... Zia Mame aveva la
faccia stravolta da quella sua orribile ilarit. Non
vedi che c' da ammazzarsi dal - oh, ammazzarsi,
ammazzarsi  la parola giusta!. Vacillava, le mani sui
fianchi.
La guardavo inorridito.
La smetta! url il dottore. La smetta immediatamente!.
Le si avvicin e le moll un sonoro
ceffone sulla guancia. Per un attimo zia Mame rimase
in silenzio, poi cominci a piangere come le si
fosse spezzato il cuore.
Il dottore la port in camera e la mise a letto.
Mentre lui sterilizzava la siringa ipodermica, le versai
un doppio cognac. Mi spiace, ripeteva mi
spiace, ma non ce la faccio pi. Vorrei essere morta
sotto quella bomba.
Zia Mame!.
Okay, Eleonora Duse, si rilassi. Non vorrebbe nulla
del genere. E comunque non voglio io, perderei la
mia principale fonte di reddito disse il dottore accarezzandole
la mano.  solo che ha dovuto tollerare
molto pi di quanto sia concesso a noi umani.
Ma io credevo di essere una mammina, come la
Mrs Wiggs delle Cabbage, una cosa cos. E ho fallito,
fallito, fallito!.
Deve sbarazzarsi di quei ragazzi. Dico sul serio.
Lei non sta bene.
Ma non posso. Dove finirebbero?.
Posso suggerire un buon riformatorio? provai a
dire.
E c' sempre la Bellevue.
No, non se ne parla neanche sospir zia Mame.
Ho detto che mi sarei presa cura di loro e....
E vuole rimetterci la pelle? Non  che vuole sbarazzarsi
di loro,  che deve. Per ordine del suo medico
disse il dottore molto seriamente. Per quei
piccoli vagabondi ha fatto tutto il possibile. Ci ha
passato quasi un anno della sua vita. Ci ha speso migliaia
e migliaia di dollari. Almeno duemila solo a
me, pi la casa, il cibo, i vestiti, la scuola. Finora abbiamo
giocato, ma adesso basta. Deve sbarazzarsi di
loro prima che siano loro a sbarazzarsi di lei.
Ma chi sarebbe cos matto da prenderseli in casa?
Ormai li conoscono tutti.
Non importa, devono andarsene.
Forse potremmo dire che Edmund  pi grande
di quello che  e farlo arruolare propose zia Mame.
E Gladys potrebbe seguire la truppa disse il
dottore.
Senti, zia Mame, un modo c' intervenni.
Domani vado in citt e parlo con quelli dell'agenzia.
L'unica cosa  che non dobbiamo offrire tutto il
pacchetto, tutti e sei intendo. Dobbiamo dividerli.
Edmund potrebbe andare in una fattoria, a sfogare
la sua esuberanza nei campi....
S, sempre che non ci siano pecore in giro disse
il dottore.
E Gladys potrebbe andare in un convento, o in
un posto del genere....
Preferibilmente di clausura aggiunse il dottore.
Quanto ad Albert e a Margaret Rose, essendo fratello
e sorella forse dovrebbero rimanere insieme.
Ma del resto sono i due un po' meglio.
Albert  un piccolo bugiardo piagnucoloso e vigliacco
precis zia Mame.
In ogni caso lui e Margaret Rose si comportano
meglio degli altri.
Alla traversa per il letto della principessina ci
penso io disse il dottore.
Per Enid e Ginger invece bisogna trovare due veri
gonzi.
Gi, potremmo fare cos disse zia Mame.
Potremmo?  esattamente quello che faremo. Lei
adesso si riposi, ai ragazzi pensiamo Pat e io.
Sul prato si era raccolta una piccola folla, che
guardava esterrefatta la voragine sulla parete esterna.
Non vi preoccupate, gente, disse il dottore affacciandosi
a una delle finestre semidistrutte  che
queste nuove pentole a pressione sono pericolose,
lo sapete, no?. Quindi abbass le tende e ce ne rimanemmo
in pace.
Quella sera i ragazzi andarono a letto con un bicchiere
di latte, un biscotto e una sgridata collettiva.
Ma non sembravano considerare particolarmente
grave quello che avevano combinato. Il dottore dovette
trascinare Margaret Rose a letto per ben tre volte.
E adesso ci rimani grugn. Non vogliamo ritrovarci
sul groppone una bambina malata. Non ora.
Ce l'ho detto anch'io. Signor dottore, Margaret,
ci ho detto, se il dottore lo sa che sei in piedi....
Taci tu, spione lo zitt il dottore. Quindi salt
in macchina e se ne torn a casa.
L'indomani mattina mi alzai presto e pieno di
energia. Per far colpo su quelli delle agenzie, che
erano tutti sudditi di sua maest, decisi di mettere la
divisa inglese, con impermeabile, decorazioni e tutto.
Zia Mame era in cucina. Stava molto meglio, e
imprecava contro la vecchia stufa.
Buon giorno, tesoro mi disse.  der Tag?.
S,  il gran giorno. Il giorno dell'Indipendenza,
la presa della Bastiglia, Guy Fawkes, la Festa del Lavoro
in una volta sola.
Oh, tesoro, non vedo l'ora sospir.
Gladys comparve in sala da pranzo. Cardigan e
gonnellino scozzese facevano a cazzotti col trucco
policromo e coi capelli approssimativamente ossigenati
(era la sua fase bionda, o Lana Turner, che seguiva
alla sua fase nera, o Hedy Lamarr). Che gran
fico che sei in tenuta da combattimento. Non ti avevo
mai visto in divisa, sei David Niven spiccicato.
Facemmo come non avesse parlato. Ti preparo
due uova, tesoro? mi chiese zia Mame.
No, grazie, prendo solo un toast e un caff. Devo
fare il giro delle agenzie, e voglio arrivare presto.
Agenzie? disse Gladys inarcando un sopracciglio
truccato. Spero che non ti sogni di portare qui
una di quelle rompipalle. Tanto non durerebbero,
non ce la fanno.
Gladys, pensa alla tua colazione disse zia Mame
piuttosto irritata. Stamattina Patrick e io non abbiamo
una gran voglia di occuparci di voi ragazzi.
Immagino tu sappia perch.
Gladys fece spallucce con aria strafottente e sgusci
via. Io mandai gi l'ultimo sorso di caff, mi misi
il cappello, e raggiunsi la porta. Torno qui alle
cinque col certificato della tua liberazione. Sul mio
onore.
Tesoro! disse zia Mame tutta allegra. La lasciai
che preparava il vassoio per Margaret Rose.
A New York, nel mondo delle agenzie, passai una
giornata orrenda. Sembrava che tutti conoscessero
molto bene, almeno di fama, la banda di zia Mame.
Attorucoli da strapazzo disse una donna con aria
cupa. Discoli ripugnanti comment una zitella sulla
Cinquantasettesima. Sono bestie, solo di piccola
taglia mi spieg un uomo, come se non lo sapessi.
Soltanto alle quattro trovai la persona giusta, una ragazza
non tanto giovane con la lingua lunga, un taglio
di capelli militare ed una cravatta regimental.
Oh, quelli l disse a denti stretti. C'era un giro
di scommesse su quanto sarebbe durata sua zia. Io ci
ho fatto un sacco di soldi perch avevo un informatore,
una ragazza che  stata un po' con loro, poi se
n' andata. Sta crollando, eh? Lo credo.
Mia zia ha una fibra d'acciaio.
Ma certo, fratellino, certo. Be', su con la vita. Ho
giusto qui una lista di fessi nuova di zecca - tutta
gente ancora da spremere, e tutti smaniosi di sentire
voci argentine in casa. Se lo immagina? Su, si sieda,
che faccio un paio di telefonate. Mi sono talmente
ingrassata con sua zia cinque a uno che mi
sento in debito con voi.
Mi sedetti, teso come una corda di violino, mentre
la ragazza si attaccava al telefono. Mezz'ora dopo
anche l'ultimo delinquentello era stato sistemato.
Bene, ecco qua. Quando pensa di poterli
impacchettare?.
Se posso usare il telefono glieli faccio trovare sul
viale in un'ora.
Calma, calma. C' tempo.
No, non ce n'.
Diciamo che posso mandarle due macchine domani.
Le andrebbe bene?.
Benissimo!. Mi veniva da piangere.
Mi feci tutta la strada fino a Long Island senza scendere
neppure per un attimo sotto il limite di velocit.
Libero! Finalmente libero da Edmund e Gladys e Albert
ed Enid e Ginger e Margaret Rose. Basta lavori di
casa, basta urla, zuffe, roba fatta a pezzi e casino.
La macchina imbocc il viale facendo schizzare
ghiaia da tutte le parti. Saltai fuori e corsi verso la
casa con uno scatto da olimpionico. Qualcuno stava
prendendo qualcosa a martellate. Ah, si vede che
sono arrivati gli operai per le riparazioni pensai.
Lungo il sentiero mi venne incontro uno zotico
del posto, che ancora dondolava il martello.
Buona sera!. Ero la cordialit in persona.
'sera.
Sta aggiustando qualcosa? gli chiesi con tutta la
socievolezza di cui ero capace.
Tutto a posto.
Gi? Grandioso.
Be', ragazzo, sar grandioso per te, ma per la poveraccia
che deve starsene chiusa in casa con quei
demoni per sei settimane non credo proprio, che
sia grandioso.
Ma cosa sta dicendo?.
Non ha visto il cartello che ho appena inchiodato
sul portone?.
Quale cartello? Quale portone?.
 meglio che gli dia un'occhiata, e che non entri,
a meno che non voglia rimanere chiuso dentro
per molto, molto tempo.
Corsi al portone. Sul legno c'era un cartello bianco
e rosso: QUARANTENA SCARLATTINA.
Chiunque entri in questo edificio...
Non lessi altro. Persi i sensi, cadendo a faccia in gi su un letto di iris.
<continua>
...
.
...
CAPITOLO 10.
...
.
...
ZIA MAME E L'ESTATE DORATA.
...
.
...
Gli ultimi giorni dell'Indimenticabile sono, come
del resto tutti gli altri da lei vissuti, bellissimi. La
vediamo seduta nella sua linda casetta, circondata
da amici adoranti e ancora capace di dispensare a
chiunque lo desderi dolcezza, luce e perle di saggezza
del New England. L'autore dice che quel periodo
si pu considerare l'estate dorata del suo personaggio.
Bella espressione, no? La usava anche zia
Mame. E alcune settimane di quell'estate dorata a
casa sua, fra le sue amiche - furono un'esperienza
talmente ricca da cambiare per sempre il corso della
mia vita.
Subito dopo il giorno della vittoria, zia Mame si
era concessa un trattamento completo da Elizabeth
Arden. Ne era tornata ringiovanita di dieci anni, e
l'unica traccia del tempo era una frezza bianca tra i
riccioli neri. Il bianco era suo, il nero non ci giurerei,
ma non importa. Abbuonandosi un decennio
secco si definiva una splendida quarantenne, e ripeteva
in continuazione che dopo una vita spesa a seminare
per una donna viene il gioioso momento
del raccolto.
Sono una donna matura, caro disse rimirando
per la millesima volta la frezza. Questi sono i miei
anni migliori, e intendo godermeli fino in fondo.
Voglio una vita pi tranquilla, pi raccolta - pi elevata,
da un punto di vista sia intellettuale, sia spirituale.
Voglio diventare una degna nonna degli adorabili
nipotini riccioluti che tu e tua moglie mi
darete.
Posai il bicchiere di birra. Gli adorabili cosa che
io e mia chi ti daremo?.
I bambini, caro. Ormai hai un'et in cui devi
pensare al matrimonio. Ti piacciono i bambini,
no?.
Solo per giocarci risposi. E comunque rimane
il problema delle ragazze. Non me ne piace nessuna,
o almeno non al punto da volermela sposare.
Di questo non devi preoccuparti, caro, sistemo
tutto io.
Troppo gentile.
Lasciami solo organizzare la mia nuova vita, e
poi penser alla tua.
Zia Mame aveva sbrigato la prima parte del compito
molto in fretta. Si era comprata non so quanti
vestiti New Look - Saranno un po' pi decorosi di
quei gonnellini da squaw che ci facevano portare in
tempo di guerra, no? - e si era iscritta ad uno sbalorditivo
numero di corsi della New York School for
Social Research - Voglio essere una compagnia stimolante
per i tuoi piccini, cosa credi. Io guardavo
e annuivo.
Quell'autunno mi avevano assunto come copy in
una piccola agenzia pubblicitaria. Il cliente che dovevo
seguire era una fabbrica di stufe elettriche, la
Itsa, e lo stipendio era di ottanta dollari la settimana:
inadeguato per una persona con moglie e figli a
carico, aveva commentato zia Mame, ma come primo
impiego poteva andare. Mi ero anche trasferito
in un appartamento mio, un monolocale con annesso
lavandino dalle parti di University Place che
zia Mame trovava orrbilmente inadeguato a un padre
di famiglia, ma che come prima soluzione poteva
andare. Anche se non vivevamo sotto lo stesso tetto,
ci frequentavamo pi di prima. Mi invitava a cena
da lei una media di cinque sere su sette, e ogni volta
mi faceva trovare in tavola, oltre a piatti blandamente
afrodisiaci - spesso con la scritta Amour disegnata
con la glassa - una stupenda ragazza accuratamente
selezionata, e disponibile. Zia Mame portava
invariabilmente il discorso sul matrimonio e sui
figli, mi riempiva il bicchiere di champagne o di
brandy, e poi si ricordava improvvisamente di un
certo impegno, abbandonandomi sul divano con la
candidata di turno. Aveva la faccia tosta di una matresse
professionista, ma per una ragione o per l'altra
le ragazze non andavano mai bene.
Per tutto l'autunno fu una sfilata di odalische.
Vivian, ad esempio, che secondo zia Mame era un
fiore di ragazza, nata per fare la madre, se non ci
credi guardale i fianchi. Peccato che parlasse quasi
solo di tennis e di pesca con l'arpione, e che in occasione
del nostro ultimo appuntamento avesse insistito
per farmi apprezzare le bellezze del jujitsu,
scaraventandomi schiena a terra e costringendomi a
passare le due settimane successive col busto, fra
una visita dall'osteopata e l'altra.
Poi venne il turno di Elaine. Era una bruna di origini
mediorientali, e parlava solo di politica. La sera
che le presi la mano e le chiesi se voleva venire di l
con me, mi rispose: Perch non ti presenti alle elezioni
con i liberali, per protestare contro Tammany
Hall?. E quella fu la parola fine.
Quindi fu la volta di Carolyn, che non beveva,
non fumava, e sognava solo di convertirmi alla Christian
Science. Helena era attraente e tutt'altro che fessa,
ma talmente dinamica e organizzata che sembrava
di pomiciare con una macchina. Con Mary l'idillio
nacque grazie a un cruciverba della Paris Review e
mor in taxi, quando lei reag a un mio bacio con una
domanda secca: Filosofo induista, nato intorno
all'Ottocento, otto lettere?. Dotry era troppo esuberante,
Fran troppo virginiana, Isabelle troppo mistica.
In altre parole, non cavavo un ragno da un buco.
Zia Mame era fuori di s: Secondo me dovresti
farti delle analisi, o una cura di ormoni. Cos'hai che
non va? Ti procuro un incanto di ragazza dopo l'altra
e tu cosa fai? Le giri intorno, la annusi come un
coguaro impazzito, e poi te la dai a gambe. 
disgustoso!.
Ma santo cielo, perch non mi lasci in pace? Mi
sposer quando sar il momento.
Intorno a Capodanno, stanca del ruolo di mezzana,
zia Mame and a cercare il sole in Messico, dove
si trattenne a tempo indeterminato. E l mise in pratica
alcuni princpi di psicologia appresi alla New
School. Cominci accludendo a ogni lettera un paio
di sue foto in compagnia delle tre ragazze pi strepitose
che avessi mai visto. Erano tutte brune, di una
bellezza e un'eleganza ai limiti della legalit. Rimasi
subito molto colpito, e le scrissi per sapere chi fossero,
ma lei fece finta di niente. Continuava a mandarmi
lettere vaghe, piene di pettegolezzi e accompagnate
da altre immagini del trio. Pi mi incuriosivo,
pi mi ignorava, parlando sempre e solo di s.
In aprile, dopo avermi condotto sull'orlo della
pazzia, ritenne giunto il momento di buttar l qualche
nome - Margot ha detto, Melissa sostiene,
Miranda e io -, ma nonostante le mie domande
sempre pi dirette e pressanti sull'identit delle tre
bellezze manteneva il riserbo pi assoluto. In compenso
ora mi spediva solo immagini di loro tre (con
l'ombra della fotografa che si allungava sul margine
inferiore), immancabilmente accompagnate dalla didascalia:
Le mie tre amiche.
In giugno la curiosit era arrivata al punto che pur
di scoprire chi fossero le tre accompagnatrici fisse di
zia Mame decisi di chiamare Cuernavaca. Fu una telefonata
lunga, carissima, molto disturbata, e assolutamente
inutile. La linea era pessima, e le centraliniste
si intromettevano di continuo in tre lingue diverse,
sudista, broccolinese e spagnolo. Quello che riuscii
a capire, prima che cadesse la comunicazione,
era che si trattava di tre sorelle, che di cognome facevano
Murdock, o Medoc, e che zia Mame non aveva
alcuna intenzione di tornare a New York, basta.
Segu un lungo, lunghissimo periodo di silenzio in
cui le mie lettere tornavano indietro con scarabocchiato
sopra in spagnolo Domicilio sconosciuto, o
qualcosa del genere.
Poi, durante una delle solite canicole newyorkesi,
mi arriv una lettera in cui zia Mame diceva cose
senza senso del tipo Qui la sera una copertina ci
vuol tutta. Sulla busta, che conteneva anche alcune
istantanee delle tre bellezze in costume da bagno,
si leggeva il timbro di Maddox Island, nel Maine.
In un poscritto piuttosto nebuloso, zia Mame aggiungeva
di avere affittato una casa dalle deliziose
sorelle Maddox, tre mie amiche che ho incontrato
in Messico l'inverno scorso, e di cui devo averti parlato,
e che tutte quante - lei e le sue amiche - intendevano
trascorrere quell'estate dorata sull'isola.
A suo modo, era un invito a raggiungerle.
Fregato. Potenza della psicologia.
Arrivare a Maddox Island non era uno scherzo.
Bisognava andare in aereo a Bangor, prendere la
corriera per Eastport, raggiungere in traghetto un'isola
molto pi grande, farsela tutta su un taxi collettivo,
e finalmente approdare a un imbarco dalla
parte opposta, da dove partiva una lancia per quel
benedetto scoglio. Ci arrivai in fin di vita, ma mi ripresi
vedendo che sul molo, ad aspettarmi, c'era zia
Mame.
Dopo un bacio frettoloso e molto formale, la zia
scaravent i miei bagagli su un carretto - sull'isola
non c'erano macchine - e mi guid sullo sterrato
che portava al villaggio. Parlava a raffica, ma delle
tre sorelle non diceva quasi nulla. L'avrei strozzata.
Per fortuna mi ero documentato per conto mio -
con poco sforzo, di tre bellezze del genere qualsiasi
rivista patinata aveva pubblicato almeno una foto a
piena pagina. Venivano da un'antica famiglia del
New England di sangue rarefatto, ma molto blu, e
oltre a vantare un pedigree impeccabile risultavano
il massimo della cultura, del talento, della creativit
e, ma questo credo di averlo gi detto, della bellezza.
Eppure, credete che zia Mame fosse disposta a
dedicare anche solo una parola a questi tre fenomeni?
Nossignore, a ogni domanda in proposito rispondeva
con uno sbuffo, o un monosillabo. Quando
rispondeva, intendo.
Il villaggio sembrava pronto per girarci un western.
C'erano un emporio, una farmacia, una chiesa,
una sala municipale che nei fine settimana diventava
un cinema, e il Mickey the Mick's Saloon, che
fungeva insieme da ristorante e da albergo. Ci fermammo
proprio l davanti.
Eccoci arrivati disse zia Mame.
Vuoi dire che le sventole ti hanno schiaffato in
questa bettola?.
Oh, no, tesoro. Noi stiamo alla vecchia casa Maddox.
Tu stai qui.
Io sto qui? Ma perch, da voi non c'era posto?.
Caro, a casa Maddox ci sono almeno venti stanze,
ma certo non penserai che ti ci voglia. Dico, unico
maschio in una casa con tre signorine, sei matto?
Le ragazze sono mie ospiti per tutta l'estate, il che
significa che decido io chi vedono e chi no disse
con aria puntuta.
Ma chi cavolo credi di essere, Mrs Grundy? le
dissi indispettito.
Patrick, amore mio, fece zia Mame alzando gli
occhi verso il cielo del Maine vedo che la vita in
quella spietata, venale agenzia ti ha molto indurito.
Dov' finita la tua sensibilit? E pensare che ho cercato
di tirarti su insegnandoti prima di tutto come
ci si comporta con le persone di un certo tipo....
Piantala con queste stronzate, mi hai tirato su a
capocchia....
Santo cielo, tesoro, disse gettando una rapida
occhiata all'orologio devo scappare. Stasera siamo
a cena dai Saltonstalls. Sono desolata, ma  una cosa
ristretta, e non era possibile imbucarti. Per vieni a
colazione domani, eh? Non puoi sbagliare: casa
Maddox la trovi subito - esci da Mickey the Mick's,
giri a sinistra, ti fai tutta l'isola, e sei arrivato. Noi siamo
l. Diciamo all'una?. Prima che potessi coprirla
di insulti, se n'era andata.
Mickey the Mick's era un bar come milioni di altri,
anche piuttosto nudo e tristanzuolo, e le luci
fluorescenti non si pu dire lo riscaldassero. Per arredarlo
erano stati scelti un mostruoso juke-box,
alcune immagini delle aspiranti al titolo di Miss
Rheingold 1947, e le pubblicit, al neon o a incandescenza,
di varie dinastie di mercanti di liquore.
L'unica attrattiva - a dir poco - del locale era la
figlia di Mickey, Pegeen. Pegeen era una rossa statuaria
con un fisico che ti faceva venire la febbre a
quaranta, e un modo di fare che te la abbassava a
trentacinque. Nella scala del freddo, rasentava lo zero
assoluto.
Mi... Mi chiamo Dennis dissi appena ripreso
dal trauma della visione.
Lo so chi  lei, rispose in modo piuttosto spiccio
 il nuovo pretendente delle Maddox. Per di
qua. Prima che capissi bene quello che aveva detto
mi ritrovai al piano di sopra, in una stanza che dominava
l'unica strada dell'isola. L'abbiamo sistemata
qui. Se non le piace me lo dica, perch abbiamo
solo questa e pap la affitta subito a qualcun altro.
Il bagno  da questa parte. Per cena c' tutto
quello che vuole nella quantit che vuole, a patto
che me lo ordini subito.
Le avrei tirato qualcosa in testa. Okay, rossa, ho
pensato, adesso palla a me. Grazie, vorrei cenare
in stanza, e gradirei entrecote  la bordelaise, pommes
souffles, insalata fresca, crme brle, e un espresso.
Alle otto in punto, per favore conclusi acido. Con
mio grande stupore, prese nota di tutto. Ecco le
dissi allungandole cinquanta centesimi.
No, grazie. Se ha la fissa delle mance, all'ingresso
c' una scatola dove pa' e io raccogliamo le offerte
per le vedove dei pescatori. E se ne and.
Volevo buttarmi dalla finestra. Andava bene tutto,
finire su quel cavolo di isola e in quel cavolo di albergo,
dormire da solo in una citt fantasma, essere
snobbato da zia Mame, non poter vedere le sorelle
Maddox nemmeno dipinte, tutto, ma che Pegeen
non mi guardasse neanche in faccia proprio no. Mi
misi d'impegno per trovare una magagna nella stanza.
Per disgrazia era spartana, ma pulitissima, e
c'erano persino le lenzuola di lino irlandese. Anche
il bagno annesso era lindo. Mi buttai sul letto di pessimo
umore, e mi addormentai all'istante.
Mi svegli Pegeen alle otto spaccate, con la cena.
Ecco qua.  meglio che la mangi finch  calda.
E se per favore pu non appoggiare le scarpe sul letto.
Qui non siamo al Mills. Mi aveva portato esattamente
quello che avevo chiesto, ed era tutto squisito.
Non mi ero mai vergognato tanto, ma la vergogna
era niente, in confronto all'ira funesta.
Pi tardi scesi al bar a bere qualcosa, un po' perch
mi sentivo solo e un po' con la speranza di fare
pace. Provai pi volte ad attaccare discorso con
Pegeen e con suo padre, ma stavano intrattenendo
un paio di clienti e mi rispondevano appena. Verso
le dieci gettai la spugna e salii in camera, solo per
scoprire che la pennica prima di cena mi aveva fatto
completamente passare il sonno.
L'indomani mattina trascorsi qualche ora in bagno,
poi mi vestii con le cose migliori che mi ero
portato, e a quel punto mi sembrava di essere pronto
per la colazione con le Maddox. Solo che guardai
l'ora, ed erano appena le undici. Mi misi a sedere e
lessi un numero di Life dalla prima parola all'ultima,
pubblicit incluse. Arrivato in fondo, lo ricominciai
daccapo. All'una meno un quarto mi mossi.
La popolazione di Maddox Island consisteva in
una cinquantina di nativi stanziali, cui d'estate si aggiungevano
il centinaio circa di proprietari, in genere
con prole ed annessi, dei grandi chalet.
All'estremit pi remota dell'isola sorgeva un imponente
villone sul cui cancello compariva, a caratteri
molto discreti, il nome Maddox. Era uno di quei
baracconi alla Ulysses Grant, tutto torri e torrette,
cupole, parafulmini, portici e balconi. Ora era quasi
in rovina, ma un tempo doveva avere avuto una
sua imponenza.
Percorsi il viale d'accesso fino alla porta, che mi
fu aperta da zia Mame in persona. Oh, caro, sei arrivato
finalmente!. Si era messa una camicia di voile
ed un paio di calzoni da cavallo, tenuti su da una
bretella sola. Non so se se ne rendesse conto, ma
sembrava un travestito nella parte di Huck Finn.
Ti ho aspettato qui al verone col mio bicchiere....
Bicchiere di cosa? chiesi malevolo.
Oh, su, di cose da bere! Aspetta, chiamo Ito!.
Spar chiss dove, e non diede segni di s per una
mezz'ora buona. Mi accomodai su un'amaca, dove
per sfogare il nervosismo ingaggiai un corpo a corpo
con un arretrato di Botteghe Oscure. Proprio
quando stavo per dare di matto zia Mame si ripresent,
vestita come per una festa in giardino a corte.
Reggeva un vassoio d'argento con una bottiglia di
sherry e due bicchieri.
Sorseggiando uno sherry, poi due, poi tre, zia Mame
mi comunic le ultime sui Cabot e i Lodge, i Saltonstall
e i Faneuil. Riuscivo ancora a trattenermi, ma
quando Ito ci annunci che era pronto, e vidi che la
tavola, nella grande sala da pranzo, era apparecchiata
solo per due, sbottai: Si pu sapere quando mi
presenti le Maddox?.
Oh, le ragazze sono a colazione dai Lowell
butt l zia Mame. Ero invitata anch'io, ma gli ho detto
che arrivavi tu....
Insomma, quando me le fai vedere? urlai, non
fosse altro per farmi sentire dall'estremo opposto
del tavolo.
Che fretta c', tesorino? Le ragazze hanno tutt'altro
per la testa, sappilo. Detto questo si concentr
sulla sua mousse, ponendo fine alla conversazione.
Tutte le recite sono irritanti, ma quella di zia Mame
nei panni di gran signora del New England poteva
condurre alla follia. Appena finito di mangiare mi
piant l con un bicchiere di porto, un sigaro scadente,
una mosca solitaria e ripar in soggiorno.
Quando circa tre minuti dopo la raggiunsi, mi pass
una copia di Walden, pretendendo che gliela leggessi
ad alta voce mentre lei ricamava! Da l in avanti rimase
in silenzio fino a quando non si punse un dito,
lasciandosi sfuggire una parola decisamente fuori
parte. Era troppo. Misi gi il libro e l'avrei piantata
l, se non avessi sentito tre voci melliflue sotto il
portico.
Qualsiasi improperio avessi deciso di rivolgere a
zia Mame si dissolse nell'istante stesso in cui le tre
Maddox, biancovestite, si affacciarono nella stanza.
Per essere precisi non entrarono, si fermarono sulla
soglia come se da un momento all'altro dovesse arrivare
Sargent a ritrarle. Ora che ci penso, le ragazze
non me le ricordo una per una, ma sempre in
gruppo, come le avevo viste in tutte le foto: e in posa
plastica. Devo tuttavia riconoscere che le foto,
per quanto magnifiche, non rendevano loro giustizia.
Penso fosse una questione tecnica: molto semplicemente,
l'obiettivo non era fatto per catturare
quegli occhi e quei capelli tra il nero e il blu, e
quell'incarnato di splendore quasi ultraterreno.
Oh, siete qui, tesorini disse soave zia Mame
mentre tentavo di alzarmi in piedi. Margot, Miranda,
Melissa, lui  Patrick, mio nipote. Provai a dire
qualcosa, ma in quel preciso momento le tre sorelle
mi fecero la riverenza, manco fossero state al cospetto
di Carlo II. La rapidit e la grazia di quel meraviglioso
gesto fuori dal tempo mi lasciarono talmente
di sasso che ricaddi sulla sedia.
 ubriaco! borbott zia Mame alle ragazze. Un
attimo dopo stavano gi parlando tutte insieme di
qualche tipico argomento del New England.
Per fortuna quella sera nessuna di loro era stata
invitata dal governatore Winthrop o da John Alden
o da Boss Curley, quindi zia Mame mi preg di venire
a cena - sempre a patto che mi fossi portato uno
smoking. Vedendomi scendere le scale dell'albergo
conciato in quel modo, Pegeen mi fece capire molto
bene quanta pena le facessi, mentre a giudicare
dai fischi al mio passaggio i locali dovevano trovare
piuttosto curioso che uno affrontasse lo sterrato in
pieno giorno con le scarpe di vernice, ma non  che
me ne importasse molto. Il pensiero di tornare da
zia Mame e dal suo consesso di dee bastava a
sostenermi.
Per la seconda volta nella giornata mi ritrovai in
mano un bicchiere di porto mentre zia Mame scortava
i suoi tre cigni in soggiorno; e alle dieci in punto
venni messo alla porta con una certa brutalit.
Feci tuttavia in tempo a scoprire che le tre ragazze
Maddox, oltre che stupende, erano intelligentissime,
e provviste ciascuna di una propria individualit.
Margot si occupava di belle lettere, e parlava di
Kafka con eleganza e disinvoltura. Miranda era pittrice
e fotografa, Melissa sapeva tutto di musica.
Con le bevande che zia Mame preparava quell'estate,
ubriacarsi risultava tecnicamente impossibile,
eppure al ritorno mi girava la testa. Margot, Miranda,
Melissa, mi ripetevo, Melissa, Miranda, Margot. E
con la visione delle tre sirene che mi nuotavano intorno
scivolai nel sonno.
Una volta rotto il ghiaccio, mi sentii autorizzato a
ripresentarmi a casa Maddox abbastanza regolarmente,
anche se zia Mame montava di guardia
ventiquattr'ore su ventiquattro, mentre a quanto pare
le ragazze erano contese dai vari rampolli delle
grandi famiglie bostoniane che trascorrevano l'estate
sull'isola. E persino quando ero formalmente invitato,
il cerbero non mi perdeva d'occhio un istante.
Quanto alle tre ragazze, ogni santa mattina venivano
incoraggiate - non che ce ne fosse bisogno - a
coltivare i propri talenti. E cos la vita a casa Maddox,
per quanto eccentrica potesse sembrare, seguiva
uno schema abbastanza rigido. Si passavano giornate
intere in spiaggia a discutere di teatro giapponese,
di madrigali inglesi, della scultura di Henry
Moore, dell'importanza del filo metallico nel tessile
contemporaneo, delle opere inedite di Joe Gould,
delle interessantissime forme ricavabili con il batik,
della strana bellezza delle voci messicane, di Ratina
Paxinou che leggeva l'Elettra, di una costumista decenne
momentaneamente ospite del riformatorio
di Rhode Island; e tutto questo fra incessanti lodi reciproche.
Nelle sue tele - Mame al mausoleo, Margot
in lutto - Miranda si rifaceva ad Eugene Berman,
mentre come fotografa aveva qualche debito verso
Cecil Beaton, almeno a giudicare dai titoli dei suoi
studi (Mame fra le candele, Melissa morta). Dopo avere
posato per uno dei meno riusciti (Mame e Margot come
naiadi), la mia congiunta non si era tolta la puzza
di alghe dai capelli per giorni. Mettendomi ogni
volta in imbarazzo, Miranda mi chiese di posare come
fauno dormiente, paggetto fiorentino, maratoneta
spartano, e in altri vari ruoli a seconda delle
cianfrusaglie che pescava dai bauli in soffitta, e che
supponeva potessi indossare.
Una mattina che eravamo soli alla spiaggia Miranda,
dopo un'occhiata molto incoraggiante al mio
busto (che ancora oggi, se posso dire, non  niente
male), mi chiese: Troveresti molto sconveniente se
ti chiedessi di posare nudo per me? Sai, non potendo
permettermi un modello....
Non me lo sarei mai aspettato. Mi sentivo il cuore
in gola, e fissavo come un beota l'adorabile visino
di Miranda senza riuscire a dire n s, n no, n
nient'altro. Ma proprio mentre cominciavo ad armeggiare
col cordoncino del costume, da dietro le
dune apparve il volto di zia Mame, incorniciato da
quelli di Margot e Melissa.
Ma certo che s, tesoro, certo che lo fa! grid.
Avanti, caro, butta via quelle braghette. Sei molto
snello e molto carino, e puoi tranquillamente posare
per Miranda. Noi tre ce ne stiamo qui e ti
guardiamo.
Non so come descrivere il mio stato d'animo, so
che se mi fosse caduta una folgore a un metro mi sarei
spaventato di meno. E so che mentre zia Mame si
lanciava in un ditirambo sulla bellezza del corpo umano,
mi infilai uno sull'altro tutti i vestiti che avevo.
Melissa componeva musica, che immagino dovesse
essere assai moderna e atonale - immagino, perch
il Bechstein che usava era talmente scordato
che non si poteva mai dire. Una sera, dopo essermi
trastullato col bicchiere di porto molto pi del tollerabile,
sentii picchiare sui tasti, e anzich in soggiorno
mi diressi verso la sala da musica, dove trovai Melissa
alla tastiera, bagnata nella luce delle candele.
Era cos bella che trattenni il respiro. Lei mi sent,
sollev lo sguardo, e mi rivolse un meraviglioso sorriso.
 un pezzo che ho buttato gi oggi. Ti andrebbe
di girarmi le pagine? mi chiese con quella
sua paradisiaca voce roca.
Attraversai la stanza come un morto vivente. La
musica sembrava scritta per il teatro kabuki, ma
finch potevo guardare, come stavo facendo, le magnifiche
spalle, le braccia, la poitrne di Melissa, fosse
stata Jingle Bells sarebbe andata bene lo stesso.
Adesso, per favore sussurr Melissa.
Mi chinai tremante, pronto a cingere d'assedio
quella deliziosa gola: ma la porta si spalanc di colpo.
Ah, sei qui! grid zia Mame. Al suo fianco,
manco a dirlo, c'erano Margot e Miranda. Splendido,
giusto in tempo per un piccolo concerto. Continua
a suonare, Melissa. Si accesero le luci, e girai
pagine fin quasi a mezzanotte.
Margot leggeva e scriveva. Sapeva tutto dell'esistenzialismo,
di Sartre e di Kafka. Ardendo dal desiderio,
la guardavo avanzare verso il pergolato nel
suo fluttuante abito bianco (le ragazze erano sempre
e solo in bianco), con una pila di libri francesi
rilegati in giallo, carta gialla e matite gialle. Il mio
cuore grondava ammirazione. Ma riuscire a restare
solo con lei era un altro discorso.
Una sera, non so come, ce la feci. Dalla cucina arrivava
la voce di zia Mame, che comunicava al mondo
la sua opinione a proposito di una certa salsa.
Melissa e Miranda si stavano vestendo. Quatto quatto,
mi avvicinai al pergolato dove sapevo di trovare
Margot.
Oh! Mi hai spaventato disse con la sua meravigliosa,
meravigliosa voce.
Siccome spaventata non lo sembrava neanche un
po', presi coraggio. Scrivi? le chiesi come un idiota.
Oh, non saprei rispose con uno sguardo che
mi fece piegare in due.  solo una piccola monografia
su Kafka, ma  un po' difficile, perch la scrivo
in francese, e in versi. Corbezzoli, pensai. Peccato
che non trover mai un editore aggiunse con
una certa tristezza.
Be', che diamine, provai a buttar l un mio ex
compagno di scuola adesso lavora alla Harbinger
Press, una casa editrice estremamente sofisticata.
Stavo cercando di guadagnare tempo. Fammi dare
un'occhiata. Il mio francese  cos cos, ma forse insieme
- insieme al mio amico, anche - potremmo
andare a colazione e.... Mi chinai su di lei e le misi
un braccio intorno alle spalle. Dopo una settimana
in cui ero stato rigorosamente tenuto alla larga da
quelle stupende tentatrici ero pronto a usare le tattiche
pi vergognose, gi sperimentate con quella poveraccia
di Sal, che appena arrivata all'agenzia dal
Raymond College andava a letto con il capo, due
clienti, uno scultore di Jane Street, il suo fidanzato, il
sottoscritto e pi o meno chiunque passasse di l.
Mi sforzavo di trattenermi, ma non era facile.
Senti, Margot... Ahia!. Una zanzara.
Eccoci qui! Giusto in tempo!. Zia Mame si present
armata di spray, e ovviamente accompagnata
da Miranda e Melissa. Mi spruzz addosso una
quantit tale di insetticida che a momenti ammazzava
me, quindi si mise comoda, e mi chiese di leggere,
nel mio francese del St. Boniface, vari estratti del
libro di Margot. La cena era praticamente rovinata.
Questa massa di frustrazioni si concentr in un
periodo di tempo molto ristretto, perch zia Mame
mi centellinava le sue straordinarie padrone di casa.
La maggior parte delle volte - mattina, pomeriggio
o sera non faceva differenza - le sorelle Maddox
erano invitate, mi spiegava zia Mame, da uomini un
po' pi importanti di me, e quindi potevo ritenermi
libero di fare quello che volevo. Bella consolazione,
avevo solo una possibilit, chiudermi in stanza e
chiedere a Pegeen di prepararmi uno dei suoi
manicaretti.
Ogni volta che Pegeen entrava cercavo di attaccare
briga, ma lei era fantastica, mi stroncava con una
battuta e scappava via, lasciandomi annaspare in
cerca di una risposta. Pi tardi, riacquistato il controllo,
scendevo al bar e tentavo una conversazione
con lei e suo padre, ma niente da fare, il signore e la
signorina Ryan di me non ne volevano sapere. Pi
tardi ancora, quando la passione per questa o quella
sorella Maddox si faceva incontrollabile, andavo
alla spiaggia e tentavo di calmarmi nelle acque del
Maine, che erano sempre un bel po' sotto lo zero.
Ma l'unico risultato tangibile, oltre ai geloni, fu una
diffida dello sceriffo a non esporre in modo indecente
le mie nudit.
Dopo nove giorni ero allo stremo delle forze. Il
decimo mi alzai alle sei e rimasi a mangiarmi le unghie
fino al momento in cui ero sicuro che zia Mame
fosse sveglia. Alle undici feci irruzione nella sua camera
da letto, le strappai la mascherina dagli occhi
e la feci tornare in s.
Patrick, caro, disse sbattendo le palpebre non
dovresti essere qui. Le ragazze....
Le ragazze sono sulla loro porca barca a vela. Se
una sola di loro fosse nei paraggi credi che sarei entrato
nella tua stanza?.
Adulatore!.
Senti, zia Mame, io sto uscendo pazzo. Dovete
per forza muovervi sempre in formazione? Non 
che una pu rimanersene un po' per conto suo, una
volta, in modo che un poveraccio....
Cosa intendi dire, caro?.
Lo sai benissimo. Da quando sei stata in Messico
con queste ragazze ti comporti come una chioccia.
E visto che sei stata tu a inventarti questa faccenda
del matrimonio, mi dovresti spiegare perch ogni
volta che rimango solo con una di loro per pi di
cinque secondi arrivano gli altri tre cavalieri
dell'Apocalisse e....
Matrimonio? disse zia Mame arrossendo e sgranando
gli occhi, come se ancora potessi cascarci.
Scusa, ma chi mai ti ha messo in testa un'idea....
Piantala, buffona. Quando mi lasci solo con una
di loro?.
Uff, che peccato, caro. A saperlo, che avevi un
qualche interesse, ti avrei invitato a colazione oggi.
Purtroppo le ragazze stanno andando a una festa
sulla spiaggia dai Sears. Eh, s,  proprio un peccato.
Pensavo che conoscessi i ragazzi Sears. Sono....
Su questa stramaledetta isola non conosco un
accidente di nessuno, e tu lo sai!.
Piano, piano, bambino mio, sono scioccata. Non
mi immaginavo che tu potessi avere sentimenti, o
addirittura emozioni di questa....
Ma stai zitta!.
Mi fiss cambiando di colpo sguardo e voce.
Quale ti interessa?.
Mi aveva preso alla sprovvista, e in quel momento
le Maddox mi sembravano indistinguibili l'una
dall'altra. Margot dissi deglutendo.
Bene, bene, caro disse rianimandosi. Ti organizzo
un incontro con Margot questo pomeriggio
stesso. A che ora?.
Subito dopo la festa dai Lodge.
Dai Cabot, caro, dai Cabot. Alle due e mezzo?.
Riuscii solo a fare s con la testa.
Alle due in punto ero dai Maddox. Discorrendo
animatamente di pentole da aragoste e tesori nascosti,
zia Mame, Melissa e Miranda si calcarono in testa
i loro sombreri messicani e partirono per chiss
dove. Il silenzio che si lasciarono dietro faceva quasi
paura. Andai sotto una delle torri e gettai qualche
sassolino contro la finestra di Margot, che mi apr
immediatamente, con un gran sorriso. Sei tu, Patrick?
Stavo leggendo un interessantissimo articolo
su Sartre. Pare che....
Perch non lasci Sartre su e scendi gi?.
Va bene disse, e spar. In un paio di minuti era
di sotto, col rossetto dato di fresco e il vestito bianco.
Bellissima. Dove sono Mame e le ragazze? chiese.
Ah, se ne sono andate.
Senza chiamarci? Accidenti, bella roba.
Potremmo organizzare qualcosa per conto nostro.
Che ne dici di una gita in barca?.
Mi piacerebbe, come no, per non capisco perch
le mie sorelle se ne sono andate senza dirmi
una parola. Facciamo sempre tutto insieme... da
sempre.
Mio Dio, ma siete appena state insieme alla grigliata.
Non  che per una volta....
Non andavo a una grigliata da anni. Speravamo
che venissi anche tu e....
Era il segnale che aspettavo. La abbracciai, e le
diedi un bacio talmente appassionato che dovette
smettere di parlare. E alla fine del bacio parlai io:
Sai che da quando sono qui  la prima volta che
stiamo da soli?.
S-s. In dispensa, Ito se la ridacchiava. Presi
Margot sottobraccio e la portai alla spiaggia. Se solo
la si separava dalle altre diventava tenera come il
burro. Tempo mezz'ora, ed era tutto deciso.
Non ci credevo, che Margot avesse accettato di
sposarmi cos, senza batter ciglio. Mi aveva lasciato
talmente esterrefatto che non riuscivo neanche a
camminare dritto. Che una ragazza cos bella, cos
intelligente, cos corteggiata mi avesse sempre amato,
come io avevo sempre amato lei, mi sembrava incredibile.
Ma del resto tutta quella vacanza era
incredibile.
Lo dirai alle altre? le chiesi mentre camminavamo
sul prato, mano nella mano.
E Margot, con la sua splendida voce, mi rispose:
Sono sicura che Miranda e Melissa hanno gi capito,
ma a cena dar l'annuncio ufficiale. Ne saranno
felici, cos come tua zia, sono sicura. Lo disse in un
modo che non mi piaceva per niente.
In effetti ne furono tutte felici. Miranda mi baci,
Melissa mi baci, e mi baci anche zia Mame. Poi
tutti baciarono tutti. Zia Mame ingiunse a Ito di
aprire una mezza dozzina di bottiglie di champagne,
con le quali brindammo a ogni essere vivente ed
a ogni buona causa disponibile.
Mi sembrava stesse andando tutto per il verso giusto.
Cominciavo a sentirmi di casa, e mi piaceva moltissimo.
Domani sera vorrei dare una festa. Da Mickey
sul retro c' una specie di terrazza, e Pegeen  una
cuoca straordinaria.
Divino! esclam zia Mame.
Le ragazze sembravano turbate.
Ci stai chiedendo di venire in citt e mischiarci
coi nativi? chiese Margot.
Oh, sarebbe sublime! disse zia Mame.
E vorrei invitare anche i vostri amici aggiunsi
in un accesso di espansivit. Potreste portare i
Sears, o i Lodge, o chi vi pare. Noi siamo cinque,
magari arriviamo a otto.
Le sorelle mi squadrarono impassibili.
Zia Mame corresse subito il tiro. Sai, a pensarci
bene sarebbe molto meglio se rimanesse una cosa
in famiglia. Solo noi cinque.
Non avevo nessuna voglia di discutere. Mi accompagni
al cancello? chiesi a Margot, stringendole
la mano.
Ma certo, tesoro.
La cinsi con il braccio e ci incamminammo sul
sentiero. Ma non eravamo soli. Miranda, Melissa e
zia Mame ci seguivano a un passo di distanza.
L'indomani mattina non vedevo l'ora di alzarmi,
scendere di sotto e ordinare una cena da favola a
Pegeen. La trovai in tinello, che asciugava i bicchieri.
Pegeen, puoi farmi le congratulazioni. Sto per
sposarmi.
Ma va! disse con quell'aria che mi faceva imbestialire.
E quale delle cacciatrici ti ha impallinato,
Miranda?.
No, Margot risposi seccato.
Strano. Di solito quella la tengono per i signori
pi anziani.
Ma che dici?.
Non raccolse. Vediamo se indovino. Vuoi dare
una festa qui dietro, stasera. E pensavi di ordinare
filet mignon, broccoli con besciamella....
Rimasi a bocca aperta. E tu come lo sai?.
Semplice,  quello che hanno sempre ordinato i
tuoi predecessori. Tranne in tempo di guerra, col
razionamento hanno dovuto accontentarsi del pollo.
Dunque, sarete tu, tua zia e le ragazze. Cinque in
tutto.  pur sempre un cambiamento, di solito ci sono
solo il fidanzato e le tre ragazze.
Io veramente pensavo di invitare qualche altro
ragazzo - i Sears, i Cabot e....
Allora devi sbrigarti a disseppellirli. Non se n'
visto uno in giro da quando ero ragazzina. Senti, di
solito si comincia con la vichyssoise fredda, quindi il
filetto, quindi....
Be', stasera proprio no dissi alzando la voce.
Stasera si mangiano frutti di mare del Maine. Crostacei,
aragosta....
Come preferisci. Magari a Margot le porta bene.
E si ritir in cucina.
Il sabato da Mickey era gi la serata di gala, e la
mia festicciola segn un ulteriore salto di qualit. Il
bar era pieno di nativi e villeggianti, pi alcuni
omaccioni sbarcati da un cutter della guardia costiera.
Anche nella loro versione da sera, le Maddox
erano in bianco, mentre zia Mame aveva saggiamente
optato per il nero. Nonostante i fischi di approvazione
al loro passaggio, le ragazze ostentarono una
sovrana indifferenza - bench zia Mame, se non
avevo visto male, avesse rivolto uno sguardo non
ostile a un guardacoste biondo.
Con la bassa marea il portico di Mickey puzzava
decisamente di granchi, e quella sera la marea era
bassa. Le Maddox annusarono l'aria un po' schifate,
ma senza fare commenti, mentre zia Mame, che ormai
non si distingueva in nulla da una matrona di
Beacon Hill, si port inutilmente alle narici un fazzoletto
di pizzo intriso di essenze.
Ma ci credi che i nativi ci hanno fischiato? disse
Melissa.
Noblesse oblige, cara comment Miranda.
Pegeen ridacchi. Era sulla porta, pronta a prendere
le ordinazioni.
Buona sera, Pegeen disse Miranda con una certa
gentilezza.
Buona sera, signorina Maddox rispose Pegeen
con un veloce inchino. Segu una pausa piuttosto
imbarazzante.
Che cosa bevete, ragazze? dissi per smuovere le
acque.
Nessuna sembrava saperlo. La pi indecisa di tutte
era Miranda, che alla fine ordin in francese. E in
francese le rispose Pegeen.
Ma  canadese? chiesi appena usc.
Santo cielo, no,  una nativa rispose Margot.
Una nativa come le altre chios Melissa.
Per con una sua bellezza preraffaellita... concesse
Miranda.
Se sei di bocca buona... intervenne Melissa.
Le ho chiesto un milione di volte di posare per
me, ma....
Non lo far mai, figrati disse Margot. I nativi
hanno le loro idee sulle barriere di classe....
E siccome noi siamo le Maddox, continu Melissa
 ovvio che Pegeen si sente a....
Piano, per favore disse zia Mame.
Pegeen torn con i bicchieri, e prima che ci sedessimo
a tavola feci in modo che ciascuna delle
mie ospiti se ne bevesse almeno un paio.
Era la prima volta che vedevo le Maddox in trasferta,
e non so perch ma avevo la sensazione di
avere scelto la sera sbagliata, il posto sbagliato, il cibo
sbagliato, il vino sbagliato. Pensavo che col vino
le cose sarebbero andate un po' meglio, ma mi ero
illuso. Mentre stavamo affrontando la squisita zuppa
di pesce di Pegeen, Melissa si prese la bellissima testa
fra le bellissime mani e disse: Oh, oh, oh! Com'
che lo chiamate quell'orribile affare, il coso box?.
Juke disse Pegeen portandoci gli involtini
incandescenti.
Ecco, Jute.  tutto il giorno che ho in testa una
linea atonale per il balletto sul Processo di Kafka, ma
con quell'infernale arnese che strilla - chi  che per
cos dire canta, Pegeen?.
Jo Stafford.
Che vocino da femmina comment Melissa.
Forse dipende dal fatto che  una femmina sibil
Pegeen. Zia Mame si lasci sfuggire una risatina,
ma rientr immediatamente nel ruolo.
Non potresti dirgli di spegnerlo, Pegeen? Mi rovina
completamente il senso della composizione e
poi....
Mi spiace, Miss Maddox, ma il tasto "Silenzio"
non c' concluse Pegeen uscendo.
Senti, caro... attacc Margot.
Qualcuno vuole un altro po' di vino? chiesi.
Mah,  un tale vinaccio disse Miranda sollevando
il bicchiere. L'anno scorso, quando siamo andate
a trovare i Chalfonte a Chantilly....
Non dire stupidate intervenne zia Mame, picchiettando
Miranda col ventaglio.  un vinello delizioso,
anche con una sua pretesa.
Miranda, per favore disse Margot nervosa.
Oh, io odio questo posto.  tutto freddo, austero
e povero le rispose Miranda vuotando il bicchiere
fino all'ultima goccia. E meno male che il vino
non le piaceva. Ridatemi mon belle France.
Ma belle France si sent qualcuno dire a voce
bassissima. Era Pegeen, che stava portandoci su un
enorme vassoio il burro schiarito e le aragoste.
Ma, certo continu Miranda, senza capire da
chi le fosse arrivata la correzione. La Francia, la
mia Francia, dove mi sento libera di dipingere, dipingere
ed ancora dipingere. E sollev le braccia in
un gesto che sembrava voler stringere a s la Francia
intera, ma invece colp Pegeen, proprio sotto il gomito.
Un frastuono assordante accompagn la visione
delle signorine Miranda e Melissa inondate di
aragoste, patate fritte, insalata verde, pi qualche
gallone di burro schiarito. Era una scena talmente
agghiacciante che rimasi a fissarla in silenzio.
Non cos Melissa e Miranda.
Miranda salt in piedi, e si par di fronte a Pegeen
con occhi di brace: Lurida, miserabile, goffa stracciona
irlandese. Guarda cosa mi hai fatto!.
Cos'ha fatto a te? url Melissa. Cos'ha fatto a
me, piuttosto. E lo ha fatto apposta. Questi indigeni
sono....
Calma, calma, provai a dire  stato solo un incidente.
Tu, in fondo hai alzato....
Miranda, ricrdati chi siamo! intervenne
Margot.
So benissimo chi siamo noi, e so chi  lei.  per
questo che lo ha fatto, perch noi siamo le Maddox
e lei  solo una....
Una volgare puttanella indigena concluse Melissa
scrollando i riccioli. La cosa pi affascinante
era che aveva un'aragosta sulla testa, e le chele, una
per parte, ricordavano vagamente gli orecchini pi
oltraggiosi di zia Mame. Sei....
Melissa, disse Margot smettila immediatamente,
non c' alcuna ragione di abbassarsi al....
Ragazze! grid zia Mame alzandosi in piedi.
Per favore. Non  stata colpa di nessuno.  stato
solo....
Tu stanne fuori! strill Miranda. Tu non conosci
gli indigeni, e non conosci i loro trucchetti.
L'ha fatto apposta per umiliarci, e la pagher cara.
Signorina Miranda, lasci che le tolga questa patatina
dalla spalla disse Pegeen a denti stretti,
facendosi avanti con un tovagliolo.
Levami le tue sporche manacce di dosso strepit
Miranda. E subito dopo le moll un ceffone.
Al suo posto non ci riproverei disse Pegeen
senza alzare la voce. Poi le appiopp un manrovescio
da farla andare lunga.
Be', era troppo. Melissa si gett nella mischia, e
per qualche secondo, fra le aragoste volanti e i capelli
di Pegeen, vidi solo rosso.
Basta, per favore, basta! gemeva Margot. Non
vedete che state rovinando tutto?.
Ragazze! url zia Mame. Nonostante lo spavento,
e la rabbia, riusciva a mantenere il tono da sorella
maggiore. Se non la smettete immediatamente
sar costretta....
Qualunque cosa si sentisse costretta a fare, le fu
impedita da Mickey in persona, che arriv urlando,
e senza alzare un dito accompagn fuori zia Mame,
Margot, Melissa e Miranda. Quindi rientr e, in modo
assai meno garbato si occup di me. Mi fece sfilare
davanti a nativi, villeggianti e guardacoste, e mi
lasci in strada.
Accompagnai le signore a Maddox House senza
aprire bocca per tutto il tragitto. Il silenzio era comunque
la scelta migliore, perch fra gli strepiti
delle Maddox e i lamenti di zia Mame non sarei comunque
riuscito a piazzare una parola, sempre ammesso
che mi fosse venuto in mente qualcosa da dire.
Al ritorno da Mick era tutto spento. Davanti alla
porta d'ingresso c'erano le mie valigie, preparate
con estrema cura, e accompagnate da un biglietto:
Il conto si considera pagato.
Passai la notte sotto un molo, tremando nello
smoking estivo.
L'indomani mattina mi svegliai duro come uno
stoccafisso, e profondamente infelice. Per un attimo
sperai di aver fatto solo un brutto sogno, ma un'occhiata
al molo, alle valigie ed ai ghiaccioli che mi si
erano formati addosso bast a convincermi che era
tutto vero. Fra un brivido e l'altro cercai di rendermi
presentabile, e ripresi penosamente la strada
dell'albergo. Nonostante fosse giorno di chiusura,
la porta di Mickey era aperta. Dentro era tutto buio,
freddo e deserto. C'era solo Pegeen, che lavava i bicchieri
dietro il bancone.
Buon giorno.
La domenica siamo chiusi. A parte questo pap
potrebbe arrivare da un momento all'altro, e se ti
vede qui hai idea di cosa pu farti? Ti prego, non ho
nessuna voglia di finire per avvocati.
Sono venuto a pagare.
Non pensarci neanche. Pa'  molto generoso
con i vagabondi.
E volevo anche scusarmi per il modo....
Un Maddox che chiede scusa ad una Ryan? Non
si  mai visto!.
Non sono un Maddox! dissi alzando la voce.
Ma stai per diventarlo.
Su, piantala e dammi una birra.
Ma certo, Mr Maddox, con piacere, Mr Maddox,
sempre felice di servirla, Mr Maddox. Ai suoi
ordini, Mr Maddox. Per vede, noi indigeni la domenica
siamo chiusi.
Pegeen, per favore, la pianti? Ti ho detto che mi
voglio scusare. E non sono responsabile di quello
che fanno Miranda e Melissa.
Oh, scusa, hai ragione. Solo che sai, con le Maddox
 sempre difficile capire chi  responsabile di
chi.
Questa  una cattiveria inutile. Che cos'hai contro
Margot? Non  sempre stata carina con te?.
Oh, uno zucchero. E non c' niente che mi disponga
meglio verso una persona che essere trattata
dall'alto in basso ogni estate che Dio manda in terra.
S, Miss Maddox, no, Miss Maddox, felice di saperla di
nuovo sull'isola, Miss Maddox. Quanto di sapere che
 scoppiata un'epidemia di colera, Miss Maddox.
Ma cos' questa roba di Miss Maddox? Non puoi
chiamarla Margot?.
Non esiste. Noi indigeni non ci mischiamo coi
villeggianti - specie coi Maddox, che sono i padroni
dell'isola, o meglio lo erano, prima di finire sul lastrico.
Dopotutto mio nonno era il giardiniere del
nonno della signorina Margot. Te lo avr detto,
immagino.
Non ne ha mai fatto parola dissi abbastanza
seccato. Ma  roba di tre generazioni fa. I tempi sono
cambiati.
Ma le Maddox no. Hanno solo meno soldi, mentre
i Ryan ne hanno di pi. Per loro sono ancora le
aristocratiche e noi gli indigeni. Ogni volta che incrociavamo
una Maddox mia madre mi obbligava a
fare la riverenza. Agli indigeni tocca, no?.
Adesso non fare la comunista. Ma a parte tutto,
cos' questa scemenza degli indigeni? Chi ti ha detto
che sei un'indigena?.
Sei sempre l'indigeno di dove nasci, no? E io sono
nata qui, ergo sono un'indigena.
Ergo, tergo. Per venire da una famiglia di pescatori
parli piuttosto bene.
Oh, le brezze della terraferma arrivano anche
da noi, cosa credi. Comunque sono stata al college.
Borse di studio, divise, trattamento completo. Ma se
non altro mi sono laureata.
Be', mi pare il minimo.
Margot non c' riuscita. L'hanno sbattuta fuori
da Bennington al secondo anno. Ma naturalmente
Bennington  un'universit molto migliore di quella
in cui sono andata io, e comunque Margot era talmente
colta e fine di suo che i professori non avevano
un granch da insegnarle.
Mi sembra di capire che Margot non ti piace.
Un ragazzo intuitivo, eh? Ora, guarda che non
scherzo. Togliti dai piedi, se pap ti trova qui finisce
male. Ci sono regole molto precise sui rapporti fra
ragazze indigene e signorini in vacanza.
Ma io non capisco....
Ci sono parecchie cose che non capisci, mi
sembra.
S, ma adesso non capisco perch, con tutto
quello che hai studiato....
Faccio la cameriera?.
E piantala di mettermi le parole in bocca! Volevo
dire, passi tutto l'anno sull'isola a lavorare per
tuo padre?.
No, d'inverno insegno francese in una scuola a
New York.  una buona scuola, imparerebbe qualcosa
persino Miranda, con un po' di aiuto. Ma
l'estate torno. Pap non ha nessun altro al mondo, e
a parte questo stare qui mi serve, mi aiuta a ricordare
da dove vengo.
Credevo di averti detto di startene alla larga, tu e
quelle gnegn delle tue amichette. Era Mickey,
che urlava dalla porta.
Lascia perdere, pa', se ne sta andando.
Ecco, quanto vi de....
Offre la casa.
Mi trascinai in strada. Faceva caldo, e non morivo
dalla voglia di andare dalle Maddox. Rimasi per un
po' a girellare intorno all'emporio. L'unica cosa da
guardare, in vetrina, era una fila di borse dell'acqua
calda. Le guardavo imbambolato pensando solo, va
tutto di schifo. Non ricordo quanto tempo passai davanti
alla vetrina. Penso finch non arriv Pegeen
Ryan. Si era infilata guanti e cappello, e camminava a
passo di marcia. Non proprio la vetrina di Bonwit,
eh, cittadino?. Lo disse senza smettere di camminare.
Ehi, dove stai andando?.
Cinema.
Sola?.
Sola. Danno Imigliori anni della nostra vita.
Posso venire anch'io?.
 un edificio pubblico, non sono in grado di
impedirtelo.
E posso sedermi vicino a te?.
Non ci sono posti assegnati. Nemmeno per le
Maddox e i loro amici. Solo non parlare durante lo
spettacolo. E non entrare insieme a me. Non vorrei
che gli altri indigeni pensassero che ho perso la mia
virt con un villeggiante.
E non posso offrirti il biglietto?.
Certo che no. E sia ben chiaro, non stiamo
uscendo insieme. Non mi azzarderei mai a sconfinare
in territorio Maddox. Sbatt il denaro alla cassa
ed entr. La seguii a rispettosa distanza.
Alla fine del film uscimmo insieme. Bene, arrivederci
disse Pegeen.
Senti, non posso offrirti da bere o qualcosa?.
No. L'unico posto dove si pu bere sull'isola  il
nostro, e la domenica  chiuso. Tornatene dalle
Maddox.
Allora ti vedo presto.
S, col cannocchiale. Domani prendo il traghetto
- Petit Larousse, Candide, Le malade imaginaire, eccetera
eccetera. Comincia la scuola.
Mannaggia. Per magari ci possiamo vedere a
New York.
Come no, ce ne usciamo tutti e cinque, Melissa,
Miranda, Margot e io. Pi tua zia come accompagnatrice,
dimenticavo. Grazie del pensiero, e buona
fortuna.
Pegeen se ne and, e io mi trascinai dalle Maddox.
Per una ragione o per l'altra non avevo nessuna
fretta di arrivare. Margot era allungata sull'amaca
di zia Mame a leggere una copia di Circle 6.
Mise gi la rivista e mi guard con gli occhioni sgranati.
Tesoro, ma dove sei stato? Eravamo tutte preoccupatissime.
Miranda voleva mostrarci i costumi
per una possibile rappresentazione di Amerika, che
un gruppo molto sperimentale di amici suoi, bravissimi,
dovrebbe mettere in scena. In questo momento
li sta facendo vedere alla povera Mame.
Perch povera? Che problemi ha, a parte i disegni
di Miranda?.
Si  presa un accidente. Dove sei stato tutto il
giorno?.
Al cinema.
Al cinema? Stai scherzando?. Doveva trovarlo
buffissimo, a giudicare dalla risata. Non danno
mai niente di vedibile, solo roba da indigeni.
Invece il film di oggi era interessantissimo. Sai,
l'ha girato un gruppo sperimentale di Minnehaha
Falls. Si tratta di una nuova edizione, estremamente
coraggiosa, di Leda e il Cigno - parole di Gertrude
Stein e musica di Virgil Thomson e Bix
Beiderbecke.
No! Ma perch non me l'hai detto? Ci sarebbe
stato utilissimo vederlo....
Leda la fa una ragazzina di tredici anni, gobba.
Per i ruoli minori hanno preso Laurei, Hardy, i Fratelli
Ritz, Bela Lugosi e Buster Keaton. Le scenografie
sono di Dall e i costumi di Christian Brard.
Davvero? Certo Brard non  il primo che mi sarebbe
venuto in mente, per... Oh, ma mi stai prendendo
in giro, vero?.
Ascolta, Margot. Voglio parlarti, e di cose serie.
Voglio parlarti da sola, e subito.
Perfetto, anch'io. Abbiamo appena discusso i
nostri progetti con Melissa e Miranda.
Ecco, loro sono una delle cose di cui voglio
parlarti.
... mentre eravamo in barca. E ci  venuta una
grande idea....
Non credi che i tuoi progetti dovresti discuterli
con me?.
... che sarebbe una soluzione perfetta per te, per
me, per Melissa e per Miranda, e garantirebbe a tutti
quanti una vita piena, interessante, colta....
Io trovo la mia vita abbastanza piena, interessante
e colta, almeno quando riesco a viverla. Ma evidentemente
Margot non ascoltava una sola parola.
Andava avanti come un treno.
Penso che dovremmo sposarci alla fine di settembre,
come avevamo programmato. Poi potremmo
partire per l'Europa....
Non sono sicuro di potermi allontanare
dall'ufficio.
... e al ritorno dall'Europa ci sistemeremo tutt'e
quattro....
Margot, hai sentito quello che ho detto?.
Ma certo, tesoro. Dunque, Melissa propone Capri,
ma l c' sempre una tale confusione che  impossibile
lavorare, quindi pensavamo di chiedere a
Mame di affittare una casa ad Ischia e....
Di cosa stai parlando?.
Di noi disse con voce neutra.
Di te e di me?.
Ovvio. Di te, di me, di Melissa e di Miranda.
Non credo che la mia agenzia abbia una sede distaccata
ad Ischia, o a Capri. Anzi, sono sicuro che ha
solo quella di New York. Sai,  piccola.
Ma questo non ha importanza, tesoro.
 la mia vita, il mio lavoro.
Lavoro! Sfornare banalit per un piatto di lenticchie
lo chiami lavoro?.
S. Forse perch gli dedico gran parte della giornata,
dev'essere per quello dissi irrigidendomi un po'.
Ma non ne hai nessun bisogno. I soldi non mi sembrano
un problema. Tu ne hai un sacco, e Mame addirittura
ci sguazza.
E?.
E, Patrick caro, perch togliere lavoro a chi ne
ha veramente bisogno?. Diceva sul serio. Come
stavo cercando di farti capire, il tuo non  un lavoro
adatto a una persona intelligente.
E tu, Margot, che lavoro fai?.
Io? Uh, guarda, non ho un momento libero.
Perch, cosa fai?.
Innanzitutto leggo tantissimo. Studio le lingue,
l'arte, la musica, le idee nuove. Ho un'insaziabile sete
di conoscenza.
 per questo che ti hanno cacciato da
Bennington?.
... e so godermi lo spettacolo della vi... Chi te l'ha
detto?. Era la prima volta che la vedevo alterata, e
non era un bello spettacolo.
Pegeen Ryan.
Pegeen Ryan? Vuoi dirmi che hai dato ascolto a
quella serva ignorante e mezza irlandese?  solo
un'indigena!.
Un'indigena che ha fatto l'universit.
E quella del Maine tu la chiami un'universit?.
Io s.
Comunque la laurea  sopravvalutata. A volte si
impra molto pi dalla vi... no, ma tu pensa la faccia
marcia di quella sciacquetta irlandese. Lo sai che
suo nonno era il giardiniere del mio?.
Me l'ha detto lei.
Come hai potuto intrufolarti da quella puttanella
alle mie spalle....
Sono andato a scusarmi per il pandemonio provocato
da te e dalle tue sorelle ieri sera. E anche per
pagare il conto.
Chiedere scusa a una Ryan da parte di una Maddox!
Ah, ah, ah. Che bella scena!.
Proprio una bella scena, Margot, soprattutto
perch la maleducazione delle Maddox ieri sera 
stata imperdonabile. Infatti non mi hanno perdonato,
e non hanno neppure voluto i soldi.
Cosa hai detto, della maleducazione?.
Mi hai sentito. Adesso, per una volta, io parlo e
tu mi ascolti, va bene? Io ti amo, Margot. Ti amo nonostante
le tue pretese intellettuali, nonostante ti
comporti come un'erede al trono in pubblico e come
una monaca in privato. E mentre lo dicevo,
improvvisamente, mi resi conto che non la amavo affatto.
Non mi piaceva neanche.
Come osi....
Ho detto che per una volta, una sola, parlo io.
Nonostante mi abbiate fatto passare una settimana
non so bene se all'asilo d'infanzia o a teatro, e nonostante
la vostra sceneggiata di ieri sera, voglio ancora
sposarti. Ma voglio sposare te - non Melissa e
Miranda, e neanche Kafka. E neppure una delle cose
che ho trovato qui. Voglio che sia il nostro matrimonio.
Niente vita in comune, e neppure lavoro
creativo su un'isola, a meno che l'isola non sia Manhattan.
Vivremo insieme, certo, ma tu e io - da soli
- come un marito e una moglie qualsiasi. Io uscir
per andare in ufficio alle nove, e torner alle sei. E
fra le nove e le sei tu potrai fare tutto il lavoro intellettuale
che vuoi....
Come un contabile piccolo borghese con i polsini
di celluloide sput Margot.
Esattamente come un contabile piccolo borghese,
a parte il fatto che non  il mio mestiere. Come
un piccolo contabile con alcuni bambini e una vita
normale, cio il tipo di vita che fin qui non sono
mai riuscito a vivere. Zia Mame  perfettamente in
grado di badare a se stessa. Lo  sempre stata. E lo
stesso vale per Miranda e Melissa.
Badare a se stesse? E come pensi che possa trovargli
marito con una vitarella come quella che mi
proponi? Io devo portarle in ambienti dove possano
incontrare uomini.... Era ad un passo da una crisi
isterica. Balbettava, come non riuscisse a trovare le
parole. ... intelligenti, di mondo, bennati.
Intendi ricchi?.
Be', s. Una Maddox non sposa certo il primo
che passa. Per te  diverso. Tu hai del tuo, sei l'erede
universale di una ricca signora. Non sai cosa significa
avere avuto tutto per poi vedere tuo padre
dilapidare una fortuna. Noi non siamo come gli altri,
non possiamo adattarci a....
Scusa, quando  sparita questa fortuna, Margot?.
Nel ventinove. Prima avevamo tre governanti e
maggiordomi e....
Nel ventinove tu avevi otto anni. Le tue sorelle
erano ancora pi piccole. Avete avuto quindici lunghi
anni per abituarvi alla vita reale, e non ci siete
riuscite. In realt, prima tu e le tue sorelle mettete
da parte le vostre manie di grandezza, e l'idea di essere
un faro della civilt per diritto di nascita, prima
imparate a cucinare ed a trattare gli altri come esseri
umani e non come schiavi del defunto impero Maddox,
meglio ....
Taci! url. Per dieci generazioni la famiglia
Maddox ha deciso tutto a Salem, e qualche volta anche
a Boston. E per tutto intendo la vita sociale, artistica,
intellettuale. Tutti quelli che fanno parte del
nostro giro dicono che....
E chi fa parte del vostro giro, Margot?.
Nessuno che tu conosca.
Di questo sono sicuro. Ma se nel tuo giro, come
lo chiami tu, ci sono tre uomini ricchi, fai una cosa,
agguantali e tienteli stretti. Io ho passato la vita fra
persone di una certa educazione, e in genere piene
di talento, e ti assicuro che voi tre non avete n
l'una n l'altro. E se pensi che io abbia voglia di sposarti
e di passare il resto della vita a fare il magnaccia
tuo e delle tue sorelline, ti stai....
Sposarmi, tu? Tu, un ritardato di Madison Avenue
con una zia sciroccata e pretenziosa convinta di potersi
comprare l'aristocrazia e il talento che non ha!.
Scusa, scusa, aspetta un secondo.
Io non ti sposerei per tutto l'oro del mondo. Io
metter me stessa e le mie sorelle al vertice della vita
intellettuale, dovesse essere l'ultima cosa che faccio.
E probabilmente lo sar.
Vai al diavolo, e vttene di qui. Vai fuori dalla
mia propriet! Immediatamente!.
D'accordo, Margot, me ne vado. Solo una cosa.
Dal punto di vista legale, non  la tua propriet. Fino
al 1 settembre  propriet di zia Mame.
Questa propriet  mia, come  mia l'isola. Sono
una Maddox, e una Maddox ....
Addio, Margot. E salutami i ragazzi di Ischia.
Attraversai il prato di corsa, deciso a uscire il prima
possibile dalla propriet dei Maddox. Ma appena
passai davanti alla casa, zia Mame spalanc la
finestra della camera. Patrick, aspetta! grid con
quanto fiato aveva in corpo.
Un attimo dopo mi stava correndo incontro, tutta
avvolta in scialli e coperte.
S, Lady Macbeth? le chiesi.
Oh, tesorino, zia Mame sta malissimo. Quell'orribile
scenata di ieri sera mi ha distrutto. Poi mi  venuto
questo spaventoso malanno e... ma tu dove sei
stato? E dove stai andando con quella....
Sono stato nel paese delle meraviglie con te, come
al solito. Invece adesso vado a New York, col
prossimo traghetto.
Ma tu... tu e Margot, caro? I vostri progetti?  tutto
il pomeriggio che mi parla del mio regalo di nozze.
Dice che le piacerebbe una villetta su misura per
due piccioncini, due sorelle pi piccole, e una cara
zietta. Sembrava un'idea cos divertente che Margot
si  fatta prendere dall'entusiasmo e mi ha detto che
le piacerebbe anche un pied--terre a Parigi, e....
Quel tono sognante non mi andava gi, anche
perch era finto. Ti comunico che Margot e io,
prrrrr.
Margot e tu cosa?.
 un rumore che fanno i cavalli, e le comunicazioni
disturbate. Vuol dire che  tutto finito.
Finito? Ma Patrick, e i miei progetti per te? La
mia estate dorata? I miei nipotini? Ma come, passo
sei mesi a coltivarmi queste ragazze stupende, intellettuali,
di ottima famiglia, te le butto fra le braccia,
faccio di te un Paride dei giorni nostri e....
Paride aveva pi fiuto di me.
Ma il mio insegnante di psicologia mi ha detto
che....
Il tuo insegnante di psicologia non poteva immaginare
che andassi a cacciarti in un tale nido di
vipere. Per se avesse chiesto a me gliel'avrei spiegato,
che fra tutte le femmine suonate, sentimentali,
ingenue che esistono al mondo tu eri quella pi a rischio
di finire nelle grinfie di queste patrizie venali,
perfide ed ipocrite che non hanno n l'educazione
n la decenza....
Ecco, ammetto che lo scambio di ieri sera con
quella deliziosa rossa  stato orripilante, ma sai, questi
vecchi aristocratici....
Orripilante  la parola.  stata la zuffa pi squallida
e pi rumorosa nella storia dell'uomo. Il tipo di
cose che ti aspetti da una banda di mignotte in un
basso di Barcellona. ....
Vero come l'oro, caro disse con una calma
esasperante.
E spero ammetterai che le sorelle Maddox ti
hanno succhiato il sangue dalla prima volta che ti
hanno visto.
Be', diciamo che al ristorante fanno una certa
fatica a trovare il borsellino. Eppure  al solito posto,
nella borsetta.
E lo sai bene anche tu, mi auguro, che non hanno
pi talento di quanto ne abbia io. Margot non distingue
Kafka da Elinor Glyn e Miranda  una
copiona....
Tesoro, hai mai notato che la Fuga in Re di Melissa
 Ramona eseguita al contrario, e in Do, cio
nell'unica tonalit che Melissa sa usare?. Tutto
quel garbo cominciava a darmi sui nervi.
E in realt temo che nessun uomo presentabile
le voglia. Ti sei inventata....
Questo perch non tutti i maschi sono suonati,
sentimentali e ingenui come te. A quanto pare queste
qualit abbondano nella nostra famiglia, almeno
quanto presunzione, avidit, snobismo e pretese
scorrono nel sangue dei Maddox.
E tu volevi che sposassi uno di quei vampiri?
strillai.
Io non ti ho mai chiesto di sposare Margot. Non
ti ho mai chiesto di sposare nessuna di loro. Se vuoi
saperlo, le trovo noiosissime, senza contare che pensano
solo ai soldi, e non hanno neppure la compiacenza
di sdebitarsi - fisicamente, dico - per il
disturbo....
Ma santo cielo, tu sapevi tutto e te ne stavi seduta
l ad aspettare che quelle arpie mi sbranassero?
Eri pronta ad avvolgerti nelle piume e a piangere al
matrimonio? Eri pronta....
Caro, il mio insegnante di psicologia mi ha detto
che....
Be', puoi dire al tuo insegnante di psicologia, da
parte mia, che la prossima volta che mi innamoro
tenter di affidarmi solo ed esclusivamente alla biologia
- e comunque non a te!.
Splendido. Era precisamente quello che volevo
sentirti dire rispose piccata.
Che stai dicendo? Sei tu quella che....
Io sono quella che ti ha sempre cavato dai guai
nei quali insisti a cacciarti, anche se ammetto che
forse un paio di volte sei stato tu a parare, come dire,
i piccoli scherzi che il destino ha voluto giocare a
me. Ti ricordo solo quella stronza della Upson e
quell'altra dolce creatura, Bubbles. Ma ormai hai
quasi trent'anni, e per citare un brillante editor di
mezza et che so io,  tempo che tu esca dal tuo carapace
ed affronti il mare aperto della vita adulta....
Zia Mame, davvero hai pianificato tutto? Tu....
Vola, mio piccolo uccellino, dopo tutti gli anni
trascorsi nella mia gabbia dorata ormai conosci il
mondo, vola! disse mimando un arioso battito d'ali.
Va bene, carogna. Me ne vado. Me ne vado in
questo preciso istante.
Perfetto, caro, aspetta solo che sbatta due cose
in valigia. Sono da te in un secondo. Questo obitorio
mi fa venire i brividi. Ci metto dieci minuti,
massimo quindici.... In quel momento sentii il fischio
del traghetto, che stava arrivando.
Mi spiace, non ho quindici minuti, e neanche
dieci. Addio. E attenta al portafoglio. Ah, e grazie.
La abbracciai forte, e le diedi un bacio.
Un attimo, un attimo, giovanotto. Dopo tutto
quello che ho fatto per te, non vorrai lasciarmi qui
con queste tre furie. Era indignata.
Per citare il tuo attempato conoscente nel mondo
editoriale, mi sto liberando dal carapace, e sono pronto
per il mare aperto. E intendo affrontarlo adesso,
prima di passare un'altra notte sotto il molo.
Patrick, non vorrai lasciarmi sola in questa orribile
casa!.
Tu ci sei entrata, e adesso tu te ne tiri fuori - psicologicamente,
intendo. Arrivederci, e grazie ancora.
E schizzai via.
Il tempo di arrivare al cancello, e Melissa usc allo
scoperto. Era molto pallida e aveva un'aria estremamente
determinata. Inoltre indossava un abito rosso
decisamente corto. Era uno schianto.
Ferma, Patrick disse fremendo. Ho sentito
quello che hai detto a Margot. E hai ragione, Margot
 una donna tremenda, venale, e fra l'altro di Kafka
non sa niente. Ma io sono diversa da lei, e anche da
Miranda. Prendi me, e ti prometto che non le vedrai
mai pi. Possiamo andare a Roma insieme. A me basta
la mia musica, mi basti tu. Il traghetto emise un
secondo, lancinante fischio. Io posso farti felice. Mi
piace la pubblicit, mi piace la gente comune e....
Il resto della dichiarazione and perduto, perch
mi misi a correre come un pazzo gi per la strada
polverosa che tagliava in due Maddox Island.
Arrivai al molo proprio mentre la lancia cominciava
a muoversi. C'era un bel salto da fare, ma pazienza.
Mi feci largo fra i villeggianti che tornavano a casa,
trascinandomi dietro la valigia fino a quando non andai
praticamente a sbattere contro una stupenda ragazza,
in un impeccabile completo da viaggio. Aveva
una meravigliosa massa di capelli rossi al vento, e naturalmente
era Pegeen Ryan. Bu! le feci da dietro.
Ah, sei tu.
S. Io ragazzo di citt - tu ragazza indigena.
Oh, ma c' da crepare dal ridere. Hai una carriera
in televisione.
Piantala, irlandese.
Vai a Bangor a comprare la fede per Margot?.
No, vado a Bangor a comprare un biglietto per
tornare a casa. A casa mia, intendo.
Oh disse alzando un sopracciglio.
Gi, oh.
Per un po' rimanemmo in silenzio.
Ti spiace se mi siedo vicino a te, Pegeen?.
 un traghetto pubblico.
E ti spiace se mi siedo vicino a te sul taxi che
prendiamo alla prossima isola?.
 un mezzo di trasporto pubblico.
E sul traghetto per Eastport?.
 un altro traghetto pubblico.
Dopo il traghetto, ti ricordo, c' la corriera per
Bangor, che  pubblica anche lei, e poi l'aereo per
New York, sempre pubblico, e poi la macchina pubblica fino al terminal, e poi....
Tutto molto pubblico, no? disse Pegeen. Ma stavolta con un sorriso.
Forse potremmo andare a cena. Non so, vogliamo fare stasera? In un ristorante pubblico, naturalmente.
Forse.
Le misi un braccio intorno alle spalle, e guardammo insieme Maddox Island sparire nel tramonto.
<continua>
...
.
...
CAPITOLO 11.
...
.
...
ZIA MAME RIVEDUTA E CORRETTA.
...
.
...
Le vicende dell'Indimenticabile erano cos appassionanti
che finii per addormentarmi. Alle quattro
venni svegliato dal telefono. Mi alzai per rispondere,
ma ci aveva gi pensato Pegeen.
 per te disse coprendo la cornetta. Quella
matta di tua zia.
Impossibile,  in India sussurrai.
Vuol dire che la linea  particolarmente buona.
Tieni.
S? dissi con una certa cautela.
Tesoro, tesoro, sono io! trill zia Mame.
Madove sei?.
Al St. Regis. Sono atterrata stamattina, ma mi
trattengo solo un paio di giorni. Non ti ho scritto
che ero in arrivo?.
Veramente no.
Oh, be', volevo farlo.
Com'era l'India? chiesi tanto per dire qualcosa.
Oh, divina, caro, assolutamente divina. Non vedo
l'ora di raccontarti il mio nuovo lavoro.  importantissimo,
sai? Secondo Nehru, ho fatto pi io per
liberare la mente indiana dal comunismo che....
Scommetto che a forza di averti intorno avranno
finito per trovare niente male anche il Pakistan.
Come dici, caro?.
Niente.
Senti, caro, esigo di vederti. Voglio vedere te,
Pegeen e il vostro adorabile bambolotto. Insomma,
mi fai un bambino e io neanche lo vedo. Va bene
che ho dovuto dare una mano all'Europa e all'Asia
a rimpannucciarsi, ma dico. Non puoi metterlo in
una cesta e calarmelo?.
Zia Mame, ha sette anni.  talmente grande che
mi ci mette lui in una cesta.
Santo cielo, come passa il tempo quando uno 
cos occupato. Ma allora venite voi! Do una piccola
festa di benvenuto da me.
Quando?.
Appena puoi. Viene un sacco di gente molto interessante.
Molto internazionale, sai. Presto, caro,
vieni. Muoio dalla voglia di vedervi.
Va bene, ci provo. Siamo l in un'ora.
A bientt, amore mio. E riagganci.
Be'? chiese Pegeen.
Era zia Mame.
Questo l'avevo capito.
 al St. Regis.  appena tornata. Vuole che la
raggiungiamo immediatamente.
Me lo sentivo che non poteva durare. Sette, otto
anni di pace, e gi ci risiamo.
Su, mettiti il cappello, andiamo. Vuole vedere
anche il bambino.
Pensi di presentarti al St. Regis con quel vecchio
accappatoio?.
Oh, santo cielo, non me n'ero accorto. Be', tempo
che prepari il bambino e sono pronto.
Per ricrdati una cosa disse Pegeen con un'aria
estremamente seria. Tua zia sar anche un personaggio,
una maga, un'incantatrice, tutto quello
che vuoi, ma non intendo permetterle di toccare
mio figlio. Pu guardarlo, fargli biri-biri, dirgli oh,
ma come sei grande, come somigli a pap, insomma
tutto quello che ci si aspetta da una zia, ma non
pu....
Dai, Pegeen, ma nemmeno vuole. Ha gi una vita
abbastanza piena, le mancano anche i bambini.
Non dovevo averla convinta del tutto, se davanti
alla porta della suite Pegeen si sent in dovere di tornare
sull'argomento: Ricorda!. Suonai il campanello
e Ito, in turbante, ci fece un profondo inchino.
Ito! dissi afferrandogli la mano. I capelli che gli
spuntavano da sotto il turbante si erano ingrigiti,
ma a parte questo, e il costume di scena, era sempre
lo stesso, con lo stesso sorriso felice.
Entrate. Madame molti affari. Madame molto
vuole vedere bambino.
L'interessato aveva gli occhi fuori dalle orbite. Mi tir
la mano:  come Punjab in Little Orphan Annie?.
No, Mike, lavora solo per tua zia gli risposi.
Per i pochi giorni che doveva trascorrere in citt,
zia Mame aveva preso un numero ragguardevole di
stanze, al momento occupate da una specie di delegazione
delle Nazioni Unite. C'erano un sacco di indiani
in completo occidentale e turbante, e diverse
indiane in sari. Mike non aveva mai visto nulla del
genere.
La prima persona in cui mi imbattei era Vera, che
si era tnta i capelli di un biondo piuttosto aggressivo.
Al compimento del sessantesimo anno aveva deciso
che i giorni da ingnue erano finiti per sempre.
Adesso interpretava perlopi giovani matrone trentacinquenni,
e le sue matine erano sempre esaurite.
E siccome la morte aveva bussato alla porta dei
Fitz-Hugh, e l'onorevole Basil era diventato conte a
pieno titolo, Vera faceva il possibile per interpretare
da par suo Vostra Grazia. Il tocco di autenticit britannica
era affidato al linguaggio, diventato un ibrido
molto vicino a una forma d'arte: Patrick, te-so-ro,
sono mlto, mlto felice di ve-drti, dopo tutti
qusti anni. Certo sei in-vcchiato, ragazzo mio.
Ciao, Vera, hai visto zia Mame?.
Oh, certo.  un fi-re.
S, ma dov'?.
Alla mia volta stava avanzando una visione che
ero certo essere zia Mame. Indossava un sari elaboratissimo,
drappeggiato in modo stravagante per far
risaltare al meglio la sua figura ancora snella. I capelli,
ormai completamente grigi, da vicino avevano
un'elegantissima sfumatura pervinca. Aveva parecchio
kohl intorno agli occhi, e un segno di casta sulla
fronte.
Ciao, Fatima le dissi.
Patrick! Caro, oh, caro ragazzo!. Mi si butt fra
le braccia e mi copr di baci.  Pegeen!. Dato che
i loro rapporti fin l erano stati brevi e cordiali, ma
niente di pi, le due ragazze si limitarono a un rapido
bacetto. E il bambino dov'?.
Qui dissi appoggiando una mano sui capelli
rossi di Mike.
Tesoro! disse zia Mame con tutta l'enfasi possibile.
Sono tua zia Mame!. Quindi baci e abbracci
anche lui.
Tua pro-zia Mame specific Pegeen.
E si chiama Michael in onore dell'arcangelo Michele,
vero? trill zia Mame.
No, in onore di mio padre Mick disse piatta
Pegeen.
Oh, Patrick, ma  divino.  preciso identico a te
da bambino, solo che ha i meravigliosi, meravigliosi
capelli di Pegeen. Anzi, sono persino pi belli di
quelli di Pegeen, a quanto vedo. Schiacci il naso
contro quello di Michael, e lo guard negli occhi.
A-more mio, sai che non ho mai visto dei capelli di
questo colore? Sono cos rossi!.
Neanch'io ne ho mai visti del colore dei tuoi. Sono
cos blu! disse Mike.
Zia Mame lo onor con una risata squillante.
Per essere cos piccolo hai uno spiccato senso di
osservazione, vero?.
Cosa dici? chiese Mike, con gli occhi sgranati.
Che hai uno spiccato senso di osservazione.
Mi spiace, ma non so cosa significa.
Oh, santo cielo, bambino mio. Tuo padre non ti
aiuta col vocabolario?.
Col cosa?.
Il vocabolario. Le parole che usiamo. Guarda tesoro
che ogni persona veramente colta deve avere
un vocabolario ricco e versatile.
Non li capisco tutti questi paroloni.
Certo che no, povero caro, come potresti, se
non ti danno mai modo di usarli? Sai cosa faccio? Ti
regalo un blocco uguale a quello che aveva tuo padre,
cos ogni volta che senti una parola che non capisci
la scrivi, e io ti spiego cosa significa e come
usarla. Ci divertiremo un sacco, vero?.
P-penso di s rispose Mike.
Cominciavo a innervosirmi. Senti, zia Mame, se
sei solo di passaggio non credo che avrai tutto questo
tempo per lavorare sul vocabolario di Mike,
quindi....
E chi pu dirlo? Anche se in India hanno molto
bisogno di me, il sangue non  acqua e... Oh, Michael
caro, cosa sai dell'India? Lo sai dov'?.
Un po'.
Oh, amorino mio, se solo potessi mostrartela - il
colore, lo splendore, il mistero!.
I misteri mi piacciono.
Anche a me, amore mio. E mi piacerebbe vederli
attraverso i tuoi giovani occhi azzurri. Sai che in
India nella giungla ci sono leoni e leopardi, e le
strade sono piene di elefanti?.
Come al circo, zia Mame? chiese Mike, che
sembrava parecchio interessato.
S, caro, come al circo. Ma molto meglio, perch
li puoi toccare, e ci puoi anche andare a cavallo.
A cavallo su un elefante? strill Mike.
Certo, caro. Quando stavo dal maragi di Ghitagodpur
andavamo dappertutto sugli elefanti. In qualit
di sua ospite avevo un elefante tutto per me.
Tutto per te?.
Ma certo, caro. Ti piacerebbe, eh?.
Oh, cavolo! Quando vai in India di nuovo se vuoi
prendo il treno e ti vengo a trovare. Tanto l'ho gi
preso il treno da solo. Sono andato da Verdant Green
alla Grand Central per andare a colazione con pap,
e poi siamo andati a teatro.
Ma certo che voglio, caro. Solo che io di solito
per andare in India volo.
Su un aeroplano?.
Su una scopa mormor Pegeen.
Cavolo. Magari posso venire presto. La scuola 
finita....
Mike, piano gli dissi.
Scusa, zia Mame disse Mike. Hai un vestito
molto bello.
Grazie, caro, vedo che ci sai fare con le signore.
Hai ragione, il sari  il vestito pi grazioso che una
signora possa indossare. In valigia ne ho una dozzina
e... Oh, ora che ci penso ho anche qualcos'altro.
Qualcosa che secondo me a un bambino come te
dovrebbe proprio piacere.
Cos', zia Mame?.
Una scimitarra.
E cos' una scimitarra?.
Oh, be', una specie di spada curva. L'ho trovata
curiosando in un bazar. Veramente  un'arma musulmana,
pi che ind, ma la decorazione sull'impugnatura
mi piaceva talmente che....
Mike capiva un terzo di quello che gli diceva zia
Mame, ma la parola spada gli aveva fatto girare la
testa.
Ti piacerebbe, caro?.
Oh, magari!.
Non pensi che possa essere un po' pericolosa
per un bambino di... prov a dire Pegeen.
Ma cara,  talmente poco affilata che non riusciresti
nemmeno a tagliarci il formaggio. Per ha una
sua bellezza. Perch voi due non vi fate un giro, cos
porto il bambino nella mia stanza e.... I due sparirono
prima ancora che potessimo rispondere.
Ascoltami bene, disse Pegeen ricrdati solo
che un conto  una rimpatriata, un altro che quella
pazza metta le grinfie su mio figlio.  un bambino
perfettamente normale.  intelligente, ma non ha
nulla di straordinario, e intendo che cos rimanga.
Non voglio che me lo rovini con un mucchio di....
Scusa, ma cosa intendi per "rovinare"? le dissi
un po' seccato. Zia Mame mi ha tirato su, no? E mi
trovi un eccentrico? Mi sembra che tu e io stiamo vivendo
una vita assolutamente felice e normale....
Esatto. E tale voglio che rimanga.
Per un po' girammo fra i vecchi amici dei giorni
di New York e quelli nuovi, delle notti di Bombay.
Era una festa in grande stile, che ricordava i fasti di
zia Mame negli anni Venti. Per un attimo provai
una punta di nostalgia per i tempi del Proibizionismo
a Beekman Place, e per quel fantastico appartamento
di Washington Square, che ormai non esisteva
pi. Anche Pegeen, che certo non era tenera con
zia Mame, sembrava piuttosto colpita.
Be', almeno ammetti che la ragazza sa stare al
mondo le dissi.
Oh, se  per questo potrebbe vendere ghiaccioli
agli eschimesi. Guarda che mi piace, dico davvero,
ma... Oh, mio Dio.
Seguendo il suo sguardo orrificato vidi Mike uscire
dalla stanza di zia Mame. Aveva la testa avvolta in
un immenso turbante bianco, e si trascinava dietro
una scimitarra.
Guardate, cari! Guardate il mio piccolo indianino.
Fai salaam a mamma e pap, come ti ha insegnato
zia Mame.
Mike fece salaam. Tutti gli indiani presenti risposero,
mentre le signore indiane ridacchiavano in
uno sventolio di sari. Anche se siamo parsi, e battezzati
da cinque generazioni, mi disse una di loro
vedere il piccolo americano con la cara Mame
....
Allora  deciso disse zia Mame con aria risoluta,
venendo verso di noi.
Che cosa? le chiesi.
Torniamo in India insieme. Se gli fate fare un paio
di vaccinazioni possiamo partire a fine settimana.
Devo dire che  un bambino adorabile. Hai fatto un
lavoro splendido, Pegeen, assolutamente spi....
Chi va in India, scusa? tuonai.
Noi, pap disse Mike. Zia Mame e io saliamo
su un grosso aeroplano e andiamo in visita da un re
che ha gli elefanti e spara alle tigri e gioca a polo e
incontrer anche un uomo religioso che ha insegnato
a zia Mame a respirare ed a concentrarsi - 
una parola nuova, pap - e lo insegner anche a
me... come hai detto che si chiama quell'uomo, zia
Mame?.
Yogin, caro. Ma non credo che a tuo padre interessi
in questo momento....
Ecco, yogin, e zia Mame e io....
Tu no.
Se gli avessi mollato una sberla l'avrebbe presa
meglio. M-mapap.
Mike, caro, non se ne parla neanche disse
Pegeen.  lontano e pericoloso. E se tu te ne andassi
io sarei molto triste.
L'estate scorsa sono stato via e tu eri felicissima.
Ti ho sentito, l'hai detto tu che non vedevi l'ora che
mi togliessi di torno e andassi a Camp Yahoo. Hai
detto....
Mike, comprtati bene intervenni.
M-mapap....
Patrick, caro, ma come puoi privare il bambino
di quest'avventura? disse zia Mame.  come sbattergli
in faccia la porta della conoscenza. Ha un'opportunit
splendida di vedere uno dei paesi pi interessanti
del mondo - pieno di colore e mistero e
turbolenze politiche -, senza contare che lo vedrebbe
dall'interno, non come un turista, e tu....
Zia Mame,  cos piccolo....
 una proposta bellissima, Mame, una delle pi
generose che abbia mai... intervenne Pegeen.
Mamma disse Michael. Il labbro inferiore gli
tremava, e gli occhi erano pi blu dei capelli di zia
Mame. Per favore, posso andare? Non sono mai
stato da nessuna parte, solo alle Bermuda e a Maddox
Island e a Camp Yahoo. Per favore, posso andare?.
Be', Mike sa come spezzarti il cuore con un solo
sguardo.
Mike, senti, ecco... fammi parlare con pap.
Buonissima idea disse tutta garrula zia Mame.
Le coppie devono discutere fra loro dei loro problemi,
tirarli fuori e affrontarli a viso aperto. Se lo facessero
di pi non ci sarebbero tutte quelle liti e
quei divorzi. Andate a parlarne in camera mia. Adesso.
Praticamente ci spinse dentro, e chiuse la porta.
Be'... dissi.
Non lo so fece Pegeen. Da una parte mi vengono
in mente circa diecimila obiezioni a questo fantastico
programma. Tua zia  frivola, svitata, possessiva,
prepotente, e Mike  un bambino molto sensibile....
E l'India  molto pericolosa. Insetti velenosi e
rettili, almeno credo. Per non ci sono mai stato, e
devo ammettere che suona....
Naturalmente  una meravigliosa opportunit
per Mike, non sar certo io a negarlo. Sarebbe
un'esperienza che porterebbe con s per il resto
della sua vita. E tuttavia....
Sai, non credo che avrebbe tutti questi problemi.
A suo modo, zia Mame  affidabile. Certo 
lontano....
Non  questo che mi preoccupa, Pat,  che se...
se gli dico di no, e non cambio idea, mi sentir terribilmente
in colpa, e lui per tutta la vita potr....
Be', deciditi. Ma certo se gli dicessi di no gli
spezzeresti il cuore. Lui  pazzo di zia Mame, si vede,
e....
Oh, e va bene, sospir Pegeen tanto ce l'ha
sempre vinta lei. Le diremo questo: Mike pu andare,
ma ad un'unica condizione, che torni ai primi di
settembre. Quello che deve essere ben chiaro  che
non voglio che perda un solo giorno di scuola....
E niente yoga. Su questo non transigo.
Assolutamente niente yoga. So che  una pazzia,
ma....
Aprimmo la porta e ci ritrovammo davanti i due -
Mike in turbante e zia Mame in sari. Mike ricorse
agli occhi blu, come sempre. Posso andare?.
Sapevo benissimo che avevano origliato, ma non volevo
dare a zia Mame la soddisfazione di dirglielo.
S, puoi andare.
Evviva! Mike ci salt addosso, coprendoci di
baci.
Ma ci sono un paio di cose, zia Mame, che vorrei
fossero estremamente chiare.
S, caro? disse con il suo sguardo pi liliale.
Deve tornare ai primi di settembre, per la Festa
del Lavoro.
Oh, ma certo, caro, la Festa del Lavoro fuori citt
 talmente suggestiva.
... e guai a te se lo porti dallo swami....
Dove andiamo c' una piccola chiesa episcopale.
Sar mia cura spedircelo tutte le domeniche.
Tuttavia, privarlo della possibilit di incontrare un
uomo di intelletto superiore come il mio guru, e
non concedergli di abbeverarsi alla fonte di quella
forza, di quella saggezza....
E, ultima cosa, mderati.
Moderarmi? Una signora che ha passato i quarant'anni...
Cosa vuoi....
Lo sai benissimo. Niente pazzie. Portalo in India
e riportalo indietro, senza fuori programma, non
so, i panorami tibetani, le fumerie d'oppio....
Sei tale e quale a tuo padre, Patrick. A volte mi
dico che con te ho proprio fallito.
Ecco, cerca di fallire anche con Mike. Il bambino
sta vivendo una vita tradizionale in un ambiente
tradizionale. Sta frequentando una scuola tradizionale
e....
Ah, di questo sono sicura. Pegeen, pensi che venerd
possa andar bene per partire?.
Venerd? Be', io....
Perfetto. Prendiamo l'aereo di mezzogiorno.
Ma davvero posso andare? disse Mike.
S, ma solo per l'estate. Zia Mame sa che, caschi
il mondo, deve riportarti indietro per la scuola.
Zia Mame prese la mano di Mike, e lo guard
amorevolmente negli occhi. Dimmi, caro, ti piace
la scuola dove ti mandano?.
No.
Sai, qui c' un signore interessantissimo. Viene
da Madras. Ha un'idea dell'educazione completamente
nuova. La sua scuola  interrazziale, cio ci
sono bambini di tutti i paesi e di tutti i colori. Si studia
all'aperto, e invece dei libri....
Ho detto che deve tornare per la Festa del Lavoro
esplosi.
Questo signore  proprio qui alla festa, caro, e
sarebbe felice di conoscerti. Vieni con me, andiamo
a cercarlo. Divertitevi, voi due! disse voltandosi un
attimo.
Dio mio, finalmente ho capito.  il Pifferaio Magico
sospir Pegeen.
Con la mano di Mike nella sua, e il sari al vento,
zia Mame spar tra la folla.
...
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FINE.
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Postfazione.
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ZIA MAME E CEDIE: DI MATTEO CODIGNOLA.
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A Bianca e Livia, loro dovrebbero sapere perch.
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Good authors too who once knew better words. Now only use four-letter words, Writing prose, Anything goes.
Cole porter, Anything Goes.
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I always start writing with a clean paper and a dirty mind.
PATRICK DENNIS.
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...
Chi abbia qualche consuetudine con le note biografiche avr probabilmente gi capito, dalle evidenti lacune della presente, che la vera identit dell'autore  circondata da un fitto mistero. Lo  al punto che dei suoi dati anagrafici non fanno parte n il nome n il cognome usati qui. Se qualche lettore volesse provarsi a indovinare chi effettivamente sia Patrick Dennis, pu rivolgersi all'editore, che sar lieto di ascoltarlo. Ma a patto che il lettore stesso non pretenda dall'editore un cenno di smentita o di conferma.
Grossomodo, quanto segue si pu considerare un'iscrizione, fuori tempo massimo, al gioco lanciato dal risvolto della prima edizione di Zia Mame, ma il lettore di oggi, rispetto al suo predecessore del 1955 che brancolava nel buio, ha un piccolo punto d'appoggio, la certezza che Patrick Dennis si chiamava, in realt, Edward Everett Tanner Terzo.  quasi pi di quello che l'interessato sapesse di se stesso, ed  comunque quanto basta per accostare una vicenda che, fortunatamente, pu essere ricostruita a partire da un momento qualsiasi. Ad esempio da un
freddo mattino di febbraio del 1943, sul ponte della motonave Atlantis.
Salpata da New York, l'Atlantis trasportava in Nordafrica un contingente dell'American Field Service, il corpo non tanto scelto di cui, volendo, entrava a far parte chi era stato ritenuto inabile al servizio attivo. Anche solo a vedersi - a vedere le uniformi dei Desert Rats, modificate da ciascuno secondo il proprio gusto personale -, gli elementi test arruolati non dovevano sembrare, agli ufficiali chiamati a inquadrarli, particolarmente compresi nel ruolo: e probabilmente per questo, dopo qualche giorno di navigazione, il comandante aveva deciso che dal mattino dopo, quasi all'alba, la truppa dovesse fare una sana mezz'ora di reazione fisica (sarebbe il nome militare della comune ginnastica) all'aperto.
La decisione in s non era sbagliata, quello che lasciava a desiderare era la valutazione dei singoli.
Nessuna delle reclute, infatti, appariva troppo addomesticabile, e il meno docile era il pi gaio di tutti, quello spilungone di Tanner, gi segnalatosi per l'imitazione impeccabile di alcuni numeri di Carmen Miranda e la conoscenza enciclopedica del copione di Paljoey. In effetti, da un aspirante infermiere che girava per la nave tagliando i capelli ai commilitoni con sfumature non precisamente tattiche e chiedendosi a voce alta come mai i militari volessero a tutti i costi trasformare la guerra in un'esperienza cos spiacevole era abbastanza ovvio aspettarsi una qualche forma di insubordinazione. Non coreografica n contagiosa, per, come quella del mattino in cui, all'ordine di correre sul posto, Tanner, in ultima fila, aveva attaccato a cantare, e naturalmente a ballare, il Cancan di Offenbach: seguito all'istante da tutta la truppa, e poco dopo dal comandante, costretto a cambiare in corsa (appunto) il programma addestrativo con un rassegnato E va bene, Cancan)..
Non  mai stato del tutto chiaro cosa intendesse
Susan Sontag affermando che l'essenza del camp
fosse lo spodestamento del serio, anche perch
non si capisce perch mai una vasta progenie di
scrittori, da Luciano di Samosata a Tristan Tzara,
non potesse rientrare dalla finestra in questa variante
anni Cinquanta della dissacrazione. Ma se i limiti
del camp sono arbitrari, nulla impedisce di trovare
al fenomeno una data e una circostanza di nascita
altrettanto arbitrarie: ad esempio, quel mattino di
febbraio del '43, a bordo dell'Atlantis.
Spodestare il serio, per Tanner, si era rivelata una
coazione precoce, e in parte indotta. A non fargli
prendere sul serio il suo nome, tanto per dire, era
stato il suo (serissimo) padre, che prima ancora della
nascita aveva deciso di chiamare il bambino sempre
e solo Pat - e questo in onore del pi improbabile
dei patroni, Pat Sweeney, un peso massimo
irlandese all'epoca celeberrimo. Per contrappasso,
negli anni a venire Pat non avrebbe preso sul serio i
vizi paterni, e all'ennesimo collasso del genitore al
rientro da una notte brava gli avrebbe semplicemente
sfilato i calzini, smaltato le unghie di rosso, e
rimesso i calzini - lasciando che il reprobo al risveglio
si chiedesse, presumibilmente invano, cosa diavolo
aveva combinato nelle ore precedenti. Insomma,
se Edward, Patrick, Pat deve a tutti i costi identificarsi
con un tratto psicologico - ma questo come
vedremo  un problema nostro, pi che suo -, il primo
candidato  lo scarto istintivo dalle reazioni pi
prevedibili. Al fronte - e non su un fronte qualsiasi,
nell'inferno di Montecassino - Pat dimostra un sorprendente
sprezzo del pericolo, guidando imperterrito
la sua ambulanza sotto il fuoco nemico, ma
quando viene ferito a una gamba, e un collega infermiere
accenna a tagliargli i bermuda per procedere
alle medicazioni, ha un attacco di panico conclamato.
Il collega si ferma, cerca di calmare il paziente,
e gli chiede spiegazioni: per sentirsi rispondere
che le braghette vengono dal pi esclusivo negozio
di uniformi del Cairo, e che non c' modo, a
breve, di procurarsene altre.
Ai bermuda - sopravvissuti alle forbici - Pat deve
essere comunque molto legato, se per tutto il 1945
non indosser praticamente altro. Dimesso dall'esercito
in sguito a un'improvvisa, gravissima depressione,
Pat decide di lasciare per sempre Chicago
e cercare lavoro a New York. Nonostante i bermuda
viene assunto da un'importante agenzia letteraria,
la Mclntosh & Otis, per la quale prepara schede
di lettura. Poco dopo - grazie probabilmente ai
bermuda, al barbone fluente che si  fatto crescere
e al cranio raso - viene notato da Franklin Spier,
inventore e padrone di un'agenzia che fornisce prodotti
editoriali e libri chiavi in mano a clienti di prima
fascia, come Doubleday. Il nuovo datore di lavoro
di Pat ha un'alta tolleranza per le eccentricit
(del resto, percorre il parquet degli uffici facendo
picchiettare sul medesimo una gamba di legno, coperta
di tatuaggi), che tende a considerare il sintomo
di un possibile talento. E infatti poco dopo l'assunzione
affida al nuovo arrivato la stesura di There's
a Fly in This Room!, raccolta di aneddoti non sempre
divertenti che nel 1946 esce a firma di un giornalista
piuttosto noto, Ralf Kircher.
Dopo un biennio di apprendistato, Pat lascia
Spier per una piccola casa editrice aperta da poco,
la Creative Age Press. Il nome promette bene, e per
dimostrarsi all'altezza Pat agisce in due direzioni:
sul piano del comportamento, introduce in ufficio
una forma inedita di ginnastica postprandiale, che
consiste nel trascorrere le prime due ore del pomeriggio,
chiunque si abbia davanti, a testa in gi; su
quello della professione, si dimostra in grado di
trattare per esteso anche argomenti di cui non ha
conoscenza diretta - come il primo anno di matrimonio
di una giovane coppia, tema centrale di The
Doctor Has a Baby, romanzetto allegro scritto nel
1949 per conto di una certa Evelyn Barkins.
La stesura del libro  da considerarsi in qualche
modo propiziatoria, dato che l'anno dopo Pat, a dispetto
dei vari indizi che non sembrano indirizzarlo
a uno stile di vita ordinario, sposa un'aristocratica e
bellissima ragazza, Louise Stickney, che gli dar due
figli e passer accanto a lui, in varie forme, il resto
della vita. Nello stesso periodo, Pat viene cercato da
una rivista imprevedibilmente austera, Foreign Affairs.
 una proposta impossibile da rifiutare, e Pat
non solo la accetta, ma tenta di calarsi nel ruolo, decidendo
addirittura di tagliarsi la barba. Purtroppo
per lui, per, sbarbato e vestito come un frequentatore
abituale di Savile Row, Pat sembra il candidato
ideale per un lavoro che va al di l della pubblicistica,
e infatti viene richiesto come uditore (qualcosa
fra l'interprete e lo stenografo) dal Council,
un'emanazione della rivista che organizza convegni
e seminari per diplomatici, politologi, statisti. Per
una specie di impossibilit fisica a pronunciare la
parola no, Pat acconsente, anche se dopo un paio
di sessioni fa l'unica cosa sensata - si lascia ricrescere
la barba, in quegli anni incompatibile con
qualsiasi tipo di incarico ufficiale.
Da quel momento in poi, il suo ruolo al Council sar
forzatamente marginale - ma si d il caso che i
margini siano, o stiano per diventare, il punto d'osservazione
preferito di Pat. Se ne ha la conferma nel
1952, quando Thomas Crowell pubblica un libro che
secondo il risguardo getta una luce inedita sulle tattiche
del comunismo e soprattutto non avrebbe
potuto essere scritto da nessun altro che dal suo autore,
un ex diplomatico ungherese, Nicholas Nyaradi.
Come si sa, delle presentazioni troppo enfatiche o
tautologiche  sempre bene diffidare, e infatti il libro
(cos come il risguardo)  stato scritto per intero da
Pat, che oltre a una rispettabile provvigione incassa
gli encomi dello Herald Tribune, stupito di vedere
gli intrighi del comunismo denunciati con tanta
grazia, tanto umorismo, tanto charme.
Qui Pat capisce che se  riuscito a farsi passare per
un funzionario magiaro nulla gli impedisce di impersonare,
e non pi per conto terzi, una scrittrice
di intrattenimento, s, ma con un certo uso sia del
mondo che delle lettere. Ed ecco spuntare dal nulla
(o meglio, dalle Virginia Rounds, le sigarette preferite
di Pat) Virginia Rowans, autrice di Oh, What a
Wonderful Wedding!, altra commedia a sfondo matrimoniale
di cui gran parte della stampa nota, insieme
allo smalto comico, l'inconfondibile, e acutissimo,
realismo femminile. Rowans sembra avviata ad una
luminosa, e soprattutto prolifica, carriera. A dodici
mesi di distanza dal debutto pubblica un secondo
romanzo, House Party, di ambiente e tono analogo al
precedente. Stavolta per, come accade quasi sempre
alle opere seconde, l'accoglienza  pi tiepida.
Miss Rowans, sostengono i critici, sa indubbiamente
scrivere scene anche molto divertenti: ci di cui si
dubita  che sappia creare un personaggio capace di
trasformare una successione di capitoli in un romanzo,
e di trovarsi un posto nella memoria del lettore.
Ah, s? Davvero?
Caro, quel cialtroncello di mio nipote Patrick ha
scritto un libro su di me che trovo estremamente
scurrile. E soprattutto per nulla veritiero. Pensa,
racconta che una volta mi sarei fatta beccare nuda
in un dormitorio di Princeton. Smentisco nel modo
pi categorico: non era Princeton, era Yale. Nel caso
i suoi predecessori fossero effettivamente stati
troppo discreti, il nuovo personaggio di Pat, Mame
Dennis, prende addirittura la penna e scrive, su una
carta intestata che ha gli stessi colori (rosa, bianco e
nero) e gli stessi caratteri del volume, una lettera ai
librai. E dalla chiusa della medesima si intuisce che
di Mame non sar tanto facile liberarsi, ammesso di
volerlo: Dunque, sappi che far causa a Patrick.
Far causa alla Vanguard Press. E, nel caso tu venda
una sola copia del libro, far causa anche a te. Baci
baci baci, Mame.
Ai librai non  immediatamente chiaro chi abbia
scritto quelle righe, e il dubbio che si tratti di una
persona in carne ed ossa accompagner a lungo sia
loro che i lettori.  un'incertezza in parte voluta da
Pat stesso, e che contribuir in misura molto significativa
alla leggenda del libro. L'autore del romanzo
risulta infatti chiamarsi Patrick Dennis, nome
pescato dall'elenco del telefono, ma che per
sventura  anche quello del narratore - e per quante
avvertenze uno incameri prima di cominciare la
lettura, la sensazione di avere per le mani una storia
vera non si dissolve tanto facilmente. A qualche
tempo dall'uscita, stufo di sentirsi rivolgere domande
troppo personali, Pat cercher di cavarsi d'impaccio
dichiarando a Life che, siccome i lettori
tendono a considerare vero quello che gli presentiamo
come una finzione, l'unico modo per rendere
una finzione credibile  presentarla come se fosse
vera. Ma ormai  troppo tardi: i lettori hanno
cominciato a sperare che da qualche parte Mame e
gli altri personaggi esistano realmente.
Col tempo e lo spazio sufficienti, si potrebbe anche
dimostrare come quelle aspettative non fossero
del tutto infondate. Nel romanzo l'atletico padre di
Patrick non si ritrova le unghie smaltate, ma in compenso
muore a pagina 2, anche se per regolare i sospesi
Pat lo fa reincarnare nel personaggio pi bigotto
e indisponente del libro, Mr Upson. Agnes
Gooch, l'impresentabile segretaria di zia Mame che
all'occorrenza si trasforma in vamp,  la controfigura
di una segretaria di Pat alla Creative Age, e cos
via, fino ad arrivare a quello che un legale chiamerebbe
il caso di specie: l'alias di Mame Dennis.
Marion Tanner, zia di Pat per parte di madre, era
nata a Buffalo come Mame, e come Mame si era poi
trasferita a New York, dove nei primi tempi, per
mantenersi, aveva insegnato una disciplina che non
 dato sapere dove avesse appreso: l'hockey su
ghiaccio. In sguito, Marion avrebbe lavorato come
commessa e poi tentato, con modesta fortuna, la
strada del cinema. Nel frattempo, da due mariti eliminati
in sequenza, aveva ricavato il necessario ad
aprire e mantenere una casa, in cui oltre a praticare
ogni disciplina orientale allora nota in Occidente riceveva
pi o meno chiunque: artisti veri o presunti,
sedicenti membri dell'intelligencija, mondani di vario
livello, e in misura sempre maggiore anche vagabondi,
e soprattutto ragazzini di strada. I quali dormivano
dove capitava, mangiavano quello che c'era,
e secondo i testimoni dimostravano, verso i servizi
igienici comunemente intesi, un sovrano e incorreggibile
disprezzo. Ma per la padrona di casa, peraltro
dispotica quanto e pi di Mame, non faceva
tutta questa differenza: ai suoi occhi gli adulti erano
una massa indistinta, mentre i pi giovani potevano
almeno vantare il privilegio di un nome, anche se
uguale per tutti: Patrick.
Negli anni, Marion avrebbe procurato vari grattacapi
al nipote, ripetutamente costretto a tappare le
falle che un treno di vita cos scriteriato avrebbe
aperto in qualsiasi amministrazione. E proprio il
permanente dissesto finanziario le suggerisce, sul
finire degli anni Cinquanta, di presentarsi al quiz televisivo
del momento, The Big Surprise, nei panni
della vera zia Mame, per rispondere a domande
sulla propria, presunta o no, biografia. Una materia
che Marion dimostra in ogni caso di conoscere piuttosto
bene, e che le fa guadagnare una somma tutt'altro
che disprezzabile - 20000 dollari. Oltre alla
stizza di Pat, naturalmente. Convinto che l'unico
volto pubblico della sua creatura dovesse essere
quello della sua interprete ufficiale in teatro e poi al
cinema, l'unica e sola Rosalind Russell, Pat non
prende affatto bene il coming out della sua congiunta,
che di Russell non aveva n lo spirito, n il flair,
n tanto meno la silhouette. Eppure, il fatto piuttosto
inconsueto di un personaggio letterario (o presunto
tale, non importa) che arriva (sulle sue gambe)
in prima serata avrebbe dovuto indurlo a riflettere
sulla natura e i risultati del proprio lavoro. Sui
quali solo due o tre anni prima, come dimostra il seguente
flashback, nessuno avrebbe scommesso.
Nel 1955 il manoscritto di Zia Mame era stato
rifiutato da diciannove editori, che col fiuto e la lungimiranza
tipici della categoria lo avevano giudicato
invendibile. Invendibile, per chi non lo sapesse, 
un giudizio che in editoria si applica a tipologie di
opere molto diverse, fra le quali spiccano, nell'ordine,
alcuni titoli che di l a poco verranno stampati
in milioni di copie, quasi tutti i libri illustrati e tutte
le raccolte di racconti, senza distinzione. Purtroppo
per Pat, Zia Mame in origine era, per l'appunto, una
raccolta di racconti, il che spiega sia i rifiuti, sia la
decisione presa da Vanguard Press, cio comprare il
libro e trasformarlo in qualcosa che si potesse, non
importa quanto artatamente, presentare come romanzo.
Per fortuna di Pat, della missione si incarica
un giovane e brillante editor, Julian Muller, che
in una settimana o gi di l inventa - andandolo a
pescare, prodigi della creativit in articulo mortis,
sulle pagine di Selezione - l'escamotage vincente.
Pat capisce al volo che l'idea del confronto tra
Personaggi Indimenticabili funziona, mette sotto le
sue due dattilografe (Vivian Weaver ed Elaine Adam,
cui il libro  dedicato), e in quindici giorni consegna
la versione di Za Mame che oggi conosciamo.
Dal punto di vista editoriale, gli interventi sono finiti.
Da tutti gli altri, cominciano adesso.
La lettera citata prima ha qualche effetto, nel senso
che spinge il responsabile di tutte le librerie Doubleday,
George Hecht, a leggere il libro in una sera,
e a chiamare immediatamente James Murphy, direttore
commerciale di Vanguard, per sollecitare un
lancio degno di questo nome. Sull'onda dell'entusiasmo,
Hecht si dichiara pronto a stampare a sue
spese una locandina in cui le librerie promettono ai
clienti insoddisfatti di Zia Mame un rimborso di due
libri contro quello restituito, ma Murphy  tiepido.
Crede talmente poco alle possibilit del romanzo da
averne programmato l'uscita per la zona pi morta
dell'anno, met gennaio, e il massimo dello sforzo
creativo che concepisce  una scatola di fiammiferi
identica alla copertina, dove per si legge Have
you read Auntie Mame?.
Il problema - per Murphy, evidentemente -  che
il libro si muove subito. E appena escono le prime
recensioni, tutte entusiastiche, Muller e Pat riprendono
in prima persona l'idea di Hecht, proponendo
ai librai, in cambio di congrui rifornimenti, una
copia omaggio ogni dieci vendute.  quasi inutile,
dal momento che a poca distanza dall'uscita il libro
fa la sua comparsa nella classifica dei primi dieci pi
venduti pubblicata dal New York Times, dove si
tratterr per 112 settimane. Casomai qualcuno dovesse
leggere distrattamente le cifre, sono pi di
due anni.
Da qui in avanti, la vicenda di Zia Mame non  pi
solo editoriale, e sembra rispettare un copione noto,
solo coi tempi convulsi di una comica nel muto. A
ventiquattr'ore dall'uscita della recensione pi temuta,
quella del New York Times, Robert Fryer,
forse il pi importante produttore di Broadway,
compra, dopo le inevitabili manfrine dell'agente di
Pat (Ho altre offerte, sto pensando a un'asta), i diritti
teatrali del libro. Dentro di s Fryer ha anche gi
scelto la sua protagonista, che poteva essere solo la
pi elegante, spiritosa, linguacciuta fra le (quasi) ex
star di Hollywood: Rosalind (Roz) Russell. Le manda
subito il romanzo, che da quel giorno stesso e per il
resto della vita Russell considerer cosa sua - e di
nessun altro, con buona pace delle innumerevoli
aspiranti alla successione, da Greer Garson ad Angela
Lansbury fino a Lucille Ball. Per questo, o anche per
questo, il making di Zia Mame sar talmente movimentato
da fornire, in s, materia di romanzo, e chi
volesse verificarlo di persona deve solo leggere le
memorie di Roz, che oltre al titolo (Life Is a Banquet!,
motto di Miss Dennis) prendono da Mame tutto il resto,
a cominciare dall'inattendibilit - e adorabilit -
della voce narrante, al punto da sembrare un rifacimento
del romanzo, stavolta raccontato direttamente
dalla protagonista.
Ancora, a stretto giro di passaparola zia Mame (anzi
Mame e basta) viene cooptata nel pantheon che
pi di ogni altro garantisce, a un personaggio, la sopravvivenza
di lungo periodo, quello delle icone gay.
Negli anni Cinquanta la cultura omosessuale non
aveva la visibilit che ha oggi, anzi lottava per uscire
allo scoperto, quindi aveva un disperato bisogno di
portavoce autorevoli: e per ragioni evidenti nessun
candidato al ruolo appariva pi idoneo di Mame e, o,
delle sue interpreti (poi dei suoi interpreti) in scena.
Da tutto questo, incredibilmente, Pat non sembra
turbato. Sul successo del libro non ha ovviamente
nulla da ridire, ma la cosa strana  che non ha nulla
da ridire neppure sugli adattamenti che il libro sta
subendo. Il plurale va inteso alla lettera, perch il
primo scrittore incaricato di preparare un copione,
Sumner Locke Elliott, tributa al libro un odio senza
quartiere, che traspare dal lavoro ultimato. Inorriditi,
Freyer e Russell chiedono a Pat di metterci mano.
Lui accetta, e dopo alcune settimane comunica entusiasta
di avere quasi finito - le prime cinquecento
pagine, s'intende, cio il primo atto. Si arriva ad una
rapida transazione, e il lavoro passa a due professionisti
di prim'ordine, Jerome Lawrence e Robert
Lee, con Pat in veste di consulente. Un consulente
di straordinario buon carattere, per, che a dispetto
dell'enorme semplificazione del plot (pretesa in
gran parte da Roz), e della decisa virata al mlo, ripete
solo che tutto quanto gli sembra perfetto - ed
 persino probabile che lo pensi. Sta di fatto che il
31 ottobre 1956, a poco pi di un anno dall'uscita
del libro, lo spettacolo va in scena. Sar il pi costoso
non-musical mai prodotto a Broadway, ma anche
uno dei dieci maggiori incassi di tutti i tempi.
Pat intanto  passato ad altro, in particolare alla
stesura di una specie di guida turistica per un ranch
nel New Mexico che una sua amica ha comprato,
faticosamente ristrutturato, e intende trasformare in
una sorta di agriturismo (o nel suo equivalente di allora).
Chiunque abbia sentito anche solo un conoscente
intrattenere l'uditorio sui prodromi e i postumi
di un rogito non pu non pensare con un brivido
di sgomento a un tema del genere, eppure Guestward
Ho!, uscito nel 1956, scala rapidamente le classifiche,
andando addirittura ad insidiare il primato di
Zia Mame. A questo punto il successo, per Pat, somiglia
un po' troppo a una condanna: e, come si poteva
prevedere, scatena una reazione che persino i
suoi amici, nei rari intervalli di sobriet, trovano eccessiva.
Denti e capelli, per Pat, erano da tempo un
cruccio, che un uomo ormai affluente avrebbe tuttavia
potuto risolvere senza sostituire i primi con un
parrucchino da teatro e i secondi con una dentiera
della mutua, comodamente estraibile, e continuamente
estratta. E non avendo Pat un fisico cos irresistibile,
nessuno capiva davvero perch nelle circostanze
meno appropriate dovesse esporlo integralmente,
strappandosi, o quasi, di dosso principe di
Galles e gardenia.
L'unico a dimostrargli una qualche comprensione,
in effetti,  Cris Alexander. Attore (anche in Zia
Mame), fotografo, ballerino e non si sa pi cos'altro,
Cris  un gay fiammeggiante di inarginabile vitalit,
specializzato nell'atto fondativo della cultura camp,
il travesti. All'inizio quelli che Cris propone, e Pat asseconda,
sono giochi innocui. A una festa dai Tanner,
Cris riesce a farsi passare da tutti per una cameriera
di colore arruolata alla bisogna, almeno fino a
quando si accosta all'orecchio di Roz e si produce
nello stesso numero che eseguiva alla perfezione in
scena, un rutto squassante ed inconfondibile. Ma di l
a poco il velo di innocenza cadr.
Nelle more di questa festa mobile, comunque, Pat
salta un giro, e manda avanti Virginia. Sempre nel
1956, Rowans pubblica infatti un nuovo romanzo,
The Loving Couple: e il suo pubblico scopre di averla,
fin qui, largamente sottovalutata. A partire da uno
spunto che non si segnala per originalit - un giorno
nella vita di una giovane coppia suburbana -,
Virginia costruisce una strepitosa commedia di costume
che poggia sull'unit di tempo (tutto si svolge
nelle ventiquattr'ore successive a una discussione
per futili motivi), ma scardina quella di spazio, o almeno
scardina lo spazio del libro. The Loving Couple
 infatti rigorosamente diviso in due: ha due punti
di vista, due sezioni (His Story, Her Story), due
copertine, due frontespizi - identici, ma capovolti
uno rispetto all'altro. Di conseguenza, ha due versi
di lettura. Assomiglia ad un libro, ma anche a un cubo
di Rubik, che non si arriva mai a comporre. Si
comincia a leggere cosa pensa John, ma dopo un
paio di pagine si rovescia il volume per sentire la voce
di Mary, poi si torna a John. E se anche ci si sforza
di seguire prima una giornata e poi l'altra, col
passare dei minuti, e delle pagine, ci si chiede inevitabilmente
cosa sta succedendo dall'altra parte: e il
rompicapo ricomincia. Alla fine magari ci si perde,
ma non prima di avere conosciuto un tipo di tensione
narrativa finora ignoto: si sente spesso dire che
un certo filo conduttore, un certo tema, un certo
stile attraversano un libro, ma quasi mai si intende,
come qui, che lo attraversano da parte a parte.
Pur avendo anche l'aspetto della stravaganza che
, The Loving Couple viene accolto benissimo, e tallona
in classifica i due titoli di Pat - tre su dieci forse
non  un record, ma poco ci manca. Patrick e Virginia
convivono indisturbati per un altro paio d'anni,
finch uno sciagurato articolo di Life svela l'inganno,
e Pat, molto contrariato, deve rinunciare al
privilegio, o all'illusione, di avere un'anima pi riflessiva
(Rowans) e una pi scapricciata (Dennis).
Virginia scriver comunque un altro paio di romanzi,
ma con tutta evidenza il gioco  finito.
La voglia di giocare del resto passa presto, a chi
supera il milione di copie vendute - e se non passa a
lui passa ai suoi committenti. Dal suo nuovo (e importante)
editore, Harcourt Brace, Pat sa di non potersi
presentare a mani vuote, e infatti appena arrivato
firma un contratto per il sequel di Zia Mame.
Questo significa che incassa un anticipo impegnandosi
a consegnare un manoscritto - di cui per ora
esiste solo il titolo, Around the World with Auntie
Mame - entro un certo termine, e che a partire da
quel momento la macchina infernale volta a far prenotare
ai librai, e possibilmente far comprare ai lettori,
il maggior numero possibile di copie si  messa in
moto, e niente pu fermarla. Niente, tranne ovviamente
la mancata consegna del manoscritto.
Qualche giorno prima della scadenza Julian Muller,
anche lui passato ad Harcourt, chiama il suo autore,
che sa in partenza per l'Europa, per chiedergli se
abbia novit. Si sente rispondere di passare quella sera
a casa Tanner, dove oltre alla consueta settantina
di invitati in differenti stadi di ottundimento trover
una bella sorpresa. E una sorpresa indubbiamente
Muller la trova: l'elegante pacco regalo appoggiato
sul prato contiene un manoscritto, ma anche un biglietto
d'accompagnamento, in cui Pat gli comunica
di non avere avuto il tempo di finire il lavoro, e lo
prega di provvedere di persona. Avendo gi scritto il
finale (lieto, e un po' fiacco) di The Loving Couple,
Muller si spaventa meno di quanto ci si sarebbe potuti
aspettare, e una volta uscito il libro vende comunque
centotrentamila copie - per  chiaro che
Pat ha in mente qualcosa. Forse non sa ancora cosa,
ma lo scopre un pomeriggio del 1961, entrando nello
studio - o per essere pi precisi, nel bagno - di
Cris Alexander, sede legale (lo studio, non il bagno)
della neonata Lancelot Leopard.
Cos'era la Lancelot Leopard? Be', in effetti  meglio
spiegarlo, trattandosi di un prototipo societario
destinato a rimanere un pezzo unico. Era una casa
di produzione letteraria, che riproduceva fedelmente
la struttura di quelle cinematografiche, ma che
invece di film doveva consegnare all'intermediario -
l'editore, inteso come l'equivalente naturale del distributore -
libri. Detto cos potrebbe sembrare l'ennesimo
soprassalto di goliardia di Pat e della sua
ghenga, ma non lo : come dipendenti della societ,
Patrick e Virginia, per fare due nomi a caso, versavano
al fisco una quota di diritti molto minore rispetto
a quella che si sarebbe pretesa da due liberi
professionisti, dunque sia l'uno che l'altra prendevano
le riunioni della Lancelot (di cui faceva parte
anche Cris) molto sul serio. E proprio nell'intervallo
di un dibattito fra soci, si diceva, Pat entra in bagno,
e trova le pareti coperte di foto scattate durante
la lavorazione di un super8 in cui Cris e i suoi
amichetti impersonavano altrettante infermiere di
non si sa quale sanatorio.
 una visione degna di un gotico Hammer, ma
per la posterit ha il merito di suggerire - istantaneamente -
a Pat l'idea del suo prossimo lavoro,
l'autobiografia (anche per immagini) di una diva
del burlesque, poi del muto, poi di Broadway, poi di
Hollywood che risponde al nome (apparentemente
fantasioso, ma in realt solo denotativo) di Belle
Poitrine. Lo schema e soprattutto il tono del libro
riproducono quella forma di mendacio a mezzo
stampa che in altri tempi sarebbe stata passibile di
azioni legali, ma che nel Novecento (specie nella
prima parte) veniva considerata il migliore coronamento
possibile della carriera di una star: la variante
 che mentre le opere ridicolizzate da Pat poggiavano
su uno strato - per quanto esilissimo - di realt,
qui tutto  rigorosamente inventato (anche se, al
solito, si presenta come vero).
Little Me  un libro di cui si conoscono pochissimi
antecedenti (forse uno solo, anche se illustre, My
Royal Past di Cecil Beaton, presunto memoriale di
un cadetto di casa Windsor) e ancor meno imitazioni,
ma che a qualche anno di distanza andrebbe ripreso
in mano. Oggi la presenza di immagini nel testo certifica
di per s la radicalit dell'operazione, e i quarti
di nobilt dell'autore, ma agli albori del grafismo
poteva succedere che un racconto scritto fosse davvero
concepito insieme alle immagini, e senza immagini
non avesse senso. Belle Poitrine  la sorella
pi inetta, ma in compenso pi simpatica e scaltra,
di Ed Wood, e tutto ci su cui ci intrattiene  in ovvio,
stridente contrasto con l'accaduto. Il lettore se
ne rende conto grazie alle infinite scuciture a vista,
cio ad esempio sa perch il marito di Belle, un produttore,
commenti sempre e solo nella sua lingua
natia - l'yiddish - la proiezione dei giornalieri, cos
come immagina benissimo cosa contengano le lettere
con cui Joyce e Gertrude Stein replicano a Belle,
che chiede loro di collaborare alla sceneggiatura di
una Lettera scarlatta trasposta nel mondo del football:
e lo sa, o lo immagina, anche se Belle, nell'ordine,
garantisce che il suo coniuge ogni sera ha un accesso
di entusiasmo tale da non potersi esprimere in inglese,
o commenta che due figuri incapaci di scrivere
una lettera comprensibile difficilmente potrebbero
mettere mano a un copione. Eppure, senza i fotomontaggi
di Cris (eseguiti applicando alla lettera le
istruzioni di Pat, e realizzati attraverso lunghe e spesso
estenuanti sedute, col coinvolgimento di tutti o
quasi i conoscenti dei due), senza quell'universo visivo
di serie B completo (ed esilarante) in ogni sua
parte, il gioco riuscirebbe soltanto a met.
Qui come altrove, Pat si rivela un virtuoso dell'ambiguit,
e il suo frenetico interscambio fra realt e
rappresentazione semina volutamente incertezze anche
nel lettore pi avvertito. L'interprete di Belle, ad
esempio,  molto, quasi troppo vicina al suo personaggio.
Il suo vero nome, Gladys Tinfawichee, sembrava
inventato, e con quello d'arte, Jeri Archer, era
nota, pi che per le ripetute comparse in film minori,
per quelle sui calendari, che in un'epoca ormai
lontana erano preclusi alle dilettanti, e invece appannaggio
di serie professioniste. Un metro e ottanta,
misure che le foto non cercano di nascondere,
una confidenza con la chirurgia plastica in anticipo
sui tempi, Gladys compare in ogni scatto del libro,
legando il racconto alla sua ingombrante fisionomia.
Eppure, uno fra i suoi molti comprimari, in apparenza
il meno minaccioso, finisce per rubarle la
scena. Accade a un terzo circa del libro, quando nel
camerino di Belle si insinua un gentiluomo timido e
allampanato, convinto di entrare nel bagno dei signori,
e pi in generale che il locale, l'Audubon, sia
la sede dell'omonima, celeberrima congrega ornitologica.
L'intruso  un aristocratico britannico affetto
da timidezza patologica: oltre che di birdwatching si
occupa solo di poesia elisabettiana, non nutre alcun
tipo di interesse per l'altro sesso (ma neppure per le
possibili alternative) e ha un nome - Cedric Roulstoune-Farjeon
- che sembra uno dei celebri pseudonimi
di Edward Gorey. Dalle poche parole che i
due si scambiano, tuttavia, Belle capisce che Cedie
possiede, oltre al rango, smisurate ricchezze: e, palesemente
contro la sua volont, lo sposa.
La parentesi inglese  una delle parti pi spassose
del libro, non solo e non tanto per i prevedibili
sconquassi che la presenza di Belle causa nei dintorni
di Westminster, quanto per le tribolazioni inflitte
al povero Cedie, col quale il lettore finisce per solidarizzare,
non necessariamente sapendo che quella
specie di jeeves con i polsi penduli e l'aria terrorizzata
, in realt, Pat stesso, reso quasi irriconoscibile
da un espediente semplicissimo - la dentiera, sempre
lei, portata al contrario. Ora, sulla postura e le
sembianze in cui gli artisti, da Vermeer a Hitchcock,
usavano scavarsi una nicchia nelle proprie composizioni,
 giustamente fiorita un'intera ermeneutica:
ma trovare un autoritratto cos crudele ed impietoso,
che il tono farsesco rende soltanto pi crudele,  abbastanza
raro. Se poi ci si volesse soffermare sul significato
ultimo di questo libro - che  molte cose,
tra le quali una veemente caricatura di Zia Mame - e
sul complesso rapporto che Pat intratteneva con le
sue emanazioni, si arriverebbe probabilmente molto
lontano: ma quel che conta  che questo sberleffo
autoinflitto va preso, come vedremo fra poco, molto
sul serio.
A prescindere da ci che preannuncia, l'uscita di
Little Me conferma in ogni caso lo straordinario talento
di Pat per l'autopromozione. Accade infatti
che il libro debba essere presentato per la prima volta
ad una convention di librai in programma al
Waldorf Astoria di New York, e che per qualche ragione
una radio nazionale abbia deciso di trasmetterla.
Per l'occasione, Pat e Cris montano e interpretano
un minimusical ispirato a Little Me, talmente
riuscito che all'indomani accade l'imponderabile, e
cio una delle reti televisive nazionali chiede ai due
di replicarlo in diretta, e in prima serata.  un fatto
inaudito, ma non quanto il rifiuto di Pat, che lascia
tutti interdetti, e che la spiegazione fornita qualche
tempo dopo in un'intervista alla Saturday Review
rende pi malinconico, senza chiarirlo fino in fondo:
Ci sono autori che parlano e autori che scrivono.
Io vorrei essere un autore che scrive.
Per scrivere Pat, poveraccio, scrive. Poco dopo Little
Me, che oltre a piacere ai suoi lettori di sempre lo
ha fatto passare di status - da compagno di strada ad
idolo pagano - presso la comunit gay, pubblica un
romanzo tanto tradizionale quanto irresistibile. Si
tratta di Genius, geniale (appunto) caricatura di un
regista che estorce denaro a chiunque incontri, per
devolverlo alla realizzazione di un film insopportabilmente
arty votato, per statuto, alla catastrofe. Insieme
a Orson Welles, palese ispiratore del protagonista,
la satira investe, e corrode, tutta un'idea di cinema,
ed  talmente efficace che Otto Preminger
compra subito i diritti del libro, chiamando Pat a
collaborare alla sceneggiatura di un film che, se realizzato,
avrebbe rischiato di strappare a Viale del tramonto
il titolo di film su Hollywood pi abrasivo di
tutti i tempi. Solo che il film resta sulla carta, a differenza
dello spettacolo tratto da Little Me, che arriva
a Broadway come Zia Mame e come la commedia
tratta da The Loving Couple. Difficilmente le cose potrebbero
andare meglio. Quindi, subito dopo l'uscita
di Genius Pat tenta il suicidio, e viene ricoverato
d'urgenza in un ospedale psichiatrico.
 molto probabile che all'instabilit nervosa di
Pat abbiano contribuito cause extraprofessionali,
come la prima manifestazione cosciente di un'omosessualit
a lungo soffocata, che quando esplode assume
la forma, tristemente consueta, di una passione
devastante per la persona sbagliata - nella fattispecie
Guy Kent, un costumista molto poco coinvolto
dall'entusiasmo di Pat, e pi che altro interessato
a trarne gli ovvi vantaggi. La crisi  comunque lunga
e profonda, e il Pat che esce dalla clinica, e
dall'elettroshock,  una persona diversa.
Appena libero Pat - Psychopatrick, come lui stesso
preferisce ormai essere chiamato - abbandona, nel
modo pi civile possibile, la famiglia, e va a vivere da
solo. Nello stesso periodo, presenta al suo editore il
libro che ha cominciato a scrivere in clinica, una specie
di sequel di Little Me. Si chiama First Lady, e stavolta
le foto di Cris ritraggono la parabola di una
donna molto vicina ad un presidente americano. I miracoli
per non riescono due volte, e il lavoro  una
fiacca ripetizione del precedente, anche se a posteriori
la parte finale, tutta ambientata in un manicomio,
e con Pat nei panni di un internato, aggiunge
uno struggente tassello all'autoritratto masochistico
abbozzato in Little Me.
Ci che pi colpisce, negli ultimi dieci anni di Pat,
 tuttavia la cura meticolosa con cui Dennis prepara
la propria uscita di scena, un passo dopo l'altro -
senza che chi lo circonda mostri di capire cosa succede
o perch, e senza che i soliti sospetti (l'alcol, o
il sesso) forniscano elementi di prova conclusivi. Di
fatto, Pat spende una quantit impressionante di denaro,
si copre di ridicolo (spogliandosi, perlopi) in
una quantit impressionante di circostanze, e ripete
un numero impressionante di volte commenti meno
articolati di quelli cui aveva abituato i suoi lettori:
che la vita  proprio un casino, ad esempio. Poi, come
sempre senza preavviso, chiude casa a New York
e si trasferisce a Citt del Messico.
Il perch non  chiaro, anche se nel 1965 Citt
del Messico ospitava una fiorente ed allegra colonia
di artisti, avventurieri e transfughi, sia americani
che europei, da vite andate male, o cos cos. Ad attrarre
Pat dev'essere proprio la prospettiva di gavazzi
permanenti e low cost, dal momento che del posto
non trova nulla di cui scrivere a casa (quando i
suoi due figli ormai adolescenti si dichiarano sazi di
sartorie indigene, e lo supplicano di accompagnarli
in visita a qualche rovina, Pat acconsente, ma una
volta in loco chiede all'amica che si  portato dietro
di provvedere lei, e passa le due ore dell'itinerario
chiuso in macchina). Fra una festa e l'altra continua
a lavorare, anzi produce ben tre romanzi in cinque
anni, l'ultimo dei quali ha un titolo che suona come
una rappresaglia a lungo meditata contro i critici
che da sempre lo accusano di partorire personaggi
a due dimensioni. 3-D esce nel 1972, viene lapidato
pi o meno all'unanimit, e sar l'ultimo romanzo
di Patrick Dennis. Ma il congedo - in grande stile -
dal mondo dell'arte  avvenuto in realt quattro anni
prima, e per la precisione nel 1968, quando incautamente
l'Istituto di Cultura Anglo-Messicano
chiede a Pat di curare l'allestimento della sacra rappresentazione
natalizia, un'innocua messa in scena
della Nativit che da tempo immemorabile veniva
riprodotta sulle cartoline di auguri destinate principalmente
all'Inghilterra. Si ignora se quell'anno le
cartoline siano state effettivamente preparate (
sperabile di s), mentre si sa per certo che lo spettacolo,
di cui Pat aveva scritto testo e musiche, disegnato
scene e costumi, e che naturalmente aveva diretto,
si chiamava Turkish Delight, era ambientato fra
Londra e Costantinopoli nel 1222, e narrava le gesta
(non si capisce in che modo connesse all'idea corrente
di presepe, animato o no) di una certa Queen
Sadistica, feroce padrona e tormentatrice di un manipolo
di schiavi - uno dei quali era... be', non c'
bisogno di dirlo.
Lo scalpore suscitato dall'evento rimane la traccia
pi durevole della presenza di Patrick in citt, anche
perch le altre (la sua prima, monumentale dimora,
e la villa che pass due anni a farsi costruire,
rivendendola in fretta e furia prima che fosse portata
a termine) non esistono pi. Ma neanche Patrick
Dennis, dopo sei anni di Messico, esiste pi.
Al rientro negli Stati Uniti, Pat ripete appunto a
chiunque incontri che Patrick Dennis  morto. Tutti
pensano a uno scherzo macabro, che in realt 
precisamente quanto Pat ha in serbo. Non avendo
pi un soldo (il denaro sopravvissuto alla sciagurata
avventura architettonica era sparito, fino all'ultimo
centesimo, nelle tasche del suo domestico messicano) ,
Pat  costretto, dopo trent'anni, a cercare lavoro.
Il primo che trova, come socio e gestore di una
galleria d'arte, sarebbe anche potuto durare, non avesse
comportato vuoi il rapporto col pubblico (che
Pat non  pi in grado di sostenere, dal momento
che inanella gaffe a ripetizione), vuoi il trasferimento
in una citt che non gli consente, per ragioni facilmente
immaginabili, possibilit di sopravvivenza:
Kansas City. Dopo qualche mese si licenzia, e a questo
punto  davvero pronto. Vende tutto quanto gli 
rimasto, si taglia per l'ultima volta la barba, si rifa il
guardaroba, compra una decappottabile e parte per
Palm Beach. Appena arrivato, fa circolare un curriculum
in cui un certo Edwards Tanner, vantando
ventott'anni di esperienza nel ramo, e una lista di
referenze lunga da qui a l (fra le quali spiccano
quelle di Patrick Dennis), si offre, a chi ne avesse bisogno,
come maggiordomo.
Il primo a farsi avanti  un ex diplomatico di primo
piano, Stanton Griffis, che di Edwards  subito
entusiasta. A ragione, probabilmente: Edwards  talmente
impareggiabile, talmente perfetto per la parte,
che una sera serve a tavola un suo amico dei tempi
di New York senza farsi riconoscere. E di Edwards
Pat  particolarmente orgoglioso: se il suo aspetto
attuale non lo convince (Sembro un incrocio fra
una tartaruga degli abissi e John Gielgud), la vita
che conduce, e che ha tante volte raccontato nei
suoi romanzi, gli corrisponde alla perfezione. E, oltre
a procurargli un'inattesa serenit, gli regala un
ultimo momento di gloria, verosimilmente pi lusinghiero
di molti altri. Quando il Chicago Tribune
decide di pubblicare un ampio servizio su un
mestiere deplorevolmente vicino all'estinzione, il
maggiordomo di vecchia scuola britannica, uno dei
dieci intervistati  proprio Edwards, passato intanto
al servizio di Ray Kroc - nome che a nessuno oggi in
Italia dice nulla, ma che apparteneva all'inventore e
proprietario di un'impresa commerciale gi allora
piuttosto fortunata: McDonald's.
Al Tribune, Edwards svela diversi trucchi del
mestiere, ed  pi aperto dei colleghi, sia sulle proprie
idiosincrasie (mai in smoking, lo smoking  per
camerieri e barman), sia su alcuni raggiungimenti
filosofici, cui sostiene di essere approdato dopo una
vita spesa in societ: Vede, quando uno passa trent'anni
ad ascoltare conversazioni fatue, servire a tavola
gli sembra molto meglio che chiacchierare.
Pi oltre Edwards non avrebbe potuto andare, senza
compromettersi. O forse s, avrebbe potuto elencare
gli unici tre possedimenti terreni che aveva
portato con s dalla sua vita precedente, e in compagnia
dei quali passava quasi tutto il tempo libero,
nelle sue stanze imprevedibilmente (o forse no)
claustrali: un manuale di enigmistica, un galateo e
una prima edizione, molto consunta, della Fiera delle vanit.
MATTEO CODIGNOLA.
...
.
...
FINE.